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Il governo cubano ha annunciato giovedì una vasta riforma della sua politica di investimento estero che permetterà la partecipazione diretta di capitali stranieri in aziende private e cooperative, flessibilizzerà i meccanismi di assunzione e garantirà maggiori garanzie operative agli investitori, un cambiamento sostanziale all'interno del modello di investimento in vigore da decenni.
Le misure incluse nel Asse 14 di trasformazioni economiche e sociali presentate dal primo ministro Manuel Marrero Cruz all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, aprono per la prima volta la possibilità che investitori stranieri possano partecipare direttamente in aziende private e cooperative cubane tramite joint ventures e contratti di associazione economica internazionale, ha evidenziato il quotidiano ufficiale Granma.
La decisione rappresenta un cambiamento significativo rispetto al modello tradizionale, che concentrava gli investimenti esteri principalmente in aziende statali e settori strategici definiti dal governo.
Con la riforma, il settore privato emergente potrà accedere formalmente a capitale estero, tecnologia e finanziamenti internazionali.
Il pacchetto include inoltre l'ampliamento dei diritti concessi agli investitori. Il limite per i diritti di superficie sarà esteso fino a 99 anni, mentre i diritti di usufrutto potranno superare i 50 anni, una misura volta a garantire maggiore sicurezza giuridica ai progetti a lungo termine.
Uno dei cambiamenti più rilevanti è l'eliminazione dell'obbligo di assumere lavoratori attraverso enti statali. Negli ultimi anni, questo meccanismo è stato uno dei principali motivi di contestazione da parte degli imprenditori stranieri, poiché impediva l'assunzione diretta di personale e offriva allo Stato il controllo sull'intermediazione lavorativa.
Le nuove disposizioni flexibilizzano anche la gestione finanziaria delle imprese con capitali stranieri. Le aziende potranno aprire conti bancari all'estero senza necessità di autorizzazione preventiva, anche se dovranno notificare l'operazione alla Banca Centrale di Cuba e all'Ufficio Nazionale di Amministrazione Tributaria.
Allo stesso modo, sarà consentito che gli investimenti esteri dispongano liberamente dei propri redditi in valute estere, operino nel contesto della crescente dollarizzazione parziale dell'economia e accedano al mercato valutario nazionale, una delle principali richieste degli investitori che affrontano difficoltà nel rimpatriare i profitti e gestire operazioni finanziarie all'interno del paese.
La riforma include inoltre misure volte a snellire i processi di approvazione. Il governo promette di ridurre le pratiche, la documentazione e i termini burocratici, oltre a decentralizzare le autorizzazioni.
Tra le novità figurano l'applicazione del cosiddetto "silenzio amministrativo positivo", grazie al quale una richiesta potrà essere considerata approvata se l'amministrazione non risponde entro il termine stabilito.
Un'altra delle modifiche apre nuovi spazi agli investimenti nel settore immobiliare. Le attività con partecipazione straniera potranno effettuare operazioni di compravendita di unità residenziali, mentre sarà autorizzato l'investimento a L'Avana Vecchia e in altre aree patrimoniali, territori che finora erano soggetti a forti restrizioni.
Le autorità presentano queste misure come parte di una strategia per recuperare la fiducia degli investitori internazionali e aumentare i flussi di capitale verso l'isola.
L'investimento straniero è stato molto al di sotto degli obiettivi ufficiali negli ultimi anni, a causa di problemi strutturali dell'economia cubana, difficoltà di accesso alle valute estere, ritardi nei pagamenti ai fornitori e un contesto normativo considerato poco attraente da numerosi imprenditori.
L'apertura alle imprese private e cooperative rappresenta uno dei cambiamenti più significativi da quando è iniziata l'espansione limitata del settore privato a Cuba.
Tuttavia, l'effettivo impatto della riforma dipenderà dalla sua attuazione pratica e dalla capacità del governo di creare condizioni di stabilità economica e sicurezza giuridica che consentano di trasformare questi annunci in investimenti concreti.
Per un'economia che affronta la scarsità di valute, il calo della produzione e il deterioramento delle infrastrutture produttive, l'arrivo di nuovi capitali è diventato un'esigenza urgente.
La questione sarà se queste flessibilità risulteranno sufficienti per invertire anni di sfiducia e attrarre investitori disposti ad assumere i rischi del mercato cubano.
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