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Almeno 1.076 cittadini cubani combattono o hanno combattuto finora nelle fila dell'Esercito della Russia nella guerra iniziata il 24 febbraio 2022 dal presidente Vladímir Putin, secondo i dati pubblicati dalla Direzione Principale dell'Intelligence Ucraina (GUR) al medio Kyiv Independent.
Secondo i dati, citati dall'agenzia EFE, 96 di questi soldati cubani sono morti in combattimento o risultano dispersi.
Il rapporto aggiunge che molti di questi cubani sono arrivati in Russia attratti da offerte di lavoro nel settore delle costruzioni pubblicate sui social media, gestite da intermediari privati che poi li collegano con l'esercito russo.
L'ente ha inoltre dettagliato che quando arrivano a Mosca, i reclutati vengono sottoposti a un addestramento di appena due settimane prima di essere inviati al fronte, principalmente in funzioni di fanteria motorizzata e unità d'assalto.
Il regime di La Habana ha negato reiteratamente qualsiasi relazione con il reclutamento, nonostante alcuni casi documentati mostrino uscite legali da aeroporti cubani.
La nuova cifra fornita dall'intelligence ucraina si aggiunge al dossier filtrato nel maggio scorso dal progetto “Voglio vivere”, che ha rivelato un elenco con 1.028 cittadini cubani reclutati dalla Russia per partecipare all'invasione dell'Ucraina.
Quella filtrazione ha esposto un modello sistematico di inganno, povertà e possibile complicità statale nel processo di invio di combattenti dall'Isola.
Secondo quella ricerca, molti giovani sono stati ingaggiati tramite contratti falsi, promesse di cittadinanza e stipendi fino a 2.500 dollari al mese, anche se una volta nel territorio russo sono stati trasferiti direttamente in zone di combattimento.
La mancanza di risposta ufficiale da parte dell'Avana e la detenzione di reclutatori senza processi trasparenti hanno alimentato i sospetti di un reclutamento consapevole o tollerato dal regime.
Le autorità ucraine hanno denunciato che i cubani reclutati sono usati come "carne da cannone" in operazioni ad alto rischio, con perdite massicce nelle cosiddette "tempeste di carne" organizzate dalle forze russe.
La maggior parte di loro proviene da ambienti precari e sarebbe stata ingannata sul vero destino del loro viaggio.
Nel frattempo, organizzazioni umanitarie e media indipendenti hanno chiesto a Cuba di indagare sui casi e di richiedere il ritorno dei suoi cittadini, sebbene fino ad oggi non sia stata annunciata alcuna misura.
L'intelligence ucraina avverte che il reclutamento continua a essere attivo e che Mosca sta ancora cercando nuovi combattenti stranieri per sostenere la sua offensiva nell'est del paese.
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