Pedro Monreal: «Le 176 misure sono un 'mostro', forse piuttosto un ibrido deforme»

L'economista Pedro Monreal ha qualificato le 176 misure economiche del regime cubano come un «ibrido deforme» che propone la privatizzazione senza riconoscere la proprietà privata come diritto. Ha osservato che il verbo «permettere» appare 29 volte nel testo, riflettendo una logica di concessione revocabile, non di garanzia giuridica. L'analisi arriva nel mezzo della peggiore crisi economica di Cuba da decenni, con una contrazione accumulata superiore al 26% dal 2020.



Anziani che attraversano la crisi a Cuba (immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

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L'economista cubano Pedro Monreal González ha definito venerdì il pacchetto di 176 misure economiche approvato dall'Assemblea Nazionale come «un “mostro” (forse più propriamente un ibrido deforme)», in un'analisi pubblicata sulla sua pagina «El Estado como tal».

Parafrasando il filosofo marxista Antonio Gramsci, ha descritto il pacchetto come qualcosa che emerge «in quel chiaroscuro» di una apparente transizione di modello economico che il regime proclama ufficialmente, e lo ha paragonato a «bagnarsi nel Giordano» senza abbandonare l'essenziale del passato.

Captura di FB/Lo Stato come tale

Per Monreal, l'elenco —che distingue da un vero pacchetto di riforma— «vende» una parziale privatizzazione del modello, ma la basa su una visione della proprietà privata come privilegio o concessione revocabile, «strumentale e subordinata al potere politico», non come un diritto.

Uno degli argomenti più concreti della sua analisi riguarda l'uso reiterato del verbo «permettere» nel documento: la parola appare 29 volte nel testo. «'Permettere' è una posizione permissiva del potere ('ti lascio avere')», ha scritto Monreal, sottolineando che questa logica è radicalmente distinta al riconoscimento giuridico di un diritto inalienabile.

«In nessuna parte delle 176 misure è possibile identificare un riconoscimento sostanziale del diritto alla proprietà privata», ha affermato l'economista. Affinché tale riconoscimento esistesse, ha argomentato, sarebbe necessario stabilire anche una limitazione giuridica del potere statale, in modo che l'espropriazione fosse eccezionale e soggetta a giusto processo.

Monreal ha anche sottolineato ciò che il documento omette: termini come protezione della proprietà privata, arbitrato commerciale, soluzione negoziata delle dispute, reclamo o indennizzo. Queste parole, ha avvertito, sono «fondamentali per il livello di attività privata che sembra desiderare il documento».

Durante la presentazione iniziale è stato annunciato che sarebbe stato necessario rivedere ed elaborare circa 180 norme giuridiche, ma Monreal ha ritenuto «poco probabile» che quel processo includa la visione del diritto di proprietà di cui ha bisogno l'espansione privata alla quale il pacchetto sembra aspirare.

Le 176 misure sono state approvate il 19 giugno dall'Assemblea Nazionale e presentate dal primo ministro Manuel Marrero Cruz come la più grande scommessa di riforma strutturale dal Periodo Speciale, raggruppate in 23 assi che includono banca privata, investimento estero e dollarizzazione parziale.

El stesso Marrero Cruz ha riconosciuto di fronte all'Assemblea che il pacchetto genererà «contraddizioni» che il regime dovrà risolvere nel corso del tempo, mentre Miguel Díaz-Canel ha chiarito: «Non stiamo rinunciando al socialismo». Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti è stato più diretto e ha qualificato le riforme come «segnali di fumo superficiali», affermando che si tratta di misure modeste e giunte con grande ritardo.

L'analisi di Monreal arriva nel peggior momento economico di Cuba da decenni: l'isola ha accumulato una contrazione superiore al 26% dal 2020, con blackout che durano tra le 20 e le 40 ore consecutive, un'inflazione reale vicina al 70% nei mercati informali e uno stipendio medio di appena 15 dollari mensili.

L'economista aveva già avvertito in precedenza su quello che definisce «antioperaio» del paquetazo, che trasforma i lavoratori delle aziende statali in «agneau da sacrificio». Questo avviso acquista maggior peso accanto a un'altra omissione rivelatrice: il documento non menziona in nessun momento GAESA, il conglomerato militare-finanziario che controlla settori chiave dell'economia cubana, come ha sottolineato l'economista Mauricio de Miranda.

Monreal integra il gruppo Cuba Transformación, che ha elaborato una proposta alternativa di economia sociale di mercato basata su uno Stato di diritto democratico e che ha chiarito che la sua proposta non è rivolta all'attuale governo cubano, il che di per sé rivela quanto la realtà dell'isola sia distante da qualsiasi genuina riforma strutturale.

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