In piena crisi energetica, un nuovo movimento di navi riporta sotto attenzione la gestione opaca del carburante a Cuba.
Il tanquero Esperanza, una petroliera battente bandiera cubana, naviga da Matanzas verso Cienfuegos e, secondo osservatori indipendenti, probabilmente trasporta parte del carico recentemente portato dal tanquero Sandino.
La nave Esperanza, costruita nel 2005, ha una lunghezza di 213 metri, una larghezza di 32 metri e un pescaggio attuale di 9.2 metri.
Secondo il portale di monitoraggio marittimo VesselFinder, la sua ultima posizione pubblica registrata è stata a Matanzas il 30 dicembre.
Attualmente si trova nell'Oceano Atlantico Nordoccidentale e la sua destinazione dichiarata è il porto di Cienfuegos, con arrivo stimato per il 10 febbraio alle 6:00.
Il movimento dell'Esperanza avviene pochi giorni dopo che il tanquero Sandino sia giunto al porto di Matanzas proveniente dalla baia di Nipe, con un carico di petrolio non rivelato. Sebbene non ci sia una conferma ufficiale, tutto fa pensare che l'Esperanza stia trasportando parte di quel carico verso la raffineria e il sistema energetico del centro del paese.
Il silenzio consueto del regime
Tuttavia, come già di consueto, il Governo cubano non ha fornito alcuna spiegazione pubblica sull'origine reale del combustibile, sul suo tipo esatto, sul piano di distribuzione né sui volumi che stanno circolando tra i porti.
In un paese dove milioni di persone subiscono blackout di più di 15 e 20 ore, code interminabili per ottenere benzina e un trasporto pubblico praticamente paralizzato, questo silenzio alimenta la percezione di improvvisazione, segretezza e cattiva gestione.
Mentre i cittadini sopravvivono alla peggiore crisi energetica degli ultimi decenni, lo Stato continua a gestire il sistema di carburante come un affare militare: senza trasparenza, senza rendicontazione e senza informazioni chiare su cosa entra, cosa si muove e a chi viene data priorità.
Il trasporto dell'Esperanza da Matanzas a Cienfuegos, probabilmente con parte del carico del Sandino, è un altro esempio di come il regime gestisca una risorsa vitale senza spiegare nulla alla popolazione che soffre direttamente le conseguenze.
Perché il movimento dell'Esperanza è importante
L'arrivo del Sandino a Matanzas ha suscitato aspettative in un contesto di collasso energetico.
Pero esperti affermano che neanche un carico vicino ai 400.000 barili può risolvere i problemi strutturali del sistema elettrico cubano.
Il paese dipende quasi totalmente da combustibili importati per sostenere la sua generazione termica, e questa dipendenza si combina con centrale termoelettriche obsolete, mancanza di manutenzione e una rete al limite del collasso.
La crisi attuale non è solo di scarsità temporanea, ma di mancanza di forniture stabili e prevedibili. Cuba non ha più alleati che garantiscano spedizioni regolari, non ha accesso a credito internazionale e opera con riserve minime.
In questo contesto, ogni carico funziona come un rimedio temporaneo, non come una soluzione.
La situazione è peggiorata quest'anno
Durante le prime settimane del 2026, la situazione divenne ancora più fragile. Sei navi operato dal conglomerato militare GAESA concentrarono a Matanzas le ultime riserve disponibili.
Successivamente si è appreso del dirottamento della petroliera Mia Grace, partita dal Togo verso Cuba e che ha cambiato rotta verso la Repubblica Dominicana, a testimonianza delle difficoltà del regime nel concludere accordi di fornitura.
In quel contesto, l'arrivo del Sandino e ora il movimento dell'Esperanza non rappresentano una ripresa del sistema energetico, ma un tentativo disperato di guadagnare tempo.
Il problema di fondo rimane invariato: un'economia senza valute, senza credito, senza fornitori stabili e con un'infrastruttura elettrica in rovina.
Nel frattempo, il Governo mantiene il controllo del carburante come un segreto di Stato, senza informare i cittadini su cosa si muove, quanto entra né come viene distribuito.
Il risultato è una crisi che colpisce direttamente la vita quotidiana di milioni di cubani, senza che esista una strategia chiara, trasparente e sostenibile per uscirne.
Archiviato in: