Guatemala sta indagando su oltre 60 cubani per esercitare come medici senza titolo né permessi legali



Medici cubani a Escuintla, Guatemala (Immagine di Riferimento).Foto © Prensa Latina

Video correlati:

Le autorità guatemalteche stanno indagando su oltre 60 denunce contro cittadini cubani che avrebbero esercitato come medici senza avere titoli validi né soddisfare i requisiti legali, in un caso che mette in discussione la controversa presenza delle brigate sanitarie inviate dal regime di La Habana.

Secondo un rapporto del quotidiano guatemalteco Prensa Libre, il Ministero Pubblico (MP) ha confermato che le accuse includono reati come l'usurpazione della qualità professionale, la mancata osservanza dei requisiti legali e i possibili rischi per la sicurezza dei cittadini.

Il segretario generale del MP, Ángel Arnoldo Pineda, ha avvertito che alcuni degli indagati non avevano la formazione necessaria per esercitare la medicina. “Sarebbe estremamente triste che si assistesse persone senza avere la capacità professionale per farlo”, ha affermato, citato da Prensa Libre.

Le ricerche cercano anche a determinare quanti dei membri delle brigate erano realmente medici. Secondo le segnalazioni oggetto di indagine, solo tra il 20% e il 30% dei cubani inviati nel paese avrebbero una formazione medica, mentre il resto avrebbe svolto funzioni senza possedere credenziali valide.

Il caso ha acceso le luci d'allerta in Guatemala, non solo per il possibile frode professionale, ma anche per le implicazioni sulla sicurezza e sulla sovranità del paese. Le autorità hanno persino richiesto supporto da agenzie degli Stati Uniti per procedere con le indagini, di fronte a indizi che situazioni simili potrebbero verificarsi anche in altri paesi della regione.

Le denunce coincidono con un momento di cambiamenti nella politica guatemalteca nei confronti delle missioni mediche cubane. A partire da gennaio 2026, il governo ha deciso di non rinnovare progressivamente i contratti di questi brigadisti, il che segnerà smantellamento graduale della loro presenza nel paese.

Durante decenni, i medici cubani hanno occupato posti in zone rurali e di difficile accesso, ma la loro presenza è stata circondata da interrogativi riguardo alle condizioni di lavoro, alla mancanza di trasparenza negli accordi e al controllo esercitato dallo Stato cubano sui professionisti.

Ora, questo scandalo aggiunge un nuovo elemento di preoccupazione: la possibilità che i pazienti siano stati trattati da persone senza la preparazione adeguata, in un sistema sanitario già vulnerabile.

Per molti cubani dentro e fuori dall'isola, il caso riporta alla ribalta un dibattito noto: l'uso delle missioni mediche come strumento politico ed economico del regime, anche a scapito della qualità dell'assistenza e del destino di coloro che vengono inviati all'estero.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.