L'internauta identificato come Joankelin Sánchez ha pubblicato su X una serie di messaggi basati su dati di VesselFinder in cui mette in discussione il recente movimento di petroliere associato ai porti cubani e solleva dubbi sui tempi di navigazione e sulle possibili operazioni di carico/scarico in mezzo alla crisi del carburante.
Secondo quelle pubblicazioni, uno dei punti che ha suscitato maggiormente l'attenzione è stato il caso della nave M/T Caribbean Alliance, che — secondo le informazioni citate dall'internauta — è partita a settembre dal Mariel ed è arrivata il 5 febbraio al Porto di Santiago di Cuba.
Pese al fatto che si tratterebbe di un percorso che normalmente richiederebbe tre giorni, il viaggio avrebbe impiegato più di quattro mesi.
Nella sua seconda pubblicazione, Joankelin Sánchez ha indicato che il M/T Caribbean Alliance appare a Santiago di Cuba con il 90% di carico, con 8,1 metri di pescaggio su un massimo di 9 metri, secondo i dati che attribuisce a siti di monitoraggio delle navi.
A partire da quel dato, ha sottolineato come "curioso" il lungo intervallo tra la sua partenza (settembre) e il suo arrivo (febbraio).
L'internauta conclude che “qualcosa” non sarebbe stato informato pubblicamente, anche se nella sua pubblicazione non fornisce una spiegazione confermata sulle cause del ritardo.
Tanqueros a Matanzas
Sánchez ha segnalato la presenza di una cisterna identificata come “Lourdes” nella Terminal Petrolifera del Porto di Matanzas e ha riferito di aver osservato una variazione nel pescaggio: il 28 gennaio la nave indicava 11,3 metri, e l'8 febbraio con 12,8 metri, il che lo ha portato a interrogarsi se la cisterna stesse caricando dal "Sandino" o scaricando.
In un terzo messaggio, l'internauta ha sostenuto che esistesse una confusione diffusa dai siti di monitoraggio riguardo al percorso della petroliera “Ocean Integrity”, e ha affermato che si dirige a Matanzas (Cuba) e non a Matanzas (Venezuela).
Añunse che la nave “molto probabilmente” andrà a caricare combustibile che sarebbe stato portato dal tanker “Sandino”, anche se nuovamente lo presenta come possibilità e non come un fatto confermato.
A modo di chiusura, Sánchez ha scritto che, “per non aver carburante”, osserva “abbastanza andirivieni di petroliere” (cubane e non cubane) collegate a Cuba e ha menzionato imbarcazioni come LPG EMILIA, ESPERANZA e PRIMULA, argomentando che, se non ci fosse carburante, “la cosa più logica” sarebbe che non si muovessero tra i porti.
Ha inoltre avanzato ipotesi aggiuntive, come la possibilità di un combustibile “in forma di pietra”, a causa dell'arrivo della nave ECO AVALON (IMO 9701267) a Moa il 4 febbraio da Manzanillo, Messico, con carico di coke, un combustibile solido, leggero e poroso, ricco di carbonio.
Manzanillo è un porto di partenza di coke messicano e i siti di tracciamento dei petroliere indicano che è arrivato a Holguín questo mese.
Durante i primi giorni di febbraio del 2026, i rapporti sui movimenti marittimi attorno ai porti cubani hanno suscitato un interesse pubblico inusuale.
Il tanquero Sandino è attraccato al porto di Matanzas proveniente dalla baia di Nipe, a Holguín, con un carico stimato tra 390.000 e 410.000 barili di carburante, secondo fonti di monitoraggio marittimo.
L'origine del carico rimane non confermata e non esistevano dichiarazioni ufficiali riguardo al tipo di prodotto né al suo destino finale.
Questo arrivo è coinciso con segnalazioni sulla presenza della nave Sea Horse diretta a L'Avana e con avvertimenti da parte di esperti riguardo all'esaurimento delle riserve nazionali.
Ambedue le informazioni delineano uno scenario critico: mentre il Gobierno cubano evita di fornire spiegazioni riguardo l'origine e la destinazione del combustibile, i movimenti dei petroliere rivelano manovre che potrebbero essere collegate a operazioni di emergenza o tentativi di riattivare un sistema energetico sempre più dipendente da carichi puntuali.
Archiviato in: