Artista plastico e scrittore cubano esplode contro il «nuovo socialismo dove è il capitalismo a dettare legge»

Hermes EntenzaFoto © FB/Hermes Entenza

L'artista plastico e scrittore cubano Hermes Entenza ha pubblicato questo venerdì una vivace critica su Facebook contro le dichiarazioni del viceministro delle Relazioni Estere di Cuba, Carlos Fernández de Cossío, il quale ha affermato al New York Times che l'isola non escluderebbe Donald Trump né le sue aziende dall'investire nel paese.

Il vicecancelliere ha dichiarato al quotidiano statunitense venerdì scorso: «Se desidera investire pacificamente, non abbiamo alcun motivo particolare per escluderlo», e ha aggiunto che il vero ostacolo sono le leggi degli Stati Uniti, non quelle cubane. Entenza, originario di Sancti Spíritus e residente in Germania, ha reagito con furia di fronte all'ipocrisia del regime.

Captura di FB Hermes Entenza

«Ciò che mi provoca ira è che, dopo tanti anni di incitazione all'odio verso il nord; dopo sfilate, clacson, volantini e pioneritos che urlano slogan senza ancora sapere chi siano quei tanto odiati; dopo tanta merda imbottigliata con sottoprodotti politici importati e riciclati dove si gridava che 'chi non salta è yanqui', venga questo tizio a infacciarci quella nostalgia (perché è nostalgia) affinché il nemico più feroce —come hanno detto loro— stabilisca affari in quel socialismo 'trionfante' che proclamano», ha scritto l'artista.

Il nucleo della sua indignazione non è l'eventuale investimento di Trump in sé, ma la contraddizione che questa apertura rivela di fronte a casi concreti di repressione.

El più emblematico è quello del rapper e attivista Maykel «Osorbo» Castillo Pérez, coautore dell'inno oppositore «Patria y Vida», trasferito a luglio nel carcere di massima sicurezza di Guanajay dopo essere stato condannato a giugno 2022 a nove anni di carcere.

«Una delle ragioni per cui l'artista Maykel 'Osorbo' Castillo Pérez è in prigione è per aver detto, davanti a un informatore, che era trumpista. Dirlo non costituisce un reato in nessun luogo del mondo; solo a Cuba», ha sottolineato Entenza, e ha lanciato la domanda che riassume la paradosso: «Libereranno oggi Maykel 'Osorbo'? Non trovate ridicolo che Donald Trump decida di investire nell'isola e che ci sia un artista in prigione per credere in lui?».

In carcere dal maggio 2021, Castillo è stato condannato nel giugno 2022 a nove anni per accuse di oltraggio ai simboli patrii, disobbedienza, attentato, disordini pubblici e diffamazione. Il suo incarceramento è considerato arbitrario e politicizzato da organizzazioni per i diritti umani.

Lo scrittore ha anche ricordato il caso del gruppo giovanile Fuera de la Caja, censurato nel febbraio 2026 dal programma ufficialista Con Filo per aver indossato cappellini con la scritta «Make Cuba Great Again», accusati di promuovere il trumpismo.

«Si potranno già legalizzare a Cuba i cappellini MAGA, o solo in quel nuovo amore saranno partecipi i miliardari del potere?», chiese con ironia.

Entenza ricorse al linguaggio politico cubano per illustrare l'entità del cambiamento: il termine «gusano» fu ufficialmente creato per designare coloro che ammiravano o pensavano in stile yankee, e il soprannome «Yuma» nacque per nominare quel nord che il regime presentò per decenni come nemico, ma che diventò la vera utopia per milioni di cubani.

«Allora, adesso i yumas possono investire, andare a passeggiare, a prendere mojitos all'El Floridita, [...] a godere la vita, mentre gli isolani, attoniti, senza un centesimo, affamati, tristi o prigionieri per essere gusani, li vedono divertirsi nel nuovo socialismo dove è il capitalismo a comandare e a dare ordini», scrisse.

Le dichiarazioni di Fernández de Cossío avvengono nel contesto di una apertura economica promossa dal regime in risposta alla profonda crisi che attraversa l'isola: a giugno 2026 il governo ha approvato un pacchetto di 176 misure per facilitare l'investimento straniero, e a luglio è entrato in vigore il Decreto 153/2026, che modifica il regolamento della legge sugli investimenti stranieri del 2014.

Tra i commenti sui social, diversi utenti hanno concordato nel segnalare che l'apertura al capitale straniero beneficia esclusivamente l'élite al potere, mentre il cubano comune continua a non avere accesso a valute, cibo né libertà di espressione.

Entenza ha concluso il suo testo con una condanna diretta alla nomenclatura: «Personaggi come questo Carlos Fernández de Cossío e tutti i sátrapa del potere e del PCC, insieme a coloro che applaudono e alzano il braccio in segno di adesione a tutto ciò che viene detto dal podio, dovrebbero essere imprigionati in quelle stesse prigioni dove tanta gioventù soffre per essere accusata di gusani».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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