Kiev risponde a La Habana: “Non c'è discussione sulla partecipazione di mercenari cubani all'invasione russa.”

La dichiarazione ucraina arriva appena giorni dopo che il MINREX ha respinto le accuse di Washington, assicurando che “Cuba non fa parte del conflitto armato in Ucraina né partecipa con personale militare in alcun paese”.

Mercenari cubani al servizio della RussiaFoto © Facebook / Quiero Vivir

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Il governo dell'Ucraina ha smentito questo martedì le dichiarazioni del ministero degli Affari Esteri di Cuba (MINREX), che ha definito come “infondate e false” le accuse del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti riguardo alla partecipazione di cittadini cubani nella guerra della Russia contro l'Ucraina.

A través del progetto umanitario 'Quiero Vivir' (Хочу Жить), dipendente dalla Direzione Principale di Intelligence del Ministero della Difesa ucraino, Kiev ha affermato che non ci sono dubbi sulla presenza di migliaia di mercenari cubani integrati nelle forze russe, e ha accusato il regime di La Habana di “non fare abbastanza per fermare il reclutamento sistematico” dei suoi cittadini da parte di Mosca.

Captura dello schermo di Facebook (parte I) / Quiero Vivir

Il fatto che migliaia di cubani abbiano combattuto e continuino a combattere come parte dell'esercito russo non è un segreto da molto tempo, si legge nel comunicato pubblicato sui canali ufficiali del progetto ucraino.

Secondo 'Quiero Vivir', che ha divulgato recentemente elenchi con nomi e contratti di combattenti stranieri, più di 1.000 cubani hanno firmato accordi con le Forze Armate della Federazione Russa, e il numero reale supererebbe i 5.000, come sostiene anche il Dipartimento di Stato americano in una lettera diplomatica inviata a diverse ambasciate del mondo.

Captura di schermata Facebook (parte II) / Quiero Vivir

Il progetto, che facilita la resa volontaria di soldati russi e stranieri, ha pubblicato lo scorso maggio i dati di oltre mille cubani contrattati e ha intervistato diversi prigionieri di guerra di origine cubana, tra cui Frank Darío Jarrosay Manfuga, catturato al fronte orientale nel 2024.

Da allora, altri connazionali si sono arresi alle forze ucraine, tra cui Ernesto-Michel Pérez Albelaes, originario di Sancti Spíritus, che ha firmato il suo contratto con l'esercito russo il 28 agosto 2025.

Le fonti ucraine assicurano che la presenza di cubani nei centri di addestramento militare russi è costante, e che ricevono report regolari di nuovi gruppi arrivati da Cuba, così come di decine di perdite registrate tra le fila straniere.

Il progetto parallelo 'Quiero Encontrar', dedicato a localizzare soldati scomparsi, ha ricevuto anche richieste da parte di familiari cubani che cercano notizie sui loro congiunti reclutati dalla Russia.

"Non c'è alcun dubbio sulla partecipazione di mercenari cubani nella guerra della Russia contro l'Ucraina. La questione è se il governo cubano stia facendo abbastanza per impedirlo", si legge nella dichiarazione."

Il comunicato ha riconosciuto che i tribunali cubani hanno effettuato nove processi per reati di mercenarismo, con quaranta accusati, ma ha ritenuto che questi procedimenti siano "insufficienti" rispetto alla magnitudo del fenomeno.

La quantità di fondi e sforzi investiti dalla Russia nella creazione di reti di reclutamento richiede una risposta più attiva se Cuba si oppone realmente a queste pratiche illegali”, ha sottolineato il testo.

L'Ucraina ha esortato L'Avana a seguire l'esempio dell'India, il cui governo ha chiesto alCremlino di fermare il reclutamento e di rimpatriare i cittadini indiani arruolati nell'esercito russo.

È possibile risolvere il problema se c'è volontà politica”, ha affermato 'Quiero Vivir', avvertendo che, per ora, gli sforzi diplomatici di Cuba sembrano rivolti contro coloro che denunciano il problema e non contro chi manda i propri cittadini al macello.

Il messaggio di Kiev ha anche messo in dubbio il disinteresse del regime per i cubani catturati al fronte.

“Ci aspettiamo che le autorità cubane si interessino al destino dei loro cittadini che hanno combattuto contro l'Ucraina e sono stati catturati. Queste persone sono diventate superflue, in Russia e nel loro paese d'origine”, ha concluso il comunicato.

Il pronunciamento ucraino arriva solo pochi giorni dopo che il ministero degli Esteri cubano ha respinto le accuse di Washington, affermando che “Cuba non fa parte del conflitto armato in Ucraina né partecipa con personale militare in alcun paese".

Tuttavia, i dati divulgati da media internazionali, insieme alle testimonianze di combattenti e familiari, dimostrano una partecipazione massiccia di cittadini cubani reclutati dalla Russia dal 2023, in molti casi sotto inganno o false promesse di lavoro.

Mentre La Habana insiste su una politica di "tolleranza zero" nei confronti del mercenarismo, l'Ucraina sostiene che l'inazione del regime trasforma quel motto in una farsa.

Tra i corpi diplomatici, i voli Mosca–Varadero e i contratti firmati nelle basi di addestramento di Riazán, si è tessuta una realtà che il governo cubano non può più negare: migliaia dei suoi cittadini combattono e muoiono in una guerra che non è la loro, sotto una bandiera che non è la loro.

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Iván León

Laureato in giornalismo. Master in Diplomazia e Relazioni Internazionali presso la Scuola Diplomatica di Madrid. Master in Relazioni Internazionali e Integrazione Europea presso l'UAB.