Lo scrittore cubano Enrique del Risco denuncia Meliá e Blue Diamond per finanziare la repressione a Cuba

Enrique del Risco ha denunciato la complicità delle compagnie alberghiere straniere con il regime cubano, sottolineando che la loro presenza sull'isola contribuisce a "normalizzare" la dittatura e a fornire risorse alla sua macchina repressiva.

Lo scrittore e accademico cubano Enrique del RiscoFoto © Captura de video X / @OsloFF

Il scrittore e accademico cubano Enrique del Risco ha esortato la comunità internazionale a esercitare pressione sulle aziende straniere che mantengono legami commerciali con il regime cubano, durante il suo intervento all'Oslo Freedom Forum 2025, recentemente tenutosi nella capitale norvegese.

Del Risco, esiliato negli Stati Uniti dal 1997 e professore alla New York University (NYU), ha indicato direttamente catene alberghiere come la spagnola Meliá e la canadese Blue Diamond, accusandole di sostenere economicamente il governo cubano.

Captura di schermata Facebook / Enrique Del Risco

“Non possiamo aspettarci che il regime rinunci al potere volontariamente, nemmeno parzialmente. Né che mostri un minimo rispetto per i diritti umani. Ma possiamo esercitare pressione sul regime e su tutte le aziende che lo supportano, come la catena spagnola Meliá o la canadese Blue Diamond”, ha dichiarato l'intellettuale.

Asimismo, l'autore di "Nuestra hambre en La Habana" ha denunciato la repressione sistematica nell'isola, esemplificata nell'incarcerazione di dissidenti come José Daniel Ferrer, Luis Manuel Otero Alcántara e Maykel Osorbo, quest'ultimo premiato con due Grammy mentre rimane in prigione.

Del Risco ha citato anche casi come quello di Lizandra Góngora, madre di cinque figli, condannata a 14 anni di carcere per aver partecipato alle proteste dell'11 luglio 2021.

Durante il suo discorso, lo scrittore ha sottolineato la paradossale situazione di una nazione impoverita mentre si costruiscono lussuosi hotel per il turismo internazionale. "La nazione sta morendo ora, ma il regime rimane forte grazie al supporto di compagnie capitaliste e di tirannie di tutto il mondo", ha sostenuto.

Del Risco, che ha abbandonato Cuba nel 1995 e ha chiesto asilo politico in Spagna prima di stabilirsi negli Stati Uniti, ha dedicato la sua carriera a denunciare le violazioni dei diritti umani nel suo paese natale. La sua opera combina l'analisi storica con l'umorismo e la critica sociale, affrontando temi come la censura, la repressione e l'esilio.

L'Oslo Freedom Forum, organizzato annualmente dalla Human Rights Foundation dal 2009, riunisce attivisti, giornalisti e leader d'opinione da tutto il mondo per discutere della promozione della libertà e dei diritti umani.

Nell'edizione di quest'anno, è stato riconosciuto l'artista cubano Otero Alcántara con il Premio Václav Havel per la Dissidenza Creativa, in riconoscimento del suo impegno a difesa della libertà di espressione a Cuba.

L'intervento di Del Risco si è concluso con un appello alla solidarietà internazionale: "Possiamo mostrare la nostra solidarietà a tutte le persone che sono in prigione per difendere gli stessi diritti che qui diamo per garantiti, chiedere la loro liberazione incondizionata e inviare tutto l'aiuto possibile".

La sua partecipazione al forum rafforza la visibilità della situazione a Cuba e la necessità di azioni concrete da parte della comunità internazionale per sostenere coloro che lottano per la libertà e i diritti umani nell'isola.

Boicottaggio a Meliá: La società civile cubana alza la voce contro la complicità imprenditoriale

La catena alberghiera spagnola Meliá Hotels International gestisce attualmente 32 hotel a Cuba, il che rappresenta una parte significativa della sua presenza nell'isola.

Questa collaborazione è stata oggetto di critiche da parte di attivisti e membri della società civile cubana, i quali sostengono che queste aziende straniere contribuiscono a mantenere economicamente il regime cubano, permettendogli di continuare con la repressione e la violazione dei diritti umani.

Meliá è stata oggetto di appelli al boicottaggio da parte di attivisti, esiliati e membri della società civile cubana, che denunciano la sua collaborazione con il regime cubano. Queste accuse si concentrano sulla presunta complicità dell'azienda nella repressione e nello sfruttamento lavorativo nell'isola.

In luglio 2023, il cantante cubano Yotuel Romero, noto per la sua partecipazione alla canzone "Patria y Vida", si è rivolto al leader del Partido Popular spagnolo, Alberto Núñez Feijóo, per ricordargli che gli interessi economici di grandi aziende spagnole, come Meliá, sono complici della dittatura e ostacolano la transizione verso la democrazia a Cuba.

In marzo 2022, l'oppositore cubano Guillermo "Coco" Fariñas e un gruppo di attivisti si sono manifestati davanti all'Hotel Meliá Orlando negli Stati Uniti, denunciando la complicità della catena con il regime de L'Avana.

I manifestanti hanno espresso che "ci sono molti altri luoghi dove fare affari e non è necessario fare affari con la dittatura". La protesta è stata organizzata dall'imprenditore e attivista cubano Manuel Milanés e ha coinvolto diverse organizzazioni della società civile cubana in esilio.

En aprile 2021, attivisti cubani residenti a Palma di Maiorca, Spagna, dove ha sede la catena alberghiera, hanno anche manifestato davanti al Meliá di quella città. Tra i partecipanti c'erano rappresentanti di 'Patria e Vida Mallorca' e 'Dame di Bianco Libertarie', che si sono uniti in sostegno alla manifestazione convocata a Orlando.

In maggio 2025, Meliá ha celebrato il suo 35º anniversario a Cuba, mettendo in evidenza la sua collaborazione con le autorità del regime.

Tuttavia, questa celebrazione è stata oscurata da critiche che evidenziano l'opacità della sua associazione con il regime cubano, l'uso di manodopera mal retribuita e sospetti di corruzione.

I dipendenti ricevono salari in pesos cubani, mentre Meliá paga allo Stato in dollari per i propri servizi, il che ha generato denunce di sfruttamento lavorativo e arricchimento indebito da parte delle autorità.

Inoltre, l'alleanza tra Meliá e il regime cubano è stata messa in discussione per la sua possibile implicazione in pratiche corruttive. La mancanza di informazioni chiare sui termini dei contratti e sulla distribuzione dei benefici ha alimentato sospetti sull'integrità di queste operazioni.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.