Corte Suprema degli Stati Uniti apre la strada a cause contro Cuba per proprietà confiscate dal regime

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso 8-1 a favore di Havana Docks contro quattro navi da crociera per l'utilizzo del porto dell'Avana, confiscato dal regime nel 1960.



Corte Suprema degli Stati Uniti.Foto © Wikipedia

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso giovedì, con otto voti favorevoli e uno contrario, una sentenza a favore della società Havana Docks Corporation nella sua causa contro quattro grandi compagnie di crociera per aver utilizzato strutture portuali a L'Avana confiscate dal regime castrista nel 1960, in una decisione che potrebbe aprire la strada a migliaia di richieste simili.

Según riporta AP, il giudice Clarence Thomas ha redatto l'opinione maggioritaria e ha stabilito che il tribunale federale d'appello di Atlanta ha commesso un errore nel rigettare le cause, concludendo che "le compagnie di crociera hanno utilizzato beni confiscati su cui Havana Docks detiene il diritto di proprietà".

Le compagnie di navigazione denunciate -Carnival, Norwegian, Royal Caribbean e MSC Cruceros- hanno operato nel porto de L'Avana tra il 2016 e il 2019, durante il disgelo diplomatico promosso dall'amministrazione Obama, portando turisti statunitensi sull'Isola.

La sentenza non è definitiva: restituisce il contenzioso al tribunale d'appello affinché esamini argomenti aggiuntivi delle compagnie di navigazione che non erano ancora stati esaminati.

Le implicazioni economiche della sentenza sono potenzialmente enormi.

Il Dipartimento di Stato stima che ci siano almeno 200.000 possibili richieste per proprietà confiscate a Cuba, oltre alle 5.913 richieste ufficialmente certificate, il cui valore originale era di 1.900 milioni di dollari e che, con gli interessi accumulati, si stima oggi ammonti a oltre 9.000 milioni di dollari.

Un'interpretazione ampia del Titolo III -come quella attualmente sostenuta dalla Corte Suprema- invia inoltre un messaggio dissuasivo a qualsiasi azienda internazionale che consideri di investire o fare affari a Cuba con proprietà che il regime ha confiscato ai legittimi proprietari.

Il caso ruota attorno al Titolo III della Legge Helms-Burton, approvata dal Congresso nel 1996 in risposta all'abbattimento di aerei civili di Hermanos al Rescate da parte del regime, e che consente a cittadini e imprese statunitensi di far causa a qualsiasi entità che si avvantaggi di beni confiscati a Cuba.

Tutti i precedenti presidenti -Clinton, Bush e Obama- avevano sospeso quella disposizione per via delle pressioni degli alleati europei e canadesi con affari sull'Isola.

Nel 2019, l'amministrazione Trump la attivò completamente per la prima volta dalla sua approvazione, e le compagnie di navigazione cancellarono rapidamente le loro rotte verso Cuba.

La Havana Docks Corporation gestì una concessione portuale a L'Avana originariamente concessa nel 1905 e ampliata a 99 anni nel 1920. Il regime cubano la confiscò senza alcun tipo di compensazione.

La giudice federale Beth Bloom, di Miami, ha condannato nel 2022 le quattro compagnie navali a pagare più di 400 milioni di dollari in totale a Havana Docks, stabilendo che le licenze concesse dal Dipartimento del Tesoro di Obama per il trasporto di passeggeri verso Cuba non esentavano le compagnie dalla responsabilità.

Il tribunale d'appello ha revocato quella sentenza argomentando che la concessione originale sarebbe scaduta nel 2004, prima che le navi da crociera operassero nel porto. La Corte Suprema ha respinto quel ragionamento e ha ripristinato la possibilità che Havana Docks riceva il risarcimento.

Il verdetto arriva in un momento di massima pressione da parte dell'amministrazione Trump su Cuba.

Il Dipartimento di Giustizia ha presentato accuse penali federali contro Raúl Castro, di 94 anni, e cinque militari cubani per l'abbattimento degli aerei di Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, che ha causato la morte di quattro cubanoamericani.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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