Cubadebate reagisce al paro universitario con un poema panflettario: Décimas invece di notizie

Cubadebate ignora le proteste universitarie per l'aumento delle tariffe di ETECSA, pubblicando una poesia che dispoliticizza la situazione. Senza affrontare il conflitto reale, il regime utilizza una letteratura di tipo pamphlet per attenuare il malcontento.

Yoerky Sánchez Cuéllar e Randy Alonso Falcón, direttore di CubadebateFoto © Facebook / Yoerky Sánchez

Mientras migliaia di studenti universitari cubani protagonizzano una delle proteste più significative degli ultimi anni contro l'aumento tariffario di ETECSA, la stampa ufficiale ha scelto di distogliere lo sguardo.

Le dista dall'informare con trasparenza o riflettere il dibattito reale che scuote le aule, Cubadebate ha pubblicato l'8 giugno alcune décimas di tono dottrinale firmate da Yoerky Sánchez Cuéllar, in cui il conflitto è stato ribattezzato come un semplice “dialogo rispettoso”.

Sotto il titolo “Il dialogo rispettoso”, Sánchez Cuéllar —attuale direttore del quotidiano Juventud Rebelde e già direttore di Alma Mater, rivista della Federazione Studentesca Universitaria— ha scritto tre strofe con l'intento di attenuare e dispoliticizzare l'indignazione studentesca.

Il “giornalista e poeta” ha fatto rima tra “culta” e “insulta”, ma non ha menzionato in alcun momento il motivo di fondo: il rifiuto massiccio alle misure di ETECSA che aumentano il costo di accesso a internet per una popolazione impoverita, come denunciato da migliaia di cubani nei commenti all'articolo riguardante l'aumento delle tariffe pubblicato da Cubadebate.

Un volantino in rima secondo il canone della scuola Ñico López

Dal punto di vista letterario, le decime mancano di densità poetica, originalità e onestà espressiva. In realtà sembrano essere concepite nei giardini della scuola Ñico López, dove i futuri “quadri” del Partito Comunista si addestrano in giochi floreali di metrica spartanamente “chivatiente”.

Lontano dal offrire una visione complessa di un conflitto che rappresenta un dramma per la nazione, o un'interpretazione sinestetica del momento cruciale, il “periopoeta” si è limitato a recitare frasi fatte e luoghi comuni, come “capirsi è ciò che conta” o “solo il goffo non comprende l'energia che scatena il dialogo rispettoso”.

Sánchez Cuéllar soltó un ripio predecible, plagado de rimas forzadas, que no interrogó la realidad con ayuda de las musas, sino que la disfrazó en contubernio con el súcubo de La Ciguapa.

Le sue decime ricordano i vecchi manuali del discorso ideologico rivoluzionario: ciò che non si può nominare viene coperto da metafore vuote. Il risultato è una poesia di cartone, progettata per legittimare la narrazione ufficiale: non c'è conflitto, solo dialogo; non c'è disagio, ma "scambio di elementi".

Silenzio istituzionale ed evasione ufficialista

Mientras gli studenti chiedono spiegazioni pubbliche, tariffe più giuste e accesso equo alla connettività, la stampa del regime ha scelto di ignorare i fatti, o di qualificarli come "fake news".

Né il Noticiero Nazionale di TelevisioneGranmaJuventud Rebelde hanno coperto le assemblee universitarie, le votazioni per lo sciopero, i dibattiti tecnici o le dichiarazioni delle facoltà.

Al suo posto, l'unico gesto simbolico del dispositivo mediatico è stato il noioso poema di Sánchez Cuéllar, che non menziona nemmeno gli studenti, né ETECSA, né la parola "protesta".

Questa omissione non è ingenua. In parallelo, il governante Miguel Díaz-Canel ha fatto riferimento in modo vago al “malcontento” nel suo podcast Desde la Presidencia, evitando completamente qualsiasi riferimento alle ragioni addotte dagli studenti per la mobilitazione universitaria, che ha definito come una intensa campagna di manipolazione sui social media, "carica di bugie".

A sua volta, il regime ha inviato segnali di fermezza, con l'ascensione del ministro dell'Interno, Lázaro Alberto Álvarez Casas, al grado di generale del Corpo d'Esercito, così come minacce dirette da parte della Sicurezza dello Stato segnalate da studenti dell'Università Centrale "Marta Abreu" delle Ville.

Tra la paura e la metafora: Letteratura o propaganda?

Il caso delle décime pubblicate da Cubadebate è rappresentativo di una tattica discorsiva abituale nella stampa ufficiale cubana: sostituire il giornalismo con pseudoletteratura pamphlet quando la realtà supera il racconto consentito.

Evitando ogni riferimento concreto, il poema di Sánchez Cuéllar si trasforma in un testo di allineamento ideologico, non di riflessione critica. Non c'è empatia verso gli studenti, né rispetto per le loro richieste, né riconoscimento del momento storico che stanno vivendo.

Inoltre, queste “décimas” sembrano svolgere una funzione decorativa: mitigare la percezione del conflitto in un pubblico addomesticato da decenni di narrazione unica.

Invece di assumere il proprio dovere informativo, Cubadebate diventa il coro di sottofondo di un potere che non sa o non vuole ascoltare.

Il prezzo del non dire

Lo che non si dice comunica. E ciò che si nasconde diventa anch'esso denuncia. In un paese dove i giovani reclamano giustamente il diritto di partecipare, esprimere opinioni e costruire una società più giusta, le metafore vuote non sono sufficienti.

Le università sono in fermento, e il governo risponde con décimas. I cittadini chiedono cambiamenti reali, e la stampa ufficiale risponde con silenzi eloquenti, minacce velate e versi vomitevoli.

Come direbbe una studentessa in una delle assemblee di MATCOM: “Siamo noi vulnerabili o sono le loro misure a renderci vulnerabili?”.

La risposta, è chiaro, non la troveranno su Cubadebate.

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Redazione di CiberCuba

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