La protesta cubana segna il concerto di Silvio Rodríguez a Barcellona

Concerto di Silvio a BarcellonaFoto © Facebook/Avana de la Torre

La attivista cubana Avana de la Torre ha guidato martedì una protesta di fronte al Gran Teatre del Liceu di Barcellona mentre centinaia di persone accedevano al primo concerto della tournée spagnola del cantautore Silvio Rodríguez, come riportato da ClickCuba.

Il gruppo di manifestanti, vestiti con magliette nere con i motti «Cubani Liberi», ha sventolato bandiere cubane e cartelli con messaggi come «Boicotta», «Non finanziare la dittatura» e «No ai complici della repressione a Cuba».

Avana de la Torre, residente in Europa e una delle attiviste anticastriste più visibili del continente, ha pubblicato sui suoi social un messaggio contundente rivolto sia al trovador che al pubblico che ha pagato il biglietto per vederlo.

Pubblicazione su Facebook

«Coloro che pagano un biglietto per applaudirlo non possono rifugiarsi nell'ignoranza. Non hanno vissuto ciò che abbiamo vissuto noi cubani, ma sanno perfettamente cosa succede a Cuba e preferiscono voltare lo sguardo dall'altra parte, aggrappandosi al romanticismo comodo delle sue canzoni e scagionando il regime. Questo non è solidarietà né empatia con il popolo cubano: è complicità», ha scritto l'attivista nel suo post su Facebook.

La protesta ha avuto una risonanza mediatica immediata: i manifestanti sono apparsi in televisione locale catalana e l'agenzia EFE ha raccolto immagini della concentrazione insieme a quelle dell'arrivo del pubblico al Liceu.

Dentro del teatro, 2.300 persone hanno riempito la sala per ascoltare il trovador, che tornava a Barcellona un decennio dopo il suo ultimo concerto in città. Parte del pubblico ha lanciato slogan come «¡Cuba sì, yankees no!» e «¡Viva Cuba, viva Fidel!».

Durante la protesta all'esterno, i manifestanti hanno recuperato uno dei passaggi più controversi della carriera politica di Rodríguez: la sua firma del documento «Mensaje desde La Habana para amigos que están lejos», pubblicato il 19 aprile 2003, appena otto giorni dopo le esecuzioni di Lorenzo Enrique Copello Castillo, Bárbaro Leodán Sevilla García e Jorge Luis Martínez Isaac.

Quehanno avuto luogo quelle esecuzioni nel contesto della cosiddetta Primavera Nera, quando il regime ha incarcerato 75 oppositori pacifici.

La lettera, firmata anche da figure come Alicia Alonso, Omara Portuondo e Chucho Valdés, difendeva le «misure energiche» del governo cubano di fronte alle critiche internazionali. Più di un centinaio di artisti, tra cui Pedro Almodóvar, Javier Bardem, Joaquín Sabina e Joan Manuel Serrat, hanno risposto con un manifesto contrario.

A questo storico si aggiunge un episodio più recente: nel marzo del 2026, Rodríguez ha chiesto pubblicamente un fucile AKM sul suo blog in vista di una possibile intervento militare americano a Cuba, e pochi giorni dopo il ministro delle Forze Armate, Álvaro López Miera, gli ha consegnato l'arma durante un atto ufficiale del MINFAR presieduto da Miguel Díaz-Canel.

Avana de la Torre ha chiarito che la mobilitazione di Barcellona non sarà un fatto isolato: «In ogni città dove si esibirà Silvio ci saranno cubani dignitosi che gli ricorderanno che Cuba ha bisogno di libertà, non di musica al servizio della dittatura».

La tournée spagnola di Rodríguez prevede dieci concerti in otto città fino al 4 ottobre, con soste a Saragozza, Bilbao, Valencia, La Coruna, Siviglia e Murcia, prima della chiusura al Movistar Arena di Madrid. Dopo la protesta del Liceu, i cubani in esilio hanno già chiesto alla presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, di dichiarare Silvio Rodríguez «figura non gradita» prima della sua esibizione madrilena.

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