Tanquero entra nel porto di Matanzas con un carico consistente di carburante



Buque Sandio, immagine di archivioFoto © Vessel Finder

Video correlati:

Il tanquero Sandino è arrivato questo sabato al Porto di Matanzas proveniente dalla Baia di Nipe (Holguín) con un possibile carico di combustibile.

Secondo le informazioni diffuse dal cubano Joankelin Sánchez, basandosi su statistiche di siti di monitoraggio marittimo, il carico si attesterebbe tra i 390.000 e i 410.000 barili di carburante.

Secondo la stessa fonte, la nave avrebbe caricato nei giorni precedenti nella Baia di Nipe, sebbene l'origine del carico a Nipe rimanga sconosciuta, pertanto non è possibile precisare la provenienza iniziale del combustibile.

Il rapporto non fornisce, al momento, dettagli aggiuntivi sul tipo esatto di combustibile trasportato, sul destinatario finale, sul piano di scarico, né una conferma ufficiale del volume, limitandosi a segnalare l'arrivo della nave cisterna e la stima del carico.

Lo stesso internauta menziona inoltre un altro movimento marittimo: il petroliere Sea Horse, battente bandiera di Hong Kong, sarebbe diretto a Cuba da Malta verso L'Avana, con arrivo previsto il 27 febbraio al Porto de L'Avana.

Durante le prime settimane del 2026, la crisi energetica a Cuba ha evidenziato un profondo deterioramento nella capacità del regime di garantire l'approvvigionamento di carburante.

L'anno è iniziato con segnali allarmanti: sei navi operate dal conglomerato militare GAESA hanno concentrato nella baia di Matanzas le ultime riserve di petrolio disponibili, secondo rapporti di fonti indipendenti.

Esperti avvertirono allora che il paese stava “svuotando i propri serbatoi per guadagnare tempo”, mentre la generazione elettrica e la distribuzione di combustibili si trovavano sull’orlo del collasso.

A metà gennaio, la situazione è peggiorata con il deviamento della petroliera Mia Grace, partita dal Togo verso Cuba con un carico di gasolio o fuel oil.

In piena traversata dell'Atlantico, la nave ha cambiato rotta verso la Repubblica Dominicana, riflettendo le difficoltà del governo cubano nel concretizzare accordi di fornitura e il crescente isolamento finanziario che gli impedisce di accedere ai mercati energetici tradizionali.

Pochi giorni dopo, il tanker LPG Emilia è stato individuato mentre navigava verso sud di Cuba con un possibile carico di gasolio liquefatto.

La riattivazione del suo movimento, dopo più di un mese di inattività, è stata interpretata come un tentativo del regime di mantenere a galla la distribuzione minima di energia domestica. Tuttavia, il suo viaggio ha anche messo in evidenza la dipendenza dell'isola da una flotta invecchiata e gestita quasi interamente da enti controllati dallo Stato.

Già a febbraio, un nuovo segnale della precarietà energetica cubana è emerso dalla Venezuela.

Un petrolero collegato all'isola ha caricato 150.000 barili di benzina in un porto venezuelano, in quello che gli analisti considerano uno sforzo per riprendere l'invio di combustibili sotto la supervisione degli Stati Uniti.

L'operazione è coincisa con l'aggravarsi delle code alle stazioni di servizio, i prolungati blackout e le restrizioni nei trasporti pubblici, sintomi di un sistema energetico al limite del collasso strutturale.

La concatenazione di questi episodi mostra che Cuba sta attraversando una crisi energetica che trascende la carenza momentanea di combustibile.

La mancanza di alleati solidi, la riduzione delle forniture dalla Venezuela e l'impossibilità di accedere a finanziamenti internazionali hanno spinto il paese a operare con riserve minime e a dipendere da carichi sporadici.

In questo scenario, l'arrivo di un petroliere a Matanzas, come il Sandino, è percepito meno come un sollievo duraturo e più come un respiro temporaneo all'interno di un panorama di esaurimento economico ed energetico.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.