Il comico cubano Javier Berridy, conosciuto sui social come «Javier Humor», ha di nuovo toccato il tasto dolente con un nuovo reel di appena 25 secondi che riassume, con una precisione invidiabile e molta ironia, ciò che 67 anni di discorso rivoluzionario non sono riusciti a rispondere: quali sono, esattamente, i traguardi della Rivoluzione Cubana?
Nel sketch, un'insegnante richiama all'ordine il suo alunno Yolexis (un altro dei personaggi abituali di Berridy) per aver consegnato in bianco il lavoro pratico sui successi della Rivoluzione. La risposta dello studente è tanto semplice quanto devastante: «Così mi chiedo anch'io, ecco perché l'ho lasciato in bianco».
La maestra, indignata, le assicura che la Rivoluzione «ha moltissimi successi» e lo studente le chiede di nominarne uno. Silenzio. Le chiede di nominarne almeno uno. Più silenzio. La soluzione pedagogica: espellere lo studente dall'aula. La conclusione, pronunciata con rassegnazione dalla stessa maestra, chiude il cerchio con una frase che potrebbe benissimo essere l'epitaffio dell'istruzione cubana: «Signore, quanto è complicato insegnare in questo paese!».
Il video ha rapidamente accumulato migliaia di visualizzazioni, e centinaia di mi piace e commenti su Facebook, dove i follower di Berridy non hanno tardato a riconoscere l'ironia: l'insegnante dello sketch non riesce a nominare un solo risultato, proprio come il regime da decenni promette prosperità senza riuscire a mostrarla nel piatto di cibo, nelle reti elettriche o nelle aule.
Y il contesto non potrebbe essere più propizio per la satira. Il corso scolastico 2026-2027 è iniziato a settembre con un deficit di tra 21.000 e 24.000 insegnanti a livello nazionale. La ministra ha riconosciuto un «inizio drammatico», anche se il Partito Comunista ha preferito qualificarlo come «un altro atto di eroismo». Eroismo, ovviamente, di chi impara senza luce, senza insegnante e senza uniforme.
La economia cubana, secondo le stime della CEPAL, dovrebbe registrare una contrazione del PIL di oltre il 10% entro la fine del 2026, la peggiore caduta del continente; mentre organismi indipendenti stimano che il 94% dei cubani vive al di sotto della soglia di povertà.
Questo nuovo reel si inserisce in una serie creativa che Berridy mantiene durante l'anno e che lo ha consolidato come uno dei comici cubani più attivi sui social media. Ad agosto ha pubblicato il «abecedario dei problemi di Cuba» in formato Pasapalabra —dove la lettera A corrispondeva, senza sorpresa, ad «apagón»—, e a settembre ha lanciato reels con liste di presenza scolastica i cui nomi satirizzano la crisi energetica ed economica, il primo dei quali ha superato le 70.000 visualizzazioni in meno di 24 ore.
Anche alla fine di settembre, Berridy è stato protagonista di un altro momento di visibilità involontaria quando il programma di propaganda ufficialista Con Filo ha utilizzato un suo clip fuori contesto e senza precisare che si trattava di satira. La risposta dell'umorista non si è fatta attendere: «Caro, mi hanno ripreso di nuovo in Con Filo. Il vomitevole programma comunista Con Filo ha mostrato il mio video in cui stavo scherzando sulle dichiarazioni fatte dalla congressista María Elvira Salazar al presidente Donald Trump».
Il reel di risposta ha accumulato quasi 10.000 like e 164 commenti, il che dimostra che il tentativo di screditarlo ha finito per amplificare esattamente ciò che si intendeva silenziare.
Il formato dell'aula scolastica, già utilizzato da Berridy nei reel di nomi satirici, diventa così un palcoscenico ricorrente: il luogo dove il regime ha promesso di educare le nuove generazioni ai valori della Rivoluzione e dove, sketch dopo sketch, risulta evidente che neppure l'insegnante riesce a nominare un solo risultato quando glielo chiedono.
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