
Il direttore della CIA, John Ratcliffe, si è incontrato giovedì a L'Avana con il Generale di Corpo d'Esercito Lázaro Alberto Álvarez Casas, ministro dell'Interno di Cuba, in un incontro di alto livello tra le agenzie di intelligence e sicurezza dei due paesi che il regime cubano ha confermato tramite un comunicato ufficiale del Partito Comunista di Cuba.
Secondo il testo diffuso dal PCC, la visita è stata richiesta da Washington e approvata dalla cosiddetta «Direzione della Rivoluzione», e vi ha partecipato Ratcliffe «con il suo omologo del Ministero dell'Interno».
Il comunicato sottolinea che l'incontro si è svolto «in un contesto caratterizzato dalla complessità delle relazioni bilaterali, al fine di contribuire al dialogo politico tra entrambe le nazioni».
La scelta dell'interlocutore cubano non è un dettaglio da poco.
Álvarez Casas non è il cancelliere né il presidente: è il capo della Sicurezza dello Stato, membro del Bureau Politico del Partito Comunista e, paradossalmente, il primo funzionario cubano sanzionato ai sensi della Legge Magnitsky degli Stati Uniti, nel gennaio del 2021, per «gravi abusi dei diritti umani».
Le sanzioni sono state reiterate nel luglio del 2025, con divieto di ingresso nel territorio statunitense per lui e per i suoi familiari.
Il fatto che Ratcliffe si sia incontrato precisamente con lui —e non con un diplomatico— conferma che l'incontro è stato strettamente di intelligence e sicurezza, al di fuori dei canali formali.
Il comunicato del regime espone chiaramente la posizione cubana: l'isola ha sostenuto che «non costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli USA, né esistono motivi legittimi per includerla nell'elenco dei paesi che, presumibilmente, sponsorizzano il terrorismo».
Ha aggiunto che Cuba «non ospita, non supporta, non finanzia né permette organizzazioni terroristiche o estremiste» e che non esistono basi militari o di intelligence straniere nel suo territorio.
Ambas parti hanno espresso, secondo lo stesso comunicato, «interesse a sviluppare la cooperazione bilaterale tra gli organi di applicazione e di rispetto della legge, in funzione della sicurezza di entrambe le nazioni, regionale e internazionale».
L'incontro avviene in uno dei momenti più tesi delle relazioni bilaterali degli ultimi decenni.
L'amministrazione Trump ha attuato una politica di massima pressione: oltre 240 nuove sanzioni da gennaio 2026, l'Ordine Esecutivo 14380 che dichiara il regime cubano una «minaccia straordinaria», e dazi su paesi che forniscono petrolio a Cuba, con almeno sette petroliere intercettate e una riduzione del combustibile disponibile nell'isola tra l'80% e il 90%.
Parallellamente, dal marzo del 2026 si stanno svolgendo conversazioni tra entrambi i governi, in un processo parzialmente mediato dal Vaticano che ha incluso la liberazione di almeno 20 prigionieri politici il 13 marzo e l'annuncio della grazia di oltre 2.000 detenuti in aprile.
La visita di Ratcliffe a L'Avana segue il modello che il direttore della CIA aveva già stabilito nel gennaio del 2026, quando viaggiò a Caracas per incontrare Delcy Rodríguez dopo la cattura di Nicolás Maduro, diventando il funzionario americano di più alto rango a visitare il Venezuela in quel contesto.
Álvarez Casas, di 63 anni, è ministro dell'Interno da novembre 2020 ed è stato promosso a Generale di Corpo d'Esercito nel giugno 2025. La sua carriera si è svolta interamente nella Contraintelligence Militare e nel MININT, gli apparati di repressione interna del regime.
La domanda che rimane aperta è se questo contatto diretto tra le cúpole dell'intelligence dei due paesi porterà a qualche cambiamento concreto nella situazione di Cuba nella lista dei paesi sponsorizzatori del terrorismo, dalla quale è stata reinserita nel maggio 2025 dopo essere stata rimossa da Biden nel gennaio dello stesso anno.
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