Le reti sociali si sono riempite di critiche da parte dei cubani nei confronti dell'attivista climatica svedese Greta Thunberg, dopo che ha pubblicato un video in cui accusa Donald Trump di provocare la crisi sull'Isola e chiede solidarietà internazionale con il governo cubano.
Nel suo messaggio, diffuso da CiberCuba su Instagram, la giovane ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno commettendo "un brutale atto di punizione collettiva contro il popolo cubano" e ha incolpato l'amministrazione Trump per i blackout e la scarsità che il paese sta affrontando.
Tuttavia, la sua dichiarazione ha provocato una reazione immediata da parte di decine di cubani che lo hanno rimproverato di ignorare - o di trascurare - la realtà politica dell'Isola.
Molti gli hanno ricordato che nel suo video non menziona l'esistenza di un sistema a partito unico controllato dal Partito Comunista, né parla di prigionieri politici, repressione delle manifestazioni o dell'assenza di elezioni libere per decenni.
"Informati meglio"
Tra i commenti più ricorrenti emerge una critica diretta alla mancanza di conoscenza dell'attivista riguardo alla situazione cubana.
"Greta, come stai male, informati meglio", ha scritto un'utente.
Un'altra persona ha reagito con un tono altrettanto deciso: "No, Greta, hai sbagliato questa volta".
I commenti riflettono un malcontento evidente tra i cubani che ritengono che l'attivista ripeta la narrativa del regime, focalizzata nel dare esclusivamente la colpa all'embargo statunitense per tutti i problemi del paese.
Per molti cittadini dentro e fuori dell'Isola, quella spiegazione ignora decenni di cattiva gestione economica, controllo politico e repressione.
"Vieni a vivere qui."
Vari utenti hanno sarcasticamente invitato Thunberg a sperimentare la vita quotidiana a Cuba prima di esprimere giudizi.
"Vieni a Cuba per alcuni giorni per capire cosa significa vivere in una dittatura", scrisse una.
Un altro commento è stato ancora più diretto: "Ti invito a vivere nel paese da gente comune in Cuba per alcuni mesi e poi tornare a fare un video".
Alcuni utenti hanno persino menzionato quartieri specifici di La Habana, noti per le loro difficoltà economiche.
"Vieni tra qualche giorno, Gretica… ¡per Luyanó o La Habana Vieja!", scrisse un utente.
Burloni e sarcasmo
Non sono mancate le risposte cariche di sarcasmo.
Un internauta ha ironizzato sulla distanza tra la vita dell'attivista in Europa e la realtà dei cubani: "Lo dice dalla comodità della sua casa in Svezia, ah ah ah".
Un'altra utente ha reagito con frustrazione: "Ci mancava solo questo circo, è inammissibile che ci usino in questo modo. Madre di Dio, l'ignoranza è audace".
Sono apparsi anche commenti più scherzosi, come quello di un utente che ha scritto: "Cosa dice la zucchina delle 20:00? Vai a dormire, vecchia."
Al di là del tono, la maggior parte delle risposte concordava su un'idea centrale: i cubani sentono che la loro situazione viene interpretata dall'esterno senza tenere conto della complessità della realtà che vivono.
Il messaggio di Thunberg
Nel video, Thunberg afferma che il rafforzamento dell'embargo da parte degli Stati Uniti sta "soffocando deliberatamente il popolo cubano".
L'attivista ha anche denunciato i blackout che colpiscono l'Isola, sostenendo che questi sono una conseguenza diretta delle sanzioni economiche.
Inoltre, ha chiesto supporto internazionale per il cosiddetto "Convoy Nuestra América", un'iniziativa che prevede di portare aiuti umanitari a La Havana il prossimo 21 marzo.
La giovane ha anche elogiato le missioni mediche cubane all'estero e ha concluso il suo messaggio con lo slogan "¡Cuba sí, bloqueo no!".
Tuttavia, la sua intervento è stato criticato per essersi concentrato esclusivamente sulla politica estera americana senza menzionare i problemi strutturali del sistema politico cubano.
Una risposta dalla comunità cubana stessa
La reazione alle parole di Thunberg non si è limitata a commenti sui social.
Una cubana identificata come Kiele ha recentemente pubblicato un video su Instagram rispondendo direttamente all'attivista svedese.
Il clip, che ha accumulato decine di migliaia di visualizzazioni in pochi giorni, mette in discussione gli argomenti del messaggio originale e invita a informarsi meglio sulla situazione reale del paese.
"Quello di cui dobbiamo parlare è di come tu, Greta, devi educarti sulla realtà di quello che sta accadendo a Cuba", dice Kiele.
Il video è emerso dopo una dichiarazione precedente di Thunberg a sostegno del convoglio internazionale che intende arrivare a L'Avana il 21 marzo.
Una discussione che riflette un conflitto più ampio
Lo scambio tra l'attivista svedese e numerosi cubani sui social media illustra un dibattito più profondo.
Da un lato, ci sono campagne internazionali che denunciato l'impatto delle sanzioni statunitensi sull'economia dell'Isola.
Per i cubani, queste campagne omettono aspetti fondamentali della situazione interna del paese, come la mancanza di libertà politiche, la repressione delle proteste e il deterioramento costante delle condizioni di vita.
La reazione al video di Thunberg riflette precisamente quella tensione: il rifiuto di coloro che sentono che la propria realtà viene semplificata -o reinterpretata- dall'esterno.
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