Bruno Rodríguez accusa Rubio di mentire affermando che ci sono dirigenti cubani con «le mani sporche di sangue»

Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez ParrillaFoto © Captura di video YouTube / NBC News

Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha risposto con un breve e fermo «Mentire, mentire di nuovo».

Entrevistato in esclusiva da NBC News, il capo della diplomazia del regime cubano ha respinto l'affermazione del segretario di Stato statunitense Marco Rubio secondo cui esistono dirigenti del regime cubano con cui Washington non potrà mai negoziare perché hanno «le mani sporche di sangue».

Rubio aveva dichiarato mercoledì in conferenza stampa che «ovviamente, ci sono individui in quel regime con cui non potremo mai collaborare perché le loro mani sono macchiate di sangue, ma ci sono anche persone con cui credo si potrebbe lavorare, se sono disposte a guidare il paese verso la libertà politica ed economica».

L'affermazione del segretario di Stato è avvenuta un giorno dopo che il presidente Trump ha definito Cuba un «Stato assolutamente fallito» di fronte all'Assemblea Generale e ha predetto che il regime «cadrebbe», parole che hanno portato la delegazione cubana ad abbandonare la sala in segno di protesta.

La risposta di Rodríguez Parrilla però elude un contesto che risulta difficile da ignorare: diversi dei possibili interlocutori del regime nei colloqui con Washington hanno accumulato gravi accuse.

Raúl Castro è stato formalmente accusato nel maggio del 2026 dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di quattro capi di accusa di omicidio e cospirazione per il abbattimento degli aerei di Hermanos al Rescate avvenuto il 24 febbraio 1996, in cui morirono Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales.

Il ministro dell'Interno, Lázaro Alberto Álvarez Casas, è sottoposto a sanzioni da parte degli Stati Uniti dal 2021 per gravi violazioni dei diritti umani. L'apparato che dirige —il MININT— è stato il fulcro operativo della repressione del 11 luglio, che ha causato almeno un morto confermato (Diubis Laurencio Tejeda), oltre 1.400 detenuti e condanne fino a 30 anni di carcere.

Pese a ello, Álvarez Casas si è riunito con il direttore della CIA, John Ratcliffe, all'Avana nel maggio del 2026, in un incontro insolito le cui foto sono state diffuse dalla stessa CIA, e alcuni media lo hanno indicato come possibile figura di transizione.

Il terzo nome sulla scena è Raúl Guillermo Rodríguez Castro, conosciuto come «El Cangrejo», colonnello del MININT e nipote di Raúl Castro.

Secondo un'indagine del New York Times pubblicata ad agosto 2026, è collegato a una rete criminale a Quintana Roo, Messico, nella quale almeno 25 persone sono morte durante i tragitti marittimi organizzati dal gruppo. Non è stato accusato formalmente negli Stati Uniti, ma è stato anche menzionato come possibile interlocutore nelle negoziazioni e avrebbe partecipato alla riunione con Ratcliffe.

Nell'intervista con NBC, Rodríguez Parrilla ha confermato che «rappresentanti designati dal governo cubano hanno avuto conversazioni con controparti statunitensi», sebbene si sia rifiutato di rivelare chi sia coinvolto né a quali termini. Di fronte alla domanda diretta su se «El Cangrejo» sia coinvolto, ha risposto che non avrebbe fornito dettagli.

Il cancelliere ha anche respinto l'idea che Rubio possa condizionare le relazioni bilaterali a criteri interni cubani, sostenendo che «le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba non dipendono dagli interessi del sud della Florida» e che Cuba «non è una questione interna» né «un tema elettorale» statunitense.

Rubio, da parte sua, ha aperto la porta a collaborare con figure del regime disposte a una transizione reale, sebbene abbia avvertito che «non si possono invertire sessanta e passa anni di cattiva gestione, corruzione e incompetenza in sei mesi» e non ha escluso l'uso della forza se Cuba rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale statunitense.

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