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Un gruppo di laureati del Instituto Superior de Arte (ISA) a Cuba ha espresso il proprio sostegno pubblico e fermo agli studenti universitari che guidano azioni di protesta e sciopero nell'isola, in opposizione all'aumento delle tariffe imposto dalla Empresa de Telecomunicaciones (ETECSA) e a difesa dei diritti del popolo.
In una lettera aperta condivisa mercoledì su Facebook, i laureati hanno espresso di sentirsi profondamente toccati dal impegno civico degli studenti, che hanno definito come una nuova generazione ribelle e consapevole, degna erede di coloro che in passato hanno alzato la voce “al servizio della giustizia sociale, della libertà di pensiero e della dignità cittadina”.
"Sappiamo che far sentire la propria voce nel contesto attuale non è facile. Richiede coraggio, convinzione e un profondo amore per Cuba, per i cubani e per la giustizia,” si legge nel testo, in cui si afferma che gli atti di resistenza che si stanno sviluppando all'interno delle università cubane dimostrano che questi centri non solo formano professionisti, ma anche una coscienza critica, responsabilità civica e un reale impegno verso il paese.
Los laureati, tra cui la realizzatrice e fotografa che ha pubblicato il post, non solo hanno espresso il loro supporto, ma anche il loro desiderio esplicito di impegnarsi attivamente: "Vogliamo essere parte. Vogliamo accompagnarvi. Dove e come possiamo essere più utili?", chiedono, in un appello diretto all'articolazione e alla solidarietà dentro e fuori Cuba.
La missiva si conclude con un'affermazione potente: “Sappiate che non siete sole né soli. Che dentro e fuori dal paese vi seguiamo. Battemo al ritmo dei vostri passi e sogniamo insieme a voi una Cuba più giusta, più libera, più dignitosa”.
Questo gesto di solidarietà artistica e generazionale si aggiunge a un'ondata di dichiarazioni dentro e fuori Cuba contro le nuove tariffe di internet imposte da ETECSA, che sono state ampiamente respinte da accademici, insegnanti, studenti, artisti e cittadini comuni come una misura escludente e profondamente ingiusta nel mezzo della crisi acuta che sta attraversando l'isola.
Altri pronunciamenti
Il collegio dei docenti del Dipartimento di Sociologia e Servizio Sociale della Università de La Habana (UH) ha anch'esso reso pubblica la sua insoddisfazione per le nuove tariffe imposte, in una dichiarazione che rappresenta una delle posizioni più ferme di un'istituzione accademica cubana contro le recenti decisioni statali.
Nel comunicato pubblicato su Facebook, i docenti hanno espresso che la misura è stata presa senza consultazione cittadina preventiva, ritenendola una mancanza di sensibilità istituzionale di fronte alla grave crisi economica che attraversa il paese.
Hanno avvertito che l'aumento dei prezzi non solo colpisce studenti e lavoratori, ma approfondisce anche la disuguaglianza tra le zone urbane e quelle rurali, dove l'accesso a internet era già limitato e disuguale.
Il collegio ha messo in guardia sulle conseguenze negative di queste misure per la vita accademica, la ricerca, l'insegnamento e la comunicazione con le comunità più vulnerabili.
Inoltre, hanno sottolineato che la nuova politica tariffaria non rappresenta la volontà né il benessere del popolo cubano, ma risponde a una logica estranea all'impegno sociale che dovrebbe guidare le istituzioni pubbliche.
La dichiarazione rafforza anche l'appello alla partecipazione cittadina e alla critica dagli spazi accademici, a difesa del diritto a una connettività giusta, accessibile e coerente con le realtà sociali del paese.
La crescente onda di rifiuto all'aumento tariffario di ETECSA ha raggiunto un nuovo livello di confronto all'interno del movimento studentesco stesso.
Questo 3 giugno, la Facoltà di Filosofia, Storia, Sociologia e Servizio Sociale (FEU-FHS) dell'Università de L'Avana ha emesso un comunicato senza precedenti nel quale ha richiesto le dimissioni immediate del presidente nazionale della Federazione Studentesca Universitaria (FEU), Ricardo Rodríguez González, ritenendo che non sia stato in grado di rappresentare gli interessi degli studenti nella attuale crisi.
Gli studenti hanno anche denunciato la mancanza di risposte chiare da parte dei dirigenti dell'azienda dopo un incontro con le autorità universitarie e hanno chiesto la revoca totale delle misure o, almeno, l'eliminazione del limite di 360 CUP per le ricariche mensili.
Nonostante la posizione di diverse facoltà, la UH ha emesso un comunicato ufficiale in cui ha assicurato che non consentirà interruzioni nei suoi processi didattici, in chiara allusione allo sciopero accademico indetto dagli studenti della Facoltà di Matematica e Informatica, e ha ribadito il suo sostegno incondizionato al Partito Comunista di Cuba (PCC).
“Nada e nessuno interromperà i nostri processi didattici con convocazioni totalmente distanti dallo spirito che ha animato gli scambi con le organizzazioni studentesche e giovanili. L'Università dell'Avana non viene meno alla sua essenza rivoluzionaria e alla sua missione di affiancare il Partito Comunista di Cuba e il Governo,” si legge nel comunicato.
Il conflitto ha superato i confini dell'accesso alla tecnologia ed è diventato una disputa aperta per la rappresentanza giovanile a Cuba.
In un paese dove la gioventù è stata storicamente strumentalizzata come pilastro di legittimità politica, il mettere in discussione la dirigenza della FEU rappresenta una sfida senza precedenti.
Per la prima volta in anni, studenti di una facoltà emblemática come le Scienze Umane chiedono pubblicamente le dimissioni del loro massimo rappresentante, che ora è anche un membro del Consiglio di Stato presieduto da Miguel Díaz-Canel.
Mientras altre facoltà continuano ad unirsi al rifiuto dell'aumento delle tariffe e crescono le voci critiche dentro e fuori dall'Università di La Havane, la direzione nazionale della FEU si trova ad affrontare una crisi di autorità e fiducia senza precedenti.
Il futuro di questo confronto è ancora incerto, ma qualcosa è chiaro: la nuova generazione di studenti è pronta a difendere i propri diritti e la propria voce, anche se ciò implica mettere in discussione coloro che, fino ad ora, hanno parlato a nome loro con parole dettate dal potere del regime totalitario.
Domande frequenti sulle proteste studentesche a Cuba contro l'aumento delle tariffe di ETECSA
Perché gli studenti universitari a Cuba stanno protestando contro ETECSA?
Gli studenti universitari a Cuba stanno protestando contro ETECSA a causa delle nuove tariffe imposte, che limitano l'accesso a internet e sono considerate esclusive e ingiuste. La misura è stata ampiamente respinta perché influisce sull'accesso all'informazione, all'educazione e alla comunicazione, diritti fondamentali per lo sviluppo accademico e professionale degli studenti nell'isola.
Quale impatto hanno le nuove tariffe di ETECSA sulla popolazione cubana?
Le nuove tariffe di ETECSA impattano negativamente sulla popolazione cubana rendendo difficile l'accesso a Internet, approfondendo la disuguaglianza tra le zone urbaniche e quelle rurali e limitando l'accesso all'informazione e alla comunicazione. Queste misure sono percepite come una forma di controllo sociale e repressione economica, colpendo in particolare studenti, professionisti e settori vulnerabili che dipendono dalla connettività per le loro attività quotidiane.
Come hanno risposto le università cubane alle proteste contro l'aumento delle tariffe di ETECSA?
Le università cubane hanno dimostrato un sostegno significativo alle proteste contro l'aumento delle tariffe di ETECSA. Diverse facoltà, tra cui quelle di Filosofia, Storia, Sociologia e Servizio Sociale, hanno emesso comunicati per rifiutare le tariffe e chiedere misure più giuste. Alcune università hanno persino indetto scioperi accademici in solidarietà con il movimento studentesco, sottolineando la necessità di un dialogo trasparente e di soluzioni inclusive.
Qual è stata la risposta del governo cubano e di ETECSA di fronte alle proteste studentesche?
Il governo cubano e ETECSA hanno cercato di giustificare l'aumento delle tariffe come necessario per sostenere l'infrastruttura tecnologica. Tuttavia, non hanno offerto soluzioni concrete alle richieste degli studenti. ETECSA ha promesso di lavorare su schemi di connettività più adeguati per gli studenti, ma senza fornire dettagli né scadenze specifiche, il che è stato visto come insufficiente dai manifestanti.
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