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A poche ore dalla sua chiusura ufficiale, il sondaggio indipendente sulle prospettive politiche e sociali a Cuba ha superato le 41.658 risposte totali, secondo il pannello dal vivo di encuestascuba.net, con 2.552 nuove partecipazioni registrate solo nelle ultime 24 ore.
La iniziativa è stata lanciata il 25 aprile da una coalizione di oltre 20 media digitali cubani indipendenti, tra cui El Toque, CiberCuba, 14ymedio, Árbol Invertido, Rialta, Alas Tensas e Café Fuerte. Fin dal primo giorno, il regime cubano ha bloccato l'URL del questionario, costringendo i partecipanti all'interno dell'isola a connettersi tramite VPN.
Dal totale delle risposte, il 58% —circa 24.211— proviene dall'interno di Cuba, mentre il 42% restante, circa 17.447, proviene dall'estero, secondo rilevamenti tramite geolocalizzazione anonima.
I risultati sono contundenti: il 94% degli intervistati si è dichiarato molto insoddisfatto dell'attuale sistema di governo, e il 95% ha risposto che i cittadini non hanno alcuna influenza nelle decisioni del regime.
Il 80% supporta la transizione di Cuba verso un modello capitalistico di democrazia liberale e economia di mercato, mentre il 99% si è espresso a favore dell'eliminazione del Partito Comunista come partito unico.
Sui principali problemi del paese, l'82,2% ha indicato la mancanza di libertà civili e politiche, il 74,8% l'inefficienza e l'immobilismo del governo, e il 52,7% la crisi economica e la scarsità di beni di prima necessità. Solo il 4,7% ha identificato l'embargo statunitense come il principale problema del paese.
Raúl Castro e Miguel Díaz-Canel hanno ottenuto una valutazione media di 1,1 su cinque nella percezione delle figure del governo. Tra le risposte aperte, i partecipanti sono stati chiari: «Nessuna figura del PCC a Cuba ha per me un rendimento favorevole perché nessuno è stato eletto dal popolo cubano, tutti sono stati messi da Raúl Castro».
Tra le figure dell'opposizione, Alina Bárbara López Hernández ha ottenuto la valutazione più alta con 3,7 su cinque, seguita da Rosa María Payá con 3,6. A livello internazionale, Marco Rubio è stato il meglio valutato con 3,9, seguito da Donald Trump con 3,4. Le peggiori valutazioni internazionali sono state per Delcy Rodríguez (1,6) e Claudia Sheinbaum (1,7).
Il regime ha reagito definendo l'indagine un «frode statistica» e un «montaggio propagandistico» attraverso il sito Razones de Cuba, collegato alla Sicurezza dello Stato. Il media ufficiale Juventud Rebelde l'ha etichettata come manipolata dall'intelligenza artificiale e finanziata dagli Stati Uniti. Il regime ha attaccato l'indagine sin dal suo lancio, una reazione che gli organizzatori hanno interpretato come segnale del suo impatto.
Voci critiche indipendenti, come il comico Ulises Toirac, hanno avvertito sui possibili pregiudizi di autoselezione e sovrarappresentazione urbana e universitaria: «È molto difficile che un sondaggio del genere fornisca numeri affidabili», ha osservato.
José Jasán Nieves, direttore di El Toque, ha riassunto l'importanza dell'esercizio: «I partecipanti chiedono in modo schiacciante un cambio di sistema a Cuba».
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