El Supremo decide oggi l'ambito della Helms-Burton: migliaia di milioni in gioco e una possibile valanga di richieste



La Corte Suprema degli Stati Uniti e alcuni dei suoi magistratiFoto © Wikipedia

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La Corte Suprema degli Stati Uniti celebra questo lunedì un'udienza di alto impatto che potrebbe ridefinire l'ambito del Titolo III della Legge Helms-Burton e, a seconda del suo esito, aprire la questione dei reclami per beni confiscati dal regime castrista dopo il 1959. 

I giudici ascolteranno gli argomenti in due contenziosi emblematici: Exxon Mobil vs. Corporación CIMEXHavana Docks Corp. vs. Royal Caribbean Cruises Ltd., quest'ultimo anche contro Norwegian Cruise LineCarnival Corporation e MSC Cruises.  

In entrambi i casi è in gioco l'interpretazione di una disposizione legale che consente a cittadini e aziende statunitensi di fare causa a coloro che “trafficano” con proprietà nazionalizzate senza compensazione a Cuba

Anche se i casi presentano differenze giuridiche, condividono una questione di fondo: fino a che punto voleva arrivare il Congresso quando approvò nel 1996 la Legge Helms-Burton, che ha codificato l'embargo e creato un meccanismo per richiedere indennizzi nei tribunali federali. 

Exxon contro il conglomerato militare cubano

Nel caso di Exxon, la compagnia petrolifera reclama oltre 1.000 milioni di dollari per beni confiscati nel 1960, incluse raffinerie e terminal che oggi sarebbero collegate a CIMEX, azienda statale integrata in GAESA, il tessuto imprenditoriale-militare sotto il controllo dell'élite del regime cubano. 

Il dibattito centrale ruota attorno a se CIMEX possa avvalersi della Legge sulle Immunità Sovrane Straniere per evitare di essere citata in giudizio negli Stati Uniti. Un tribunale inferiore ha stabilito nel 2024 che le aziende statali cubane possono invocare tale immunità.

Tuttavia, Exxon sostiene che il Titolo III è stato progettato proprio per superare questo ostacolo e permettere alle vittime delle confische di accedere alla giustizia. 

Se la Corte Suprema revoca questa interpretazione, verrebbe eliminato uno dei principali ostacoli che da anni frenano le rivendicazioni contro entità dello Stato cubano.

Crociere sotto la lente

Il secondo caso non coinvolge l'immunità sovrana, poiché i convenuti sono compagnie private. Qui la discussione si concentra su se Havana Docks Corporation conservi un diritto valido sulla concessione del porto dell'Avana, nonostante sia stata revocata dopo l'arrivo di Fidel Castro al potere.

Tra il 2016 e il 2019, durante il disgelo promosso dall'amministrazione Obama, migliaia di turisti statunitensi sono arrivati a Cuba su crociere che hanno utilizzato quella terminal.

Nel 2022, un giudice federale ha ritenuto che le compagnie di navigazione avessero “trafficato” con beni confiscati e le ha condannate a pagare 440 milioni di dollari. Tuttavia, nel 2024, un tribunale d’appello ha annullato la sentenza ritenendo che la concessione fosse scaduta prima delle operazioni.

Ora, la Corte Suprema dovrà determinare se il diritto di esercitare un'azione legale dipenda dalla validità formale della concessione o dal fatto che la proprietà sia stata confiscata senza indennizzo. In questo caso, la risposta potrebbe avere anche conseguenze di enorme portata.

Un precedente con effetto domino

Il Titolo III è rimasto sospeso dal 1996 al 2019, quando l'amministrazione Trump ha attivato pienamente la disposizione, sostenendo che fosse uno strumento per aumentare la pressione sul regime cubano e penalizzare coloro che beneficiavano di beni espropriati.

Desde allora, sono state presentate circa 40 cause, molte delle quali avanzano lentamente a causa di ostacoli processuali. Esperti legali hanno sottolineato che fare causa sotto la Helms-Burton si è rivelato costoso e complesso per i querelanti. 

Tuttavia, se la Corte Suprema opta per un'interpretazione ampia del Titolo III, lo scenario potrebbe cambiare drasticamente. Migliaia di reclami certificati per confiscazioni —che comprendono zuccherifici, raffinerie, fabbriche, porti e terreni— potrebbero riattivarsi con rinnovato impulso giudiziario

Per le aziende internazionali, il messaggio sarebbe chiaro: operare a Cuba, anche anni dopo i fatti, può comportare responsabilità milionarie nei tribunali statunitensi.

Per il regime cubano, che affronta una crisi economica terminal, una sentenza sfavorevole potrebbe aumentare la pressione finanziaria e scoraggiare ulteriormente gli investimenti esteri

Oltre ai dettagli tecnici, l'udienza di oggi rappresenta un punto di svolta nella lunga disputa riguardante le proprietà confiscate dopo la rivoluzione.

La decisione, che è attesa nei prossimi mesi, non influenzerà solo i grandi colossi aziendali, ma potrebbe ridefinire l'effettivo ambito di uno degli strumenti legali più controversi della politica statunitense verso Cuba.

Se la Corte apre la porta a un'interpretazione più ampia del Titolo III, il tema delle rivendicazioni potrebbe essere definitivamente svelato.

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Redazione di CiberCuba

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