Il governo di Trump sostiene Exxon alla Corte Suprema per beni espropriati a Cuba



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La battaglia legale per le proprietà confiscate dopo la Rivoluzione Cubana torna al centro del potere giudiziario statunitense. Il governo di Donald Trump ha deciso di sostenere formalmente ExxonMobil davanti alla Corte Suprema in una causa che cerca un risarcimento per gli attivi petroliferi espropriati a Cuba oltre sei decenni fa, un passo che potrebbe segnare una svolta nell'applicazione della Legge Helms-Burton.

La Corte Suprema ha autorizzato il Dipartimento di Giustizia a condividere il tempo di argomentazione con la compagnia petrolifera durante l'udienza del prossimo 23 febbraio, nel caso Exxon v. Corporación Cimex, un chiaro segnale dell'interesse politico che circonda il contenzioso, secondo quanto riportato da E&E News by POLITICO.

Exxon reclama circa 70 milioni di dollari, valutati ai prezzi del 1960, per stazioni di servizio e raffinerie di petrolio che appartenevano alla sua filiale panamense Esso Standard Oil e che furono nazionalizzate dal governo di Fidel Castro nel 1960. La compagnia sostiene che entità statali cubane come CUPET e il conglomerato militare CIMEX siano direttamente responsabili di quelle perdite.

Il conflitto legale ruota attorno alla Legge sulle Immunità Sovrane Straniere, che stabilisce che gli Stati non possono essere citati in giudizio nei tribunali di altri paesi, salvo eccezioni molto specifiche.

Nel 2024, un tribunale d'appello a Washington ha concluso che Exxon non soddisfaceva quei requisiti. Lungi dal fare un passo indietro, la compagnia petrolifera ha alzato la posta e ha chiesto alla Corte Suprema di eliminare completamente l'immunità dello Stato cubano, sostenendo che il Titolo III della legge Helms-Burton lo consente.

La amministrazione Trump sostiene questa interpretazione. In un documento presentato come amicus curiae, il governo ha affermato che l'immunità sovrana impone “oneri indebiti” ai querelanti e che la Helms-Burton, da sola, dovrebbe essere sufficiente per aprire la strada alle rivendicazioni.

Il Procuratore Generale ha giustificato la posizione come una questione di "interessi primordiali" di politica estera, citando un memorandum presidenziale di gennaio 2025 riguardante l'inasprimento della politica nei confronti di Cuba.

Tuttavia, anche esperti legali riconoscono le contraddizioni dell'approccio. Anche se Exxon potrebbe ottenere una sentenza favorevole, resta da vedere come verrebbe eseguita, dato che Cuba non mantiene attivi significativi negli Stati Uniti. "Hai la tua sentenza Helms-Burton, dove la vai a eseguire?", ha chiesto l'avvocato Robert Muse, specialista in contenziosi legati all'isola.

Il caso di Exxon non è isolato. Altre cause promosse da corporazioni statunitensi avanzano parallelamente, come quella della Havana Docks Corporation contro diverse compagnie di crociera per l'uso dei moli a L'Avana tra il 2016 e il 2019. Entrambi i casi saranno ascoltati lo stesso giorno dalla Corte Suprema, un evento poco comune per una legge che, in quasi trent'anni, ha generato poche sentenze effettive.

Per molti analisti, queste azioni legali fanno parte di una strategia più ampia che combina pressione economica, lobby politica e tribunali statunitensi per gettare le basi di un eventuale cambio di regime a Cuba.

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