Expedia si impone a Miami in una battaglia legale per le proprietà confiscate a Cuba: Questi sono i dettagli

Hotel con il logo di Expedia (Immagine di riferimento)Foto © Flickr/Expedia

Un giurato federale di Miami ha deciso questo lunedì a favore di Expedia Group in una causa intentata da due cubanoamericani che accusavano l'azienda di aver «trafficato» con proprietà confiscate dal regime cubano, secondo quanto riportato da The New York Times.

I querelanti, Mario Echevarría, di 91 anni, e Maricela Mata, di 66, sostenevano che la compagnia avesse facilitato prenotazioni in cinque hotel costruiti su terreni che appartennero alle loro famiglie prima della rivoluzione del 1959, in violazione del Titolo III della Ley Helms-Burton.

La prova che non è stata in grado di essere dimostrata

La giuria ha concluso che nessuno dei due querelanti è riuscito a dimostrare in modo sufficiente la titolarità sui terreni in questione, il che ha impedito al tribunale di analizzare se Expedia avesse agito in modo illegale.

Echevarría affermava che la sua famiglia era proprietaria di Cayo Coco prima delle confische, ma non riuscì a documentarlo.

El avvocato di Expedia, David Shank, lo ha chiarito di fronte alla giuria con una domanda retorica: «Di chi è? Non ne ho idea. Questo lo decidete voi».

Mata ha presentato documenti per dimostrare che il terreno su cui è stato costruito il Hotel San Carlos de Cienfuegos —eretto nel 1928— apparteneva a suo nonno Antonio.

La difesa ha sostenuto che quei documenti costituivano un registro commerciale e non un titolo di proprietà.

Gli argomenti di Expedia

La difesa ha sostenuto che l

Expedia ha smesso di operare a Cuba nel 2025, dopo la revoca di queste politiche da parte dell'amministrazione Trump.

Un portavoce della compagnia ha espresso la sua soddisfazione: «Siamo soddisfatti della decisione della giuria, che conferma la posizione che abbiamo mantenuto fin dall'inizio».

Il legale dei querelanti, Andrés Rivero, ha risposto con fermezza: «Questi accusati hanno utilizzato queste proprietà in alleanza con i soci comunisti cubani».

Seconda vittoria consecutiva sotto la Helms-Burton

Questa sentenza rappresenta il secondo trionfo legale di Expedia in casi legati a Cuba.

Il primo è arrivato a luglio del 2025, quando una giuria federale del Delaware ha emesso una sentenza a favore dell'azienda nel caso noto come Sánchez Hill, in cui i querelanti chiedevano più di 1.700 milioni di dollari.

Il percorso giudiziario ha ancora altri capitoli: nell'aprile del 2025, una giuria di Miami aveva assegnato a Echevarría quasi 30 milioni di dollari nel primo processo con giuria tenutosi ai sensi della Legge Helms-Burton.

Tuttavia, il giudice Federico Moreno ha annullato quel verdetto mesi dopo ritenendo che Expedia avesse interrotto le prenotazioni entro il termine legale. Quel caso è attualmente in appello.

Gli ostacoli strutturali di queste richieste

Paolo Spadoni, economista dell'Università di Augusta, in Georgia, e specialista nel turismo cubano, ha sottolineato al Times che «la vittoria di Expedia evidenzia gli ostacoli significativi che i cubano-americani continuano ad affrontare nel presentare richieste che coinvolgono beni espropriati decenni fa».

Il principale ostacolo, secondo Spadoni, è dimostrare «di possedere diritti di proprietà legalmente riconosciuti sui beni in questione».

John Kavulich, del Consiglio Economico e Commerciale Stati Uniti-Cuba, ha avvertito che queste battute d'arresto non devono demoralizzare coloro che aspirano a presentare richieste ai sensi della Helms-Burton.

Kavulich ha citato vittorie recenti come la sentenza del Tribunale Supremo a favore di Havana Docks Corporation contro quattro grandi compagnie di navigazione per l'uso dei terminal portuali dell'Avana confiscati nel 1960, e la successiva decisione che ha aperto la strada per permettere a ExxonMobil di citare in giudizio entità statali cubane per oltre 1.000 milioni di dollari in beni espropriati.

Le richieste di risarcimento certificate negli Stati Uniti per le espropriazioni cubane ammontano ad almeno 5.913 casi, valutati circa 1.900 milioni di dollari originali e stimati in oltre 9.000 milioni con gli interessi accumulati, una cifra che illustra l'entità del saccheggio perpetrato dal regime per decenni.

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Redazione di CiberCuba

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