Una denuncia inviata a CiberCuba accusa il governo municipale di San Miguel del Padrón di ordinare ai camion della spazzatura di depositare “tutta la spazzatura” del municipio davanti a un preuniversitario di La Habana.
La denuncia arriva in un contesto di accumulo di rifiuti nella capitale, segnato —come riconosce la stessa stampa ufficiale— dal deterioramento costante dei servizi comunali, dalla mancanza di carburante e dall'aumento del malcontento dei cittadini di fronte alla spazzatura in strade e quartieri dell'Avana.
Il video inviato alla nostra redazione mostra l'ira dei residenti per il nuovo deposito di immondizia che è stato installato di fronte al centro educativo e che promette di diventare un focolaio di zanzare, roditori e malattie.
Questo giovedì, Cubadebate ha pubblicato un reportage fotografico sui “microdiscariche” all'Avana, dove ha ammesso la scarsità e il cattivo stato dei contenitori e l'incapacità del sistema di raccolta per rispondere al volume di rifiuti prodotto dalla città.
Il mezzo statale ha segnalato che il problema non è nuovo, ma che la sua persistenza e visibilità hanno elevato il “livello di opinione” tra gli habaneri.
In quello stesso lavoro, la stampa ufficiale ha identificato come cause principali le limitazioni finanziarie, il deterioramento delle attrezzature, la bassa disponibilità tecnica dei camion raccolta, il deficit di personale e la mancanza di contenitori.
Ha anche riconosciuto che L'Avana produce più rifiuti di quanti possa raccogliere con i mezzi disponibili e che le discariche esistenti sono "praticamente collassate".
La pubblicazione ha suscitato numerose reazioni sui social media. Nei commenti al post di Cubadebate su Facebook hanno prevalso l'ironia, il sarcasmo e le critiche dirette al Governo e allo stesso media, con interrogativi per aver affrontato ora un problema che —secondo gli utenti— è fuori controllo da anni, oltre a rimproveri per la mancanza di soluzioni concrete.
L'esperienza quotidiana in diversi municipi contrasta con il riconoscimento ufficiale: in zone come Centro Habana, La Habana Vieja, Boyeros o Arroyo Naranjo, i rifiuti possono rimanere per giorni o settimane agli angoli delle strade, insieme a acque reflue, zanzare e roditori, con il conseguente rischio sanitario, specialmente per bambini e anziani.
Settimane fa, il Governo ha lanciato campagne di lavoro volontario nei fine settimana per raccogliere rifiuti, diffuse dai mezzi statali come un “punto di svolta”, ma l’inerzia è durata poco e i microdiscariche sono riapparsi dopo due o tre settimane.
A quel deterioramento si è aggiunta una "grave mancanza di carburante" che ha messo fuori servizio buona parte dei camion per la raccolta, approfondendo nuovamente l'accumulo di spazzatura nella capitale.
In una conferenza pubblica giovedì stesso, Miguel Díaz-Canel ha ammesso che Cuba sta attraversando condizioni simili a quelle del Periodo Speciale e che non ci sono soluzioni immediate alla crisi energetica; durante il suo intervento ha sostenuto l'idea di sfruttare i rifiuti come fonte di energia attraverso biogas e biomassa, una proposta che il testo contrappone alla situazione igienico-sanitaria riflessa poche ore prima dalla stampa ufficiale.
In questo contesto, la spazzatura è diventata uno dei simboli più visibili del deterioramento nazionale e tra i cittadini persiste il dubbio se ci saranno soluzioni sostenibili o se il riconoscimento pubblico tornerà a rimanere solo parole.
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