
Il Governo di Pedro Sánchez ha confermato ufficialmente di fronte al Congresso dei Deputati di Spagna che mantiene contratti con il Grupo PALCO, un'azienda statale cubana legata al conglomerato militare GAESA, per fornire personale di supporto al Consolato Generale di Spagna a L'Avana.
I contratti assegnati all'entità, relativi al funzionamento delle rappresentanze diplomatiche spagnole durante l'ondata di richieste di nazionalità ai sensi della Legge sui Nipoti, ammontano a oltre 1,6 milioni di euro, secondo i registri degli appalti pubblici.
In una risposta parlamentare datata 23 settembre 2026, l'esecutivo spagnolo ha riconosciuto la relazione contrattuale con PALCO e ne ha difeso la legalità, sostenendo che l'assunzione è avvenuta in conformità alla Legge 9/2017 sui Contratti nel Settore Pubblico.
La risposta è stata inviata a seguito di una domanda scritta presentata da deputati del Partito Popolare il 10 luglio, dopo che la stampa spagnola ha rivelato i contratti milionari assegnati all'azienda cubana e le condizioni economiche sotto le quali forniva lavoratori alle rappresentanze diplomatiche.
Il Governo di Sánchez ha giustificato l'operazione sottolineando che la legislazione cubana obbliga le ambasciate e i consolati stranieri a assumere personale locale tramite aziende statali, senza possibilità di stabilire rapporti di lavoro diretti con quei lavoratori.
«L'obbligo di contrattare attraverso un'impresa statale cubana per poter disporre di personale locale, siano essi cittadini cubani o stranieri residenti, è previsto dalla normativa cubana», ha spiegato l'esecutivo.
Secondo la risposta parlamentare, qualsiasi assunzione di personale locale effettuata dal Consolato Generale di Spagna a L'Avana deve avvenire tramite un'azienda statale, in questo caso PALCO. Il Governo ha precisato che meccanismo viene utilizzato dal 2017 e che non esiste un'altra modalità di assunzione consentita dalle autorità cubane.
Oltre 1,6 milioni di euro in contratti con PALCO
I documenti pubblicati nella dettagliano tre contratti aggiudicati a Grupo PALCO per un importo complessivo superiore a 1,6 milioni di euro.
Il principale, identificato con il fascicolo 2024SWs00114, è stato aggiudicato dalla Sottosegreteria degli Affari Esteri il 5 marzo 2025 per 1.131.295,68 euro, per la fornitura di personale d'ufficio e domestico al Consolato Generale di Spagna a L'Avana.
Nel procedimento si è presentato un unico offerente, la stessa impresa statale cubana, e il contratto è valido fino a dicembre 2028.
A questo accordo si aggiungono altri due: uno di 242.743 euro per la fornitura di personale all'Ambasciata di Spagna e l'altro di 228.000 euro per l'affitto di un immobile destinato al personale.
La contratazione ha permesso di assumere circa 87 assistenti ufficio al consolato spagnolo per gestire l'elevato volume di richieste di nazionalità generato dalla Legge della Memoria Democratica, conosciuta popolarmente come Legge dei Nipoti.
Fino a luglio 2026, Cuba aveva registrato più di 350.000 richieste di nazionalità spagnola, un numero che ha trasformato la sede consolare de L'Avana in uno dei principali centri di elaborazione di questa procedura.
La Spagna pagava di più per i lavoratori di quanto questi ricevevano
Uno degli aspetti più controversi dei contratti è la differenza tra le somme versate dalla Spagna a PALCO e gli stipendi che alla fine ricevevano i dipendenti cubani.
Il governo spagnolo pagava all'impresa statale tra 205 e 210 euro al mese per lavoratore, mentre i dipendenti ricevevano tra 133 e 135 euro.
La differenza, di circa 70-77 euro mensili per persona, rimaneva nelle mani di PALCO, che agiva come intermediaria obbligatoria tra le autorità spagnole e i lavoratori cubani.
Questo meccanismo di assunzione consente allo Stato cubano di controllare l'accesso all'occupazione nelle rappresentanze diplomatiche straniere e di ottenere entrate tramite l'intermediazione lavorativa.
La conferma ufficiale dei contratti con PALCO documenta una relazione contrattuale che era già stata rivelata dalla stampa spagnola a luglio. Sebbene il governo di Sánchez difenda la sua legalità e sostenga che la legislazione cubana lo obbliga a rivolgersi a un'impresa statale, il meccanismo implica che parte delle risorse destinate dalla Spagna per l'assunzione di lavoratori finisca nelle mani di un ente del regime cubano, invece di arrivare integralmente ai dipendenti che forniscono il servizio.
PALCO è subordinata al Consiglio dei Ministri di Cuba ed è stata collegata al tessuto imprenditoriale di GAESA, il conglomerato controllato dalle Forze Armate cubane che concentra importanti settori dell'economia dell'isola.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sanzionato GAESA il 1 maggio 2026 con un'ordinanza esecutiva in cui ha descritto il conglomerato come «il cuore del sistema comunista cleptocratico» cubano.
La connessione imprenditoriale di PALCO con questo sistema aggiunge un elemento di controversia ai contratti, trattandosi di risorse pubbliche spagnole destinate a un'entità dell'apparato economico statale cubano.
Il Governo nega che i lavoratori di PALCO decidano sulle nazionalità
Di fronte ai dubbi sollevati riguardo alla partecipazione dei lavoratori assunti tramite PALCO nella gestione dei procedimenti, il governo spagnolo ha assicurato che questi dipendenti svolgono esclusivamente mansioni amministrative, tecniche e ausiliarie sotto la supervisione di funzionari spagnoli.
«In nessun caso esercita funzioni riservate a funzionari pubblici spagnoli né partecipa all'adozione di decisioni riguardanti i registri civili, i passaporti o i visti», ha affermato il Governo nella sua risposta al Congresso.
L'esecutivo ha insistito sul fatto che tutte le decisioni relative all'esercizio di poteri pubblici rimangono riservate al personale funzionario spagnolo competente.
Ha anche assicurato che l'accesso dei lavoratori a documenti e sistemi informatici è limitato alle necessità del servizio ed è soggetto a meccanismi di autorizzazione, supervisione e tracciabilità, oltre che a obblighi di riservatezza e protezione dei dati.
Tuttavia, queste spiegazioni non hanno eliminato le critiche riguardo all'intervento di un'azienda statale cubana nel funzionamento degli uffici diplomatici spagnoli.
La Legge dei Nipoti, in mezzo a una controversia politica in Spagna
I contratti con PALCO si inseriscono in una polemica più ampia sull'applicazione della Legge sulla Memoria Democratica e le sue possibili conseguenze elettorali.
Il Partito Popolare e Vox hanno messo in discussione il procedimento di inclusione di nuovi cittadini spagnoli nel censimento all'estero e hanno accusato il Governo di Sánchez di utilizzare la Legge dei Nepoti per ampliare la propria base elettorale.
Settori dell'opposizione hanno cominciato a stimare che le nuove iscrizioni potrebbero avere ripercussioni su fino a 20 seggi, sebbene si tratti di una proiezione politica e non di un risultato elettorale verificato.
Il Tribunale Supremo ha sospeso cautelarmente l'8 settembre gli effetti elettorali di determinate iscrizioni collegate alla legge, nel contesto delle elezioni generali indette per il 29 novembre 2026.
Este 12 ottobre, il Tribunale Supremo di Spagna ha respinto il ricorso dell'Avvocatura dello Stato e ha mantenuto la sospensione cautelare del voto per determinati nazionalizzati tramite la Legge sui Nipoti nelle elezioni generali del 29 novembre. La decisione potrebbe influenzare 163.020 elettori, sebbene non comporti la perdita della nazionalità spagnola né consenta di determinare quanti degli interessati siano cubani.
Alla controversia si aggiungono le preoccupazioni riguardo alla verifica dei documenti rilasciati a Cuba, paese che non fa parte della Convenzione dell'Aia sull'Apostille.
Fino a luglio del 2026, il Ministero degli Affari Esteri spagnolo aveva elaborato quasi 1,3 milioni di domande di nazionalità e concesso la cittadinanza a più di 357.000 persone mediante questo procedimento.
Video correlati:
Archiviato in: