
La storica Compañía Cubana de Electricidad (CEC) ha presentato il 29 luglio una causa presso il Tribunale Federale del Distretto di Columbia contro l'Unione Elettrica di Cuba (UNE) e Energas S.A., richiedendo un risarcimento che, con danni tripli e interessi accumulati dal 1960, ammonta a circa 802,7 milioni di dollari.
La causa legale è stata intentata dalla firma Atlas Holdings ai sensi del Titolo III della Legge Helms-Burton.
La domanda e i suoi numeri
Il valore base della richiesta è $267,568,413.62 dollari, cifra certificata nel 1970 dalla Commissione per la Liquidazione delle Richieste Estere degli Stati Uniti (FCSC), a cui si aggiunge un interesse annuale del 6% dal 6 agosto 1960, data in cui il regime di Fidel Castro ha confiscato l'azienda.
Dato che il Titolo III della Helms-Burton autorizza a triplicare i danni nelle richieste certificate, la somma totale -inclusi onorari e spese legali- si attesta a circa 802,7 milioni di dollari.
Il caso è stato assegnato al giudice federale John D. Bates ed è stato presentato dallo studio legale di New York Steptoe LLP, lo stesso che ha ottenuto una vittoria storica presso la Corte Suprema in rappresentanza di Exxon Mobil, che ha stabilito che la Helms-Burton prevale sull'immunità sovrana delle agenzie cubane.
Chi fa causa e perché?
Atlas Holdings, con sede a Greenwich, Connecticut, e proprietaria della catena Office Depot, ha acquisito la richiesta certificata della CEC presso la FCSC.
La compagnia fu fondata nel 1927 come sussidiaria della statunitense American & Foreign Power e arrivò a controllare oltre il 90% della generazione elettrica di Cuba, oltre al sistema di gas manufatto dell'Avana.
Il testo della domanda è contundente:
«Nel 1960, il regime rivoluzionario di Fidel Castro confiscò illegalmente detta proprietà e altri numerosi beni -valutati complessivamente in oltre 300 milioni di dollari- alla parte attrice, senza giusta causa né indennizzo. Come conseguenza diretta di queste confiscazioni, la parte attrice fu spogliata dei suoi investimenti, privata dell'uso e del valore della sua proprietà e costretta a cessare le sue operazioni a Cuba.»
I convenuti: La UNE e Energas
La domanda indica la UNE come «uno dei principali beneficiari della confisca», che «possiede, controlla, gestisce, opera e trae profitto da numerosi beni confiscati, incluse importanti strutture di generazione costruite sulle proprietà dell'attore, come la Centrale Termoelettrica Antonio Maceo (Renté), a Santiago di Cuba; la Centrale Termoelettrica Carlos Manuel de Céspedes, a Cienfuegos; la sottostazione elettrica e il complesso del gas Melones, nella baia dell'Avana, e la Centrale Idroelettrica Guaso».
Per quanto riguarda Energas, la denuncia afferma che questa azienda «ottiene profitti e traffica con la proprietà confiscata del richiedente attraverso la sua partecipazione nei settori della generazione di energia e lavorazione del gas naturale a Cuba».
Assicura inoltre che le sue operazioni «dipendono da - e sono fisicamente integrate con - impianti, infrastrutture di trasmissione e asset di distribuzione del gas confiscati alla Compañía Cubana de Electricidad».
Energas è un'impresa congiunta tra la stessa UNE, l'azienda petrolifera statale CUPET e la mineraria canadese Sherritt International Corporation, che ha sospeso le sue operazioni dirette a Cuba lo scorso maggio a seguito dell'ampliamento delle sanzioni statunitensi.
Sebbene Sherritt non sia indicata come imputata direttamente, la richiesta la colpisce in modo collaterale.
Il contesto legale e la strategia
Dalla riattivazione del Titolo III della Helms-Burton nel maggio 2019, sono state presentate almeno 47 cause dinanzi a tribunali statunitensi, e il regime cubano ha risposto con una rappresentanza legale solo nel caso di Exxon Mobil.
John Kavulich, presidente del Consiglio Economico Commerciale Cuba-EE.UU., ha spiegato a Café Fuerte la logica dietro il momento scelto.
«Il governo cubano ha opzioni limitate per articolare una difesa ed è più probabile che cerchi un accordo extragiudiziale, soprattutto considerando il rischio che la denuncia possa influenzare negativamente l'offerta di acquisto della Sherritt International Corporation, recentemente presentata da un'azienda con sede in Texas», ha dettagliato alla citata testata.
Kavulich ha aggiunto che Steptoe LLP ha «un motivo ulteriore per sfruttare la propria rappresentanza di entrambi i clienti al fine di raggiungere un accordo».
La FCSC ha certificato un totale di 5.913 richieste da parte di cittadini e aziende statunitensi contro Cuba per un valore approssimativo di 7 miliardi di dollari, il che anticipa che questa causa potrebbe essere solo una delle prossime a giungere nei tribunali federali.
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