Il poeta popolare cubano José Martínez ha pubblicato sui suoi social un nuovo poema satirico intitolato «La vaselina», che su Facebook ha già superato i 13.700 like e 1.400 condivisioni.
Il video, di 58 secondi, mostra Martínez con il suo caratteristico cappello di paglia e camicia blu denim. Il pezzo inizia con una domanda che dice tutto: «Un granchio sa parlare?», riferimento diretto al soprannome di Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro, che ha concesso la sua prima intervista pubblica al medio The National il 19 giugno, appena tre giorni prima.
Il poema descrive con ironia il meccanismo di ascesa politica all'interno del regime: come si «unta vaselina» per collocare gradualmente un personaggio in posizioni di potere, senza che il popolo se ne accorga fino a quando non è già troppo tardi.
«Come sanno preparare il popolo all'assalto, / è uno stile perfido che in Cuba si diffonde bene, / vanno spalmando vaselina», recita Martínez, prima di dettagliarne il processo: apparizione in foto e video, ascesa sottile, menzione al «comandante», inaugurazione di centri, presidenza di incontri, e infine il momento in cui il personaggio «di fuori è passato dentro».
La allusione a GAESA, il conglomerato imprenditoriale militare del regime sanzionato dall'amministrazione Trump il 7 maggio con l'Ordine Esecutivo 14404, è esplicita sin dai primi versi: «dopo ciò che ha a che fare con GAESA, / nulla ti impressionerà».
Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che GAESA controlla attivi compresi tra 18.000 e 20.000 milioni di dollari al di fuori dell'audit pubblico, uno scandalo che ha dominato il dibattito politico cubano durante maggio e giugno.
Raúl Guillermo, di 41 anni, è colonnello del Ministero dell'Interno e capo della sicurezza personale di suo nonno dal 2016. Senza un incarico ufficiale nel governo, funge da canale informale tra L'Avana e Washington, e lo scorso maggio ha incontrato il direttore della CIA, John Ratcliffe, durante la sua visita a Cuba.
In un'intervista a The National, ha dichiarato che «Cuba non rappresenta la più minima minaccia per gli interessi né per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti», e ha ammesso che i negoziati con Washington non hanno prodotto risultati concreti: «Vorrei rispondere di sì a quella domanda, ma la realtà è che no».
«La vaselina» si aggiunge a una prolifica saga di poesie virali che Martínez ha pubblicato nel corso del 2026, sempre in risposta diretta a fatti politici attuali.
Il 15 giugno ha pubblicato «Nessuno scappa verso il comunismo», che ha accumulato quasi 20.000 visualizzazioni. Il 22 maggio ha drammatizzato il processo penale di Raúl Castro utilizzando i metodi di Villa Marista. E in aprile ha lanciato «Non firmo», contro la campagna «La mia firma per la Patria» del Partito Comunista.
Martínez, psicologo e imprenditore cubano residente a Miami, combina décimas e forme strofiche popolari con umorismo nero e ironia, affermandosi come una delle voci satiriche più seguite della diaspora cubana sui social media.
Il poema si chiude con un verso che riassume la tesi centrale del pezzo: «e quando hai aperto gli occhi, / da fuori è passato dentro», alludendo al ruolo di Raúl Guillermo come ponte tra la cima del regime e l'amministrazione Trump in un momento di forti tensioni tra Avana e Washington.
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