
La CIA ha intensificato le sue operazioni di intelligence contro la Russia e mantiene un supporto decisivo all'Ucraina, mentre Donald Trump esercita pressioni su Volodimir Zelenski affinché fermi gli attacchi contro le raffinerie russe, in una contraddizione sempre più pronunciata tra l'attività dei servizi segreti statunitensi e le decisioni della Casa Bianca.
Un reportage pubblicato venerdì 23 ottobre da The Atlantic, firmato dal giornalista Shane Harris, descrive come il direttore della CIA, John Ratcliffe, guida un'agenzia che contribuisce a indebolire la capacità militare ed economica di Mosca, mentre Trump cerca accordi con Vladimir Putin e accusa Zelenski di prolungare la guerra.
Secondo la ricerca, l'intelligence statunitense continua a fornire all'Ucraina informazioni utilizzate per attuare attacchi in profondità contro il territorio russo. I loro satelliti consentono anche di rilevare in anticipo il lancio di missili e droni, una capacità fondamentale per la difesa delle città ucraine.
Un alto funzionario delle intelligenze, che viaggia frequentemente in Ucraina, ha assicurato a Harris che, tra il personale americano schierato sul campo, «la CIA sta prendendo l'iniziativa».
Un funzionario dell'intelligence di un paese baltico, che collabora strettamente con Washington per contrastare l'influenza russa, ha affermato che le operazioni dell'agenzia sono attualmente «molto più aggressive» rispetto all'amministrazione di Joe Biden.
La paradosso è che questa intensificazione coincide con una politica presidenziale che cerca di limitare proprio alcune delle operazioni ucraine più efficaci contro la Russia.
La CIA aiuta a indebolire l'economia russa mentre Trump chiede di fermare gli attacchi
I bombardamenti ucraini contro raffinerie e altre installazioni petrolifere russe sono diventati uno degli strumenti più efficaci di pressione economica sul Cremlino.
Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), nei primi otto mesi del 2026 le raffinerie russe hanno subito, in media, un attacco ogni tre giorni.
La campagna ha ridotto la capacità di raffinazione, provocato carenze di combustibili e costretto Mosca a restrigere le esportazioni per garantire l'approvvigionamento interno. La produzione russa di gasolio è scesa di quasi il 30% rispetto ai livelli precedenti.
Per Kiev, colpire l'infrastruttura energetica russa significa ridurre i proventi e le forniture che contribuiscono a sostenere la macchina militare di Putin.
Per Trump, tuttavia, quegli attacchi si sono trasformati in un problema politico ed economico.
Il presidente statunitense attribuisce parte dell'aumento dei prezzi internazionali del combustibile ai danni causati dall'Ucraina, sebbene la guerra con l'Iran e le interruzioni del traffico nello stretto di Hormuz abbiano anche gravemente colpito il mercato energetico globale.
Secondo Axios, Trump aveva chiesto ripetutamente a Zelenski di sospendere gli attacchi contro le raffinerie russe. Di fronte al rifiuto di Kiev di fermarli unilateralmente, secondo funzionari ucraini citati da I, l'amministrazione americana ha minacciato di limitare la fornitura di intelligence e il meccanismo di acquisizione di armamenti americani finanziato dai alleati europei.
Zelenski ha successivamente confermato che i suoi generali avevano ricevuto avvertimenti su una possibile interruzione della cooperazione intellettiva.
Washington minaccia così di ritirare all'Ucraina uno strumento fondamentale per la sua difesa e le sue operazioni militari, mentre la CIA continua a fornire informazioni che aiutano a contrastare l'offensiva russa.
Trump offre a Putin un accordo sul petrolio mentre i suoi spioni combattono contro la sua strategia
La contraddizione si è acuita lo scorso 9 ottobre, quando Trump ha annunciato un accordo con Putin per facilitare l'approvvigionamento di milioni di tonnellate di gasolio russo ai mercati internazionali e statunitensi.
Il Dipartimento del Tesoro ha accompagnato l'annuncio con un'autorizzazione che ha allentato alcune sanzioni sulle operazioni relative a quel combustibile.
La decisione ha sorpreso i negoziatori ucraini ed europei che partecipavano a colloqui di pace con rappresentanti statunitensi a Miami, secondo fonti consultate da The Atlantic.
Alcuni consiglieri di Trump gli avevano raccomandato di evitare nuove concessioni a Putin senza ottenere impegni concreti per fermare la guerra. Tuttavia, Mosca non ha offerto alcuna contropartita equivalente.
La comunità d'intelligence statunitense mantiene, da anni, una valutazione diversa rispetto a quella che sembra orientare alcuni movimenti del presidente: Putin continua la guerra perché ritiene di poterla vincere, sia attraverso una vittoria militare sia esaurendo la disponibilità dell'Occidente a sostenere l'Ucraina.
Secondo Harris, tale convinzione spiega anche l'intensificazione delle operazioni ibride russe contro l'Europa, che includono sabotaggi, interferenze nelle comunicazioni e provocazioni con droni contro le difese della NATO.
Nel frattempo, Trump ha inasprito le sue critiche personali a Zelenski.
In dichiarazioni recenti a Newsmax, lo ha definito un leader «più difficile da trattare» di Putin, lo ha accusato di prolungare il conflitto e ha chiesto agli ucraini di scegliere un nuovo presidente.
Ratcliffe è partito segretamente per Mosca per trasmettere un messaggio ai servizi russi
Il direttore della CIA occupa una posizione singolare all'interno di quella politica contraddittoria.
Secondo The Atlantic, Ratcliffe è uno dei consiglieri più vicini a Trump e partecipa abitualmente alle decisioni di sicurezza nazionale. Allo stesso tempo, funzionari statunitensi ed europei lo considerano consapevole della minaccia che la Russia rappresenta per l'Ucraina e i suoi alleati.
In agosto, Ratcliffe ha effettuato un viaggio riservato a Mosca, dove ha incontrato i dirigenti dei servizi di intelligence russi.
L'obiettivo, secondo fonti a conoscenza dell'incontro, è stato trasmettere la valutazione statunitense sull'evoluzione della guerra: la Russia non aveva raggiunto progressi decisivi, ma nemmeno l'Ucraina era riuscita a scacciare le forze invadenti dal proprio territorio.
La visita si è svolta attraverso un canale discreto di comunicazione tra i servizi di intelligence, conosciuto informalmente come the channel, che consente a Washington e Mosca di scambiarsi messaggi al di fuori delle trattative diplomatiche convenzionali.
Ratcliffe non ha incontrato Putin, ma i suoi interlocutori russi dovevano trasmettere il contenuto delle conversazioni ai loro superiori.
Lo scopo era che il Cremlino ricevesse direttamente una valutazione sul ristagno del conflitto, senza dipendere esclusivamente dai rapporti che l'entourage del presidente russo potesse fornirgli.
A settembre, Ratcliffe ha informato Zelenski del suo viaggio a Mosca durante un incontro in Irlanda, quando i rispettivi aerei si sono incrociati in una sosta per rifornimento di carburante.
Un alto funzionario dell'intelligence ucraina citato da Harris ha elogiato la professionalità degli agenti americani dispiegati nel suo paese ed ha espresso fiducia nella capacità di Ratcliffe di trasmettere a Trump una valutazione realistica della guerra.
Il limite di Ratcliffe: l'ultima parola spetta a Trump
La posizione del direttore della CIA non implica che sia disposto a affrontare il presidente.
I funzionari consultati da The Atlantic ritengono che Ratcliffe comprenda il suo ruolo come quello di fornire informazioni e valutare le conseguenze delle decisioni, non di determinare la politica estera.
Se Trump ordinasse di sospendere la cooperazione di intelligence con l'Ucraina, il direttore seguirebbe l'istruzione, anche se all'interno dell'agenzia ci fossero riserve sulle sue conseguenze.
La minaccia non è astratta.
A ottobre, durante i nuovi attacchi russi contro Kiev, le autorità ucraine hanno denunciato interruzioni nei sistemi di allerta precoce che hanno reso difficile la rilevazione di alcuni missili.
Fonti consultate da Harris hanno indicato che parte di questi problemi potrebbe essere stata causata da guasti tecnici, anche se sono emerse sospetti riguardo a possibili restrizioni nell'assistenza statunitense.
Trump ha successivamente assicurato che Washington continuava a condividere informazioni di intelligence con l'Ucraina. Non è stata confermata una sospensione generale di questa cooperazione.
L'episodio illustra la dipendenza ucraina dalle capacità statunitensi che il presidente può limitare per decisione politica.
La CIA di Ratcliffe continua a contribuire affinché l'Ucraina resista e colpisca obiettivi russi, mentre Trump tenta di fermare quegli attacchi, allenta le sanzioni energetiche verso Mosca e pressa Zelenski affinché accetti le sue condizioni di negoziazione.
Per ora, entrambe le linee d'azione coesistono all'interno della stessa amministrazione.
La continuità della prima dipende da un presidente le cui recenti decisioni hanno favorito un avvicinamento economico a Putin, proprio nel momento in cui i servizi di intelligence statunitensi ritengono che la Russia continui a puntare a prolungare la guerra fino ad esaurire l'Ucraina e i suoi alleati.
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