
Esecutivi legati a Donald Trump Jr. ed Eric Trump hanno viaggiato a Cuba nei mesi recenti per esplorare opportunità di business e hanno tenuto incontri con Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro conosciuto come «Il Granchio», secondo un'inchiesta pubblicata giovedì da The Guardian.
I contatti sarebbero stati effettuati sotto l'egida di Dominari Holdings, una compagnia con sede nella Torre Trump a New York, e si sarebbero concentrati su possibili affari nel settore alberghiero cubano, secondo il reportage firmato da Lee Schlenker ed Ed Augustin.
Donald Trump Jr. ed Eric Trump sono entrati nel consiglio consultivo di Dominari nel febbraio 2025 e possiedono congiuntamente una partecipazione del 13,4% nella società, secondo documenti regolatori citati dal giornale.
L'interesse per gli hotel cubani si è manifestato dopo il ritiro di compagnie straniere come Meliá e Iberostar, che hanno completato il loro ritiro dall'isola a luglio, in un contesto di inasprimento delle sanzioni americane contro GAESA, il conglomerato imprenditoriale controllato dai militari cubani.
L'interlocutore di questi contatti non è nemmeno una figura insignificante all'interno della struttura di potere dell'Avana. «El Cangrejo» è ufficiale del MININT, capo della sicurezza personale di suo nonno e figlio di Déborah Castro Espín e del compianto generale Luis Alberto Rodríguez López-Calleja, che ha presieduto GAESA.
Rodríguez Castro ha guadagnato rilievo anche come interlocutore nei contatti tra Washington e L'Avana. A maggio, il direttore della CIA, John Ratcliffe, si è incontrato con lui nella capitale cubana, dopo che Axios ha riportato di conversazioni segrete tra il nipote di Castro e il segretario di Stato Marco Rubio.
La ricerca di The Guardian va oltre il settore alberghiero e descrive imprenditori, investitori e aziende di lobbying collegati a circoli politici di Washington e Florida che stanno esplorando opportunità relative ad asset cubani in mezzo alle sanzioni statunitensi e in vista di un eventuale cambiamento politico nell'isola.
Tra di loro ci sono gli imprenditori texani Ray Washburne e Albert Huddleston, i quali, secondo il quotidiano, hanno presentato offerte rivali per acquisire la partecipazione della canadese Sherritt International nella loro joint venture di nichel e cobalto con lo Stato cubano.
Anche l'australiana Antilles Gold appare, sanzionata a giugno per le sue operazioni a Cuba, che avrebbe ricevuto autorizzazione dall'amministrazione Trump per negoziare la trasferimento della sua partecipazione in una miniera di rame e oro al fondo Global Emerging Markets, con sede a New York.
Il movimento di capitale statunitense verso Cuba raggiunge anche il settore energetico. Le esportazioni di petrolio autorizzate dal Dipartimento del Tesoro destinate al settore privato cubano hanno superato i 160 milioni di dollari nel 2026, secondo i dati citati dal reportage.
The Guardian menziona inoltre Continental Strategy, una società di lobbying guidata da persone politicamente legate a Rubio, che è stata assunta a luglio da Vima World SL, un'azienda spagnola che il giornale collega a GAESA. Il contratto è stato rescisso lo stesso mese dopo che la società aveva ricevuto quasi 40.000 dollari.
Il contesto riflette la coincidenza tra l'inasprimento delle sanzioni statunitensi, il ritiro delle aziende straniere e l'interesse di imprenditori e investitori americani per affari e attività strategiche a Cuba.
Erik Cartelle, consulente citato da The Guardian che lavora per connettere figure dell'esilio con il Dipartimento di Stato, ha affermato che ci sono clienti interessati a fare affari in una Cuba politicamente diversa, sebbene abbia sottolineato che qualsiasi eventuale accordo deve tener conto della diaspora cubana.
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