
L'economista cubano Pedro Monreal ha pubblicato questo sabato un'analisi devastante sul pacchetto di 176 misure economiche approvato dall'Assemblea Nazionale nel giugno 2026, affermando che il suo presunto approccio liberalizzante «si è sbiadito in meno di due mesi», dopo il rapido ritorno a tetti e «prezzi di riferimento» in diverse province.
Sulla sua pagina Facebook «El Estado como tal», Monreal ha riassunto il bilancio con una frase senza concessioni: «176 misure e un solo risultato: dimostrare che non hanno imparato nulla».
Il detonante immediato è stata l'ondata di controlli provinciali reintrodotti nei primi giorni di agosto, appena settimane dopo che il governo nazionale aveva eliminato restrizioni simili. Villa Clara ha fissato il 7 agosto prezzi massimi mediante l'Accordo No. 127 del Consiglio Provinciale del Potere Popolare: le uova a 110 pesos l'unità, l'olio a 2,500 pesos al litro e il latte in polvere a 3,465 pesos al chilogrammo. Nello stesso giorno, San Luis, a Santiago di Cuba, ha stabilito «prezzi di riferimento» con l'olio a 2,200 pesos e le uova a 120 pesos, mentre Guantánamo e Holguín avevano fatto lo stesso pochi giorni prima.
La paradosso è che quei limiti sono nati già infranti: a Placetas, quasi in contemporanea con l'annuncio di Villa Clara, l'olio veniva venduto a 4.000 pesos il contenitore e l'uovo tra 150 e 160 pesos l'unità. Gli utenti di CiberCuba hanno reagito con scetticismo: «Quando lo vedrò ci crederò», ha scritto un'utente; un'altra ha aggiunto: «Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, vedremo se si realizza non solo a San Luis ma in tutto Santiago di Cuba».
Per Monreal, il regresso non è una sorpresa, ma la conseguenza logica di un errore di progettazione. «Il rapido ritorno ai limiti o 'prezzi di riferimento' conferma un fallimento nella sequenza e nella diagnosi dell'offerta», ha scritto, sostenendo che il regime ha liberalizzato i prezzi senza prima risolvere la rigidità strutturale dell'offerta: «Si è liberalizzato senza aver precedentemente ridotto la rigidità strutturale dell'offerta derivante dalla produzione nazionale depressa e dalla scarsità di materiali e valuta. Il risultato prevedibile è stato un picco inflazionistico con effetti devastanti sul benessere dei cittadini che ha costretto a tornare indietro, riproducendo lo stesso ciclo osservato dal 2021».
L'aumento ha numeri concreti: l'olio è passato da circa 1.500 pesos ad aprile a superare i 4.000 pesos in agosto, con picchi fino a 7.000 pesos al litro. Questo avviene con un salario minimo di 3.210 pesos mensili di fronte a un paniere di beni di base stimato intorno ai 96.000 pesos al mese, una differenza di circa 30 volte. L'inflazione ufficiale ha raggiunto il 18,27% su base annua a giugno del 2026, secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazioni.
L'economista traccia un parallelo con il fallimento della Tarea Ordenamiento del 2021, ma per sottolineare che la situazione attuale è addirittura più grave in termini di pianificazione: «Il precedente fallimento con i prezzi dell' 'ordinamento' aveva perlomeno un design esplicito e quantificato di correzione dei prezzi relativi. Ora non c'è nemmeno evidenza pubblica di un design pregresso quantificato dei prezzi relativi del pacchetto di 176 misure». Quella riforma ha generato un'inflazione dell'IPC del 77,3% nel 2021, ben al di sopra del 40% previsto dal regime.
Monreal chiarisce che il ripiegamento non significa che la liberalizzazione sia superflua, ma che il metodo adottato fosse errato: «Il cambiamento di rotta non invalida la necessità di abbandonare la liberalizzazione dei prezzi, ma evidenzia, ancora una volta, che farlo in modo brusco e senza un adeguato sostegno produttivo né una protezione sociale sufficiente genera più distorsioni che soluzioni».
La responsabilità, a suo avviso, ricade sulle cime del potere. «Quanto accaduto può essere interpretato come un indicatore di debolezze tecniche nella progettazione e nell'attuazione della politica economica, in particolare le difficoltà del Burò Politico del PCC, del Consiglio dei Ministri, del Consiglio di Stato e dell'Assemblea Nazionale nel interiorizzare adeguatamente lezioni evidenti», ha sottolineato. Un internauta lo ha riassunto senza giri di parole: «Il problema l'hanno creato loro liberando i prezzi e stabilendo la libera offerta e domanda».
Monreal ha concluso la sua analisi con un avvertimento sulle conseguenze istituzionali della svolta: «Non so se sia chiaro a queste istituzioni l'effetto negativo che questo può rappresentare per la credibilità del pacchetto completo delle 176 misure».
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