
Il cantautore ufficialista Raúl Torres ha proposto questo lunedì, in un ampio testo pubblicato su il suo profilo Facebook, che la soluzione alla crisi alimentare cubana risieda nel «organizzare la visione» verso risorse naturali che, secondo lui, esistono già nell'isola: jicoteas, guineos, bufali d'acqua, tilapia, claria, granchio di fiume, jutía e cervo.
La proposta del trovador —deputato all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare dal 2018 e autore di canzoni in omaggio a Fidel Castro come «Cabalgando con Fidel»— arriva nel momento peggiore della crisi alimentare cubana degli ultimi decenni, quando il 97,65% delle famiglie riporta difficoltà nell'accesso a prodotti essenziali, secondo il Food Monitor Program.
«Cuba ha nella propria casa una dispensa che non abbiamo ancora aperto completamente. La jicotea non è un semplice insetto di laguna da fotografare; è una carne pregiata, compatta, che ben allevata rende più di molte importazioni», scrisse Torres, che si affrettò a chiarire che «sono guajiro, ma guajiro non significa agronomo né statistico».
La frase che riassume il suo diagnosi è tanto lirica quanto distante dalla realtà: «Non è che manchi il cibo: è che a volte ci manca organizzare lo sguardo».
Mientras il trovador invita i cubani a guardare verso le zone umide, un chilo di riso si aggira attorno ai 330 pesos cubani nel mercato informale —e può superare i 400— e lo stesso ministro dell'Industria Alimentare ha riconosciuto a giugno che dall'inizio dell'anno non si sono potuti distribuire né olio, né pollo, né yogurt attraverso la cesta normata.
Torres, che la scorsa settimana ha pubblicato un altro testo ammettendo che «il popolo è lì a dare il suo ultimo respiro», non è estraneo alla contraddizione. A luglio ha chiesto ai dirigenti di «scendere dall'aria condizionata» e di avvicinarsi alla realtà quotidiana, senza però mettere in discussione in nessun momento i fondamenti del sistema che genera quella realtà.
Nel suo post di questo lunedì, il cantautore incolpa l'embargo statunitense —che definisce «blocco criminale»— e convoca lo spirito di Fidel Castro come guida spirituale per la soluzione: «Quando diciamo 'Io sono Fidel' non stiamo ripetendo uno slogan per la tribuna, stiamo assumendo un modo di vivere».
Il testo si conclude con un riferimento alla canzone «Vamos a andar» di Silvio Rodríguez e con una frase che sintetizza il tono del messaggio: «Andiamo avanti, mio fratello, che la dispensa è piena e il popolo che porta Fidel nel cuore ha la forza, la scienza e l'amore per aprirla completamente».
La proposta di Torres riproduce il discorso ufficiale di «sovranità alimentare» che il regime promuove da anni senza che la crisi alimentare sia altro che aggravata, mentre i cubani cercano cibo tra i rifiuti o pagano fortune per prodotti di base che lo Stato non può più garantire.
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