
La Sala Tercera del Tribunal Supremo di Spagna ha deciso questo martedì di sospendere cautelativamente le iscrizioni nel censimento elettorale di coloro che hanno ottenuto la nazionalità spagnola ai sensi della cosiddetta «legge dei nipoti», una decisione che riguarda direttamente migliaia di cubani che hanno richiesto la loro cittadinanza secondo tale norma.
La risoluzione è arrivata solo 24 ore dopo l'udienza pubblica tenutasi lunedì davanti all'alta corte, dove le organizzazioni ricorrenti —Iustitia Europa e il partito Vox— hanno avvertito che le prossime elezioni generali potrebbero essere compromesse in modo «irreversibile» se non si fossero fermate immediatamente le alte automatiche nel Censo Electoral de Residentes Ausentes (CERA).
Tanto l'Avvocatura dello Stato che la Procura si erano opposte alla misura, qualificando come «eventuali» e «astratti» i danni allegati dai ricorrenti, secondo quanto riportato dal media spagnolo ABC.
La sospensione ha carattere cautelare e non risolve il merito della controversia, che è il ricorso presentato contro la decisione della Junta Electoral Central (JEC) del 16 luglio 2026, alla quale i ricorrenti accusano di «abdicare alla sua funzione di vigilanza, rifugiandosi in una presunta mancanza di competenze».
L'argomento centrale di coloro che hanno promosso la paralisi è che, una volta espressi i voti, risulterebbe impossibile annullarne il valore, il che genererebbe un «danno irreversibile» nelle elezioni.
L'eurodeputato di Vox Jorge Buxadé ha sottolineato durante l'udienza l'entità del fenomeno: le previsioni di tra 10.000 e 16.000 nuove iscrizioni mensili nel CERA sono risultate ben al di sotto della realtà, con 29.000 nuove iscrizioni registrate in appena 60 giorni.
Al centro del dibattito c'è un'istruzione del Ministero della Giustizia che ha ampliato i presupposti della Legge 20/2022 sulla Memoria Democratica — la norma conosciuta popolarmente come «legge dei nipoti» — creando una «presunzione di esilio generalizzata» per coloro che sono usciti dalla Spagna tra il 18 luglio 1936 e il 31 dicembre 1955, senza necessità di attestare documentalmente tale condizione.
Quell'ampliamento ha fatto esplodere il numero di richieste a livello globale: secondo i dati di giugno 2026, sono state presentate 2,5 milioni di richieste in totale, delle quali solo 545.000 erano state approvate otto mesi dopo la scadenza, avvenuta il 22 ottobre 2025.
Per i cubani, la decisione giudiziaria ha conseguenze immediate.
Cuba è stato uno dei paesi con maggiore richiesta sotto questa legge: il Consolato Generale di Spagna a L'Avana ha ricevuto oltre 107.000 domande fino a settembre 2025, e si stima che circa 300.000 persone nell'isola abbiano avviato pratiche dall'entrata in vigore della norma nell'ottobre 2022.
Il dibattito politico in Spagna si era intensificato attorno alla questione se i nuovi elettori iscritti nel CERA — molti di loro residenti a Cuba, in Argentina e in altri paesi latinoamericani — potessero inclinare l'esito elettorale a favore del governo di Pedro Sánchez, un fatto che l'opposizione ha denunciato come una manipolazione del censimento a fini elettorali.
La sospensione cautelare decisa martedì congela le nuove iscrizioni mentre la Corte Suprema delibera sul merito del ricorso, in una decisione senza precedenti nel processo derivato dalla legge sulla Memoria Democratica.
Mentre il tribunale risolve la questione di fondo, coloro che avevano già ottenuto la nazionalità spagnola ma non erano ancora registrati nel CERA si trovano in una situazione di incertezza riguardo alla loro capacità di esercitare il voto nelle prossime elezioni.
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