Mientras cresce il malcontento degli studenti cubani contro le misure dell'Empresa de Telecomunicaciones de Cuba (ETECSA) e il regime cerca di negare la protesta universitaria contro l'aumento delle tariffe, continuano a circolare sui social media video che mostrano interventi di giovani che denunciano energicamente la recente imposizione di restrizioni alle ricariche nazionali e l'aumento della dollarizzazione nei servizi di telefonia mobile.
Joan Santana Zamora, uno studente della Facoltà di Chimica dell'Università dell'Avana, ha dichiarato recentemente che l'aumento delle tariffe è "la goccia che ha fatto traboccare il vaso".
Al prendere la parola in una riunione con i rappresentanti della FEU della sua facoltà e funzionari di ETECSA, il giovane lesse una dichiarazione che aveva redatto in precedenza.
In un messaggio deciso, Santana ha espresso che le misure si collocano in un contesto di lunghi blackout che durano 20 ore e di precarietà lavorativa con salari insufficienti per sostenere la vita.
"I salari che non coprono i bisogni più basilari e la sensazione che ogni giorno sia una lotta contro un sistema che non funziona. E ora ETECSA, e senza alcun preavviso, ci aumenta le tariffe e ci toglie ciò che ci permetteva di evadere dalla realtà. Ci nega l'accesso all'unica informazione che avevamo. Ci limita nello studio e nel rimanere in contatto con i nostri cari più vicini," esclamò.
A sua volta, chiese pubblicamente in che momento si è normalizzato l'eccesso di "resistenza" del popolo cubano, che deve sempre "sopportare di più".
Nell'arbitrarietà di ETECSA, ha inoltre riconosciuto un modello in cui le leggi e le misure vengono imposte senza preavviso, mentre ci si aspetta che il popolo le accetti con rassegnazione e senza protestare.
"Quante volte si prendono decisioni che influenzano milioni di persone? Quante volte si violano i propri regolamenti perché non succede niente? Noi non siamo numeri, siamo studenti che hanno bisogno di internet per fare ricerche e per consegnare lavori" ha dichiarato.
Esigendo la revoca delle misure, lo studente ha avvertito che "resistenza" non è sinonimo di "sottomissione", perciò gli studenti cubani chiedono di rispettare il contratto che la stessa azienda ha creato.
"Non stiamo chiedendo carità", concluse la sua protesta.
Questo giovedì, la Facoltà di Chimica della UH si era espressa contro la decisione di ETECSA. In una dichiarazione ufficiale hanno avvertito che, se la situazione non verrà risolta prima della fine del semestre, esauriranno in modo "progressivo e attivo" tutte le risorse a loro disposizione per pretendere un cambiamento reale.
Questo pronunciamento si aggiunge a un clima insolito di effervescenza nelle università cubane, dove l'aumento delle tariffe di ETECSA ha generato un movimento di rifiuto tra i giovani, che vedono come l'accesso a Internet—strumento indispensabile per studiare, lavorare e comunicare—diventi sempre più inaccessibile.
Domande frequenti sul rincaro delle tariffe di ETECSA e sulla protesta studentesca a Cuba
Perché gli studenti cubani stanno protestando contro ETECSA?
Gli studenti cubani protestano contro ETECSA a causa dell'aumento delle tariffe di internet, ciò che definiscono un "tarifazo". Queste tariffe limitano l'accesso ai dati mobili e restrigono le ricariche in valuta nazionale, rendendo l'accesso a internet inaffordabile per molti. Inoltre, ritengono che queste misure ostacolino l'accesso all'informazione, all'istruzione e alla comunicazione, essenziali per il loro sviluppo accademico e personale.
Qual è l'impatto dell'aumento delle tariffe di ETECSA sulla vita studentesca a Cuba?
Il rincaro di ETECSA influisce gravemente sulla vita studentesca a Cuba, poiché limita l'accesso a internet, uno strumento indispensabile per studiare, ricercare e comunicare. Gli studenti dipendono dall'accesso ai dati mobili per i loro studi e per comunicare con i loro tutor, specialmente quelli che si trovano all'estero. Inoltre, le tariffe elevate e la dollarizzazione dei servizi rendono impossibile a molti studenti permettersi i pacchetti di dati necessari.
Quali azioni stanno intraprendendo gli studenti cubani in risposta all'aumento delle tariffe di ETECSA?
Gli studenti cubani hanno indetto scioperi accademici come forma di protesta contro le nuove tariffe di ETECSA. Inoltre, hanno emesso numerosi comunicati chiedendo la revoca delle misure e un dialogo trasparente con le autorità. Le proteste sono aumentate fino a diventare una mobilitazione nazionale all'interno delle università, con studenti di diverse facoltà che uniscono le loro voci in richiesta di tariffe più giuste e accesso equo a internet.
Qual è stata la risposta del governo cubano di fronte alle proteste studentesche?
Il governo cubano, insieme a ETECSA, ha mantenuto la sua posizione di non retrocedere nell'aumento delle tariffe, sostenendo che queste misure sono necessarie per sostenere l'infrastruttura tecnologica del paese. Tuttavia, ha offerto alcune concessioni limitate, come permettere agli studenti universitari di acquistare un secondo pacchetto di dati a un prezzo sovvenzionato, sebbene queste misure siano state considerate insufficienti dal movimento studentesco.
Qual è la posizione della Federazione Studentesca Universitaria (FEU) riguardo all'aumento delle tariffe di ETECSA?
La Federazione Studentesca Universitaria (FEU) ha rifiutato apertamente l'aumento tariffario di ETECSA, denunciando che le nuove tariffe limitano diritti fondamentali come l'informazione, l'istruzione e la comunicazione. La FEU ha emesso comunicati critici e ha sostenuto le proteste studentesche, chiedendo una revisione urgente delle misure e delle alternative che si adattino alle realtà economiche degli studenti.
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