Queste sono le compagnie che abbandonano Cuba a causa delle sanzioni degli Stati Uniti a GAESA

Meliá ha confermato questo mercoledì la sua uscita da Cuba, poco prima della scadenza del 5 giugno fissata da Trump per interrompere i legami con GAESA.



Meliá HabanaFoto © TripAdvisor.es

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Una cascata di abbandoni senza precedenti scuote il settore turistico cubano a poche ore dalla scadenza fissata dall'amministrazione Trump per costringere le aziende straniere a interrompere i loro legami con GAESA, il conglomerato militare che controlla il turismo sull'isola.

La Ordinanza Esecutiva 14404, firmata dal presidente Donald Trump il 1 maggio 2026, ha stabilito sanzioni secondarie per le aziende straniere con legami commerciali con GAESA e ha fissato il 5 giugno come termine per sciogliere tali legami, pena l'esclusione dal sistema finanziario statunitense.

Le catene alberghiere che abbandonano Cuba

Meliá Hotels International ha annunciato questo mercoledì la cessazione immediata delle sue operazioni in 15 hotel a Cuba, diventando così l'ultima grande catena spagnola ad abbandonare l'isola.

La catena maiorchino era il maggior operatore straniero a Cuba, con circa 33 hotel e circa 14.000 camere, e ha registrato perdite di quattro milioni di euro nella sua operazione cubana nel 2024, con un'occupazione media del 34,1% nel primo trimestre del 2026.

Nel suo comunicato alla Commissione Nazionale del Mercato dei Valori, Meliá ha riconosciuto che «la grande maggioranza degli hotel si trova attualmente chiusa e priva di attività a causa dei problemi energetici e del calo della domanda che sta colpendo la Repubblica di Cuba».

Iberostar ha confermato martedì di aver cessato le operazioni e la commercializzazione di 12 dei suoi 18 hotel a Cuba dal 1° giugno, tutti legati a Gaviota/GAESA, definendo la situazione come «critica e complessa».

Tra gli hotel abbandonati da Iberostar figura il Selection La Habana, il complesso alberghiero più alto di Cuba con 42 piani, inaugurato a marzo 2025 con un investimento di 200 milioni di dollari.

La canadese Blue Diamond Resorts ha confermato la sua uscita con effetto dal 30 maggio, abbandonando 62 hotel e oltre 12.900 camere sotto marchi come Royalton, Memories, Starfish, Mystique e Resonance.

La società ha attribuito la sua decisione a «una combinazione di fattori, tra cui voli ridotti o sospesi verso Cuba, sfide operative che influenzano la destinazione e un deterioramento delle condizioni di funzionamento alberghiero».

Archipelago International, il gigante alberghiero del sud-est asiatico con oltre 200 strutture in tutto il mondo, ha comunicato la sua uscita definitiva da sei hotel a Cuba sotto il marchio Aston, a L'Avana, Varadero, Cayo Coco e Holguín.

Le compagnie aeree riducono anche i voli verso Cuba a causa della crisi

Il collasso della connettività aerea precede e inasprisce l'esodo alberghiero.

Iberia ha sospeso questo lunedì la sua rotta diretta Madrid-Havana, una decisione annunciata il 13 aprile e attribuita alla scarsità di carburante Jet A-1 e al calo della domanda, sebbene abbia lasciato aperta la possibilità di riprendere la rotta a novembre.

La compagnia aerea del gruppo IAG ha qualificato la misura come una sospensione che «colpisce esclusivamente Cuba, a causa della sua situazione eccezionale».

World2Fly, la compagnia aerea del gruppo Iberostar, ha operato il suo ultimo volo Madrid-La Habana il 20 maggio, mentre Plus Ultra ha ritirato la sua operazione nella rotta Cuba-Spagna, il che ha comportato la cancellazione dell’unico collegamento settimanale di Cubana de Aviación con Madrid.

Almeno 11 compagnie aeree hanno sospeso voli verso Cuba nel 2026 —Air Canada, WestJet, Sunwing, Air Transat, LATAM Perú, Magnicharters, Air France, Iberia, Rossiya, Nordwind e Turkish Airlines—, con più di 1.700 voli cancellati in totale.

Air Europa è rimasta l'unica compagnia aerea spagnola con voli diretti per Cuba, con tre frequenze settimanali.

Il turismo cubano era già in caduta libera: tra gennaio e aprile 2026, l'isola ha ricevuto solo 328.608 visitatori internazionali, una diminuzione del 55,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, in un settore che nel 2025 ha registrato appena 1,8 milioni di turisti, il minimo dal 2002 e meno della metà del picco di 4,7 milioni raggiunto nel 2018.

Il caso di Sherritt a Cuba

La miniera canadese Sherritt International ha annunciato anche la dissoluzione di tutte le sue operazioni a Cuba, a causa delle nuove sanzioni imposte dal presidente Donald Trump contro entità legate al regime.

Sin embargo, successivamente ha informato su un accordo preliminare con Gillon Capital, società dell'imprenditore texano Ray Washburne, che potrebbe conferirgli il controllo del 55% della compagnia tramite un collocamento privato.

L'operazione prevede l'emissione di un warrant esercitabile per nove mesi e richiede ancora l'approvazione delle autorità statunitensi e della Borsa di Toronto.

La compagnia ha deciso di abbandonare Cuba nonostante il regime le debba almeno 344 milioni di dollari, inclusi circa 277 milioni legati all'azienda mista Moa Joint Venture, dedicata alla produzione di nichel e cobalto. Sherritt lascerà anche la sua partecipazione in Energas S.A. e in altri progetti energetici sull'isola.

La pressione su GAESA apre la porta a nuovi attori del turismo in Cuba

L'uscita delle catene alberghiere straniere potrebbe segnare solo l'inizio di una trasformazione più profonda nel settore turistico cubano.

La pressione dell'amministrazione Trump su GAESA non cerca solo di isolare economicamente il conglomerato militare, ma potrebbe anche creare le condizioni per una futura apertura verso aziende statunitensi.

Marriott, Hilton, Hyatt, Wyndham, Choice Hotels e Best Western figurano tra le compagnie con capacità e interesse potenziale per operare nell'isola se cambia lo scenario normativo.

A queste si potrebbero aggiungere, con un aumento dei voli verso Cuba, le compagnie aeree American Airlines e Delta Air Lines. Alcuni analisti segnalano che anche le aziende Airbnb ed Expedia entrerebbero con forza nell'isola.

Il movimento suggerisce che Washington non intende solo punire i legami con GAESA, ma anche ridefinire chi controllerà una delle principali fonti di reddito di Cuba.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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