Cuba pubblica requisiti affinché le mipymes e le aziende private possano sfruttare petrolio e gas

Estrazione di petrolio a Cuba.Foto © Facebook/CUPET

Le micro, piccole e medie imprese (mipymes), le aziende private con più di 100 lavoratori e le cooperative non agropecuarie potranno fare richiesta di concessioni per esplorare e sfruttare giacimenti di petrolio e gas a Cuba, secondo quanto stabilito da una nuova normativa pubblicata questo lunedì nella Gaceta Oficial.

La disposizione è riportata nel , che regola il , approvato dal Consiglio di Stato lo scorso 3 settembre.

L'articolo 13 del Regolamento prevede espressamente che queste modalità imprenditoriali possano partecipare autonomamente a attività di esplorazione e sfruttamento petrolifero, sebbene condizioni la loro autorizzazione al rispetto di requisiti tecnici e legali.

A tal fine, dovranno avere il sostegno del Ministero dell'Energia e delle Miniere (MINEM), l'intervento dell'Ufficio Nazionale delle Risorse Minerali (ONRM) e l'approvazione statale corrispondente.

L'esercizio diretto di queste attività richiede l'approvazione del Consiglio dei Ministri, previa approvazione del Consiglio di Stato, pertanto la normativa non implica un'autorizzazione automatica per le aziende interessate.

Inoltre, i richiedenti dovranno dimostrare presso l'ONRM la loro capacità tecnica per svolgere le operazioni. Il Regolamento stesso chiarisce che ottenere tale accreditamento non garantisce l'assegnazione di una concessione petrolifera.

Le concessioni potranno avere una durata massima di 30 anni, prorogabili per ulteriori 10, e saranno assegnate tramite gare aperte o, in via eccezionale, ristrette.

Un'apertura annunciata in precedenza

La possibilità di coinvolgere aziende private nel settore petrolifero cubano non nasce con questa legislazione.

Il 18 giugno scorso, durante una sessione straordinaria dell'Assemblea Nazionale, il Primo Ministro Manuel Marrero Cruz ha annunciato un pacchetto di 176 misure economiche, tra cui la possibilità di consentire la partecipazione di capitali privati e stranieri nell'importazione e nella commercializzazione di combustibili, inclusa la rete al dettaglio.

Un mese dopo, il Governo ha compiuto un altro passo con il Decreto 160, pubblicato il 28 luglio, che ha modificato le restrizioni applicabili al settore non statale.

Secondo le informazioni, l'estrazione di petrolio greggio e gas naturale è stata classificata come un'attività autorizzabile o condizionata, suscettibile di svilupparsi attraverso concessioni amministrative e altre modalità previste dalla legge.

Quella disposizione prevedeva già che le mipymes private e le cooperative non agropecuarie potessero esercitare direttamente queste attività con l'approvazione dello stato, data l'importanza strategica delle risorse.

Successivamente, il 2 settembre, il Consiglio di Stato ha eliminato il limite di 100 lavoratori per le imprese private attraverso il Decreto-Legge 133, una modifica che ha permesso di riconoscere legalmente attività commerciali di dimensioni maggiori.

La aggiornamento del Decreto-Legge 88, pubblicato a settembre, ha formalmente incluso questa categoria imprenditoriale, ora parte delle entità che possono aspirare a concessioni petrolifere.

Il nuovo Regolamento sviluppa così una possibilità già contemplata in precedenza, specificando le procedure e i requisiti che dovranno rispettare le aziende interessate.

Lo Stato mantiene la proprietà dei giacimenti

Nonostante la partecipazione privata prevista dalla legislazione, le risorse petrolifere non cambiano proprietario.

Il Decreto-Legge 135 stabilisce che i giacimenti di petrolio e gas sono di «proprietà socialista di tutto il popolo», pertanto le concessioni conferiscono diritti di esplorazione e sfruttamento, ma non trasferiscono la loro titolarità.

La partecipazione di compagnie straniere nell'industria petrolifera cubana non è una novità nemmeno. Nel 2015, la australiana Melbana Energy, allora nota come MEO, ha firmato un contratto con CUPET per esplorare il Blocco 9, nel nord del paese.

L'aggiornamento normativo arriva in mezzo a una profonda crisi energetica, caratterizzata da blackouts prolungati, scarsità di carburante e una produzione nazionale insufficiente a soddisfare la domanda.

Sebbene il nuovo quadro normativo stabilisca condizioni per la partecipazione del settore privato, il suo impatto dipenderà dalle concessioni che effettivamente autorizzeranno le autorità e dalla capacità delle aziende di affrontare gli investimenti e le esigenze tecniche del settore.

Il Decreto 184 e il Decreto-Ley 135 sono stati pubblicati nella Gaceta Oficial No. 85 Ordinaria del 2026 e entreranno in vigore il prossimo 19 ottobre.

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