Rosa María Payá ringrazia Trump e Rubio per aver sanzionato i responsabili della repressione a Cuba



Rosa María PayáFoto © X / @RosaMariaPaya

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La attivista cubana Rosa María Payá ha ringraziato questo sabato il presidente Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio per l' ordine esecutivo che estende le sanzioni contro il regime cubano, firmato venerdì da Trump e che punta direttamente ai responsabili della repressione nell'isola.

«Grazie, presidente Trump e segretario Rubio, per aver sanzionato i responsabili della repressione a Cuba», ha scritto Payá su social media X, dove ha sottolineato che «i bulli, i capi di GAESA che lucrano sulla miseria del nostro popolo e la famiglia che nasconde la propria fortuna rubata hanno perso la loro impunità».

Payá chiuse il suo messaggio con una frase che riassume il sentimento dell'opposizione cubana: «La libertà di Cuba si avvicina».

L'ordinanza esecutiva, firmata il 1° maggio, amplia le sanzioni contro il regime di La Habana e blocca i beni nel territorio statunitense, vietando l'ingresso nel paese a funzionari, dirigenti, membri dei consigli di amministrazione e ai loro familiari legati alla repressione e alla corruzione.

Tra gli obiettivi centrali figura GAESA (Grupo de Administración Empresarial S.A.), il conglomerato militare che controlla tra il 40% e il 70% dell'economia formale cubana e ha attivi stimati in oltre 18.000 milioni di dollari.

La misura prevede anche sanzioni secondarie contro banche straniere e istituzioni finanziarie che effettuano transazioni significative con entità cubane sanzionate, minacciando il loro accesso al sistema finanziario statunitense.

L'ordinanza è entrata in vigore immediatamente e senza preavviso, proprio per evitare trasferimenti rapidi di fondi da parte degli interessati.

Payá, commissaria della Commissione Interamericana dei Diritti Umani per il periodo 2026-2029 e fondatrice di Cuba Decide, è stata una delle voci più attive nel sostenere la strategia di pressione di Washington contro la dittatura.

Giorni prima, l'attivista aveva già chiesto di unire le forze con gli Stati Uniti per ottenere la transizione democratica a Cuba, in sintonia con le dichiarazioni di Rubio sulla possibilità di riforme nell'isola.

La nuova ordinanza si inquadra nella strategia di massima pressione di Trump contro Cuba, che da gennaio 2026 ha accumulato più di 240 nuove sanzioni e l'intercettazione di almeno sette petroliere destinate all'isola.

La reazione del regime è stata immediata: Miguel Díaz-Canel ha respinto le sanzioni lo stesso venerdì, definendole «misure coercitive» per intimidire Cuba, mentre Raúl Castro ha fatto una apparizione pubblica nel corteo della Giornata Internazionale dei Lavoratori, interpretata come un gesto di proiezione di forza.

Il congresista cubanoamericano Carlos Giménez (R-FL) ha sostenuto l'ordine esecutivo, definendolo necessario per smantellare «l'apparato di sicurezza che incarceri i prigionieri politici e opprime il popolo».

Il senatore Rick Scott aveva chiesto a Trump ad aprile di intensificare le sanzioni contro GAESA e le missioni mediche cubane, indicando direttamente gli attivi del conglomerato militare come obiettivo prioritario.

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Redazione di CiberCuba

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