ETECSA lancia un allerta per l'incendio di rifiuti che danneggia le telecomunicazioni mentre i rifiuti invadono L'Avana



Rifiuti bruciati vicino agli impianti tecnologici dell'ETECSAFoto © Facebook / ETECSA Cuba DT Oeste

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La Direzione Territoriale Ovest dell'Impresa di Telecomunicazioni di Cuba (ETECSA) ha pubblicato un messaggio "Urgente!" su Facebook, nel quale esorta la popolazione a evitare l'incendio di rifiuti vicino alle proprie strutture tecnologiche.

Tuttavia, la reazione dei cittadini è stata netta: invece di considerare l'avviso come un avvertimento tecnico, molti lo interpretano come un'evasione di responsabilità nel mezzo del collasso dei servizi pubblici.

Nella sua pubblicazione, ETECSA ha invitato la popolazione a prendere coscienza del pericolo di bruciare rifiuti vicino alle attrezzature tecnologiche, poiché ciò "ha un impatto negativo sull'infrastruttura, come i cabinet, i cavi e i pali telefonici".

Captura di Facebook / ETECSA Cuba DT Oeste

"Le pratiche inadeguate provocano danni ai servizi di telecomunicazioni, influenzando direttamente gli utenti, che dovranno attendere lunghi periodi per il ripristino dei servizi a causa delle difficoltà di risorse per sostituire o riparare le apparecchiature danneggiate," ha detto.

Finalmente, ha sottolineato che "La responsabilità è di tutti!".

Una città paralizzata dalla crisi

Il messaggio arriva in un contesto critico. La scarsità di carburante ha praticamente paralizzato il paese.

La mancanza di petrolio influisce sulla raccolta dei rifiuti solidi e ha trasformato interi quartieri dell'Avana in discariche improvvisate. Le montagne di immondizia, accumulate per giorni o settimane, generano cattivi odori, proliferazione di roditori e insetti e un crescente rischio sanitario.

Di fronte all'assenza di camion per la raccolta, i residenti ricorrono all'incendio come unica soluzione immediata per ridurre il volume dei rifiuti davanti alle loro case. La scena si ripete in diversi comuni, dove il fumo denso invade zone residenziali e aree vicine a ospedali e scuole.

In questo scenario, l'appello di ETECSA a una "presa di coscienza" è stato interpretato da molti come un trasferimento di colpa verso la popolazione, quando il problema di fondo è l'incapacità dello stato di garantire un servizio essenziale.

La risposta dei cittadini: indignazione e sfiducia

I commenti al post di ETECSA riflettono disagio e scetticismo. Un lavoratore autonomo ha avvertito: "Stanno già inventando scuse, quindi preparatevi per il blackout di Internet".

Una madre di famiglia ha messo in discussione la narrativa ufficiale: "Indagate bene. Perché non credo nemmeno che sia la popolazione a dare fuoco ai cassonetti. Piuttosto sembra qualcosa di coordinato dalle Autorità Comunali, perché è davvero troppo strano che nella scorsa settimana siano andati a fuoco così tanti cassonetti...".

Un altro utente è andato dritto al punto: "In questo post si fa riferimento a tutto tranne che al problema principale: la raccolta dei rifiuti solidi".

Nella stessa linea, una habanera ha scritto: “Non capiscono che il problema principale è che non raccolgono la spazzatura e che abbiamo una situazione di insalubrità orribile”.

Un uomo ha interpellato direttamente l'azienda: "ETECSA, anche tu fai parte di quel TUTTI. Quante volte hai chiesto al governo, che è il massimo responsabile, di raccogliere i rifiuti?".

Un'altra emigrata ha sottolineato: "A chi devono fare il richiamo non lo fanno".

Una habanera ha descritto le conseguenze sanitarie: "E perché non un appello al governo per sensibilizzare sulla raccolta dei rifiuti, così da evitare la diffusione di malattie? Non so da quanto tempo non vedo un camion della spazzatura nella mia zona. Il problema incide negativamente sulla salute della popolazione, provoca un aumento di ratti, topi e zanzare, oltre alla diffusione di malattie."

Un altro cittadino ha riassunto la disperazione del vicinato: "La gente brucia i rifiuti a causa del cattivo odore, è insopportabile. I vermi entrano nelle case vicine. Tutto ciò che comportano queste discariche. La soluzione ce l'ha il governo, ETECSA, che non si lamenti dei cittadini, si lamenti con il governo...".

E un commento finale ha aggiunto un'accusa più grave: "L'incenerimento dei rifiuti è una strategia che è stata proposta ai Comunali per raccogliere meno spazzatura e ora l'inquinamento è aumentato, a causa dei sostanze chimiche che si sviluppano bruciando diversi tipi di plastica".

Denunce precedenti in tutti i comuni

Le lamentele non sono isolate.

La produttrice musicale Laura Martín Nieto ha denunciato la combustione di rifiuti in aree del Parco Metropolitano de L'Avana, a pochi metri dall'ospedale Clinico Chirurgico de 26. Ha avvertito che già si cominciano a sentire evidenti problemi respiratori e ha ricordato che il monossido di carbonio è letale.

In comuni come Lawton, Regla e Diez de Octubre, i residenti hanno segnalato scene simili: fumi densi, odori penetranti e accumuli di rifiuti a causa della mancanza di raccolta quotidiana.

Incluso si è denunciato che a San Miguel del Padrón i camioncini per la raccolta avrebbero depositato rifiuti davanti a un centro preuniversitario.

Cittadini senza protezione istituzionale

Ciò che emerge da questa situazione è una sensazione generalizzata di impotenza. La popolazione si trova ad affrontare simultaneamente l'accumulo di rifiuti, l'inquinamento da fumi tossici e ora l'avvertimento di possibili interruzioni nei servizi di telecomunicazione.

Nel frattempo, le istituzioni statali si accusano a vicenda o fanno appello alla "responsabilità collettiva".

La crisi attuale non è il risultato di un comportamento isolato dei vicini, ma di una serie di fallimenti strutturali che includono la scarsità di carburante, la mancanza di manutenzione e l'incapacità di garantire servizi essenziali.

Quando la spazzatura non viene raccolta per giorni, l'incendio smette di essere un atto capriccioso per diventare una risposta disperata.

In questo contesto, l'invito di ETECSA a dire che "la responsabilità è di tutti" è stato percepito come una frase che attenua le responsabilità anziché assumerle.

La cittadinanza, intrappolata tra il collasso dei servizi e la mancanza di risposte efficaci, percepisce che le aziende statali richiedono consapevolezza mentre non garantiscono soluzioni.

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Redazione di CiberCuba

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