Villa Clara fissa i prezzi massimi per i generi alimentari di prima necessità: le uova non potranno superare i 110 pesos e il litro d'olio i 2500 pesos

Compra a Cuba (immagine di riferimento)Foto © @yanelasinfiltro / TikTok

Il Governo Provinciale di Villa Clara ha annunciato questo venerdì l'impostazione dei prezzi massimi per gli alimenti di prima necessità tramite il Decreto n. 127 del Consiglio Provinciale del Potere Popolare, una misura che il portavoce ufficiale Cubadebate ha presentato come un gesto di protezione per il popolo, ma che arriva in un momento in cui i prezzi reali nella stessa provincia superano già i limiti appena stabiliti.

La nota ufficiale spiega che la decisione è emersa «come risultato dell'analisi condotta a partire dalle preoccupazioni manifestate dalla popolazione riguardo all'innalzamento indiscriminato dei prezzi al dettaglio di diversi prodotti [...] così come la revisione delle norme legali per la formazione e approvazione di prezzi adeguati alle nuove Trasformazioni Economiche e Sociali recentemente approvate». In altre parole: i prezzi sono aumentati talmente tanto che il governo provinciale ha deciso di intervenire. Questo intervento, con sorprendente originalità, è esattamente lo stesso che il governo nazionale ha appena riconosciuto non funzionare.

L'accordo stabilisce un tasso massimo di margine commerciale del 30% per i prezzi all'ingrosso e al dettaglio, con l'approvazione del Comitato Provinciale del Partito. I limiti specifici: le uova non potranno essere vendute a più di 95 pesos all'ingrosso e 110 pesos al dettaglio; il litro di olio, oltre 2,250 pesos all'ingrosso e 2,500 al dettaglio; il chilogrammo di latte in polvere, oltre 3,120 pesos all'ingrosso e 3,465 al dettaglio; la libra di zucchero raffinato, oltre 370 pesos all'ingrosso e 410 al dettaglio; e il chilogrammo di salsicce, oltre 1,255 pesos all'ingrosso e 1,500 al dettaglio.

Il problema —piccolo dettaglio— è che proprio questo venerdì, a Placetas, municipio della stessa Villa Clara, l'olio veniva venduto a 4.000 pesos il contenitore, ovvero 1.500 pesos al di sopra del tetto recentemente proclamato. E le uova si segnalavano tra 150 e 160 pesos l'unità a Santa Clara e Placetas, ben al di sopra del massimo provinciale di 110 pesos. L'accordo è nato già vecchio.

La ironia storica della misura è difficile da esagerare. Appena il 20 giugno, il Ministero delle Finanze e dei Prezzi ha approvato la Risoluzione 150/2026, che ha eliminato i limiti nazionali per oli commestibili, latte in polvere, salsicce, pasta e pollo a pezzi. Lo stesso Miguel Díaz-Canel ha riconosciuto pubblicamente che i limiti «non sono riusciti a contenere l'inflazione» e che hanno provocato «sparizione di prodotti» e «deviazioni verso l'illegalità». Meno di due mesi dopo, Villa Clara li risuscita su scala provinciale con la stessa solennità di sempre.

A metà luglio, il Consiglio dei Ministri ha anche ritirato il tetto al prezzo del riso, che era fissato a 155 pesos al chilo da marzo 2025. La tendenza nazionale era chiara: i controlli dei prezzi non funzionano, generano scarsità e spingono i prodotti nel mercato nero. Villa Clara, tuttavia, ha deciso di nuotare controcorrente.

Para capire l'ampiezza del disallineamento, basta un dato: il salario minimo a Cuba è di 3.210 pesos mensili dal 1 luglio 2026, dopo un aumento del 53%. Tuttavia, economisti e rapporti locali stimano che per coprire i bisogni di base siano necessari circa 96.000 pesos al mese, circa 30 volte quel salario. Con un prezzo massimo di 110 pesos per uovo, una famiglia che acquista solo 30 unità mensili spenderebbe 3.300 pesos, più dell'intero salario minimo solo per quel prodotto. E questo supponendo di trovarli al prezzo stabilito, cosa che venerdì non era il caso in nessun mercato della provincia.

Il governo provinciale ha avvertito che «saranno potenziate le azioni di contrasto nei confronti di coloro che non rispettano quanto stabilito» e ha elencato sanzioni che vanno da multe e sequestri fino alla chiusura di locali e alla revoca definitiva delle licenze, basate sul Decreto Legge 91 del 2024 e sul Decreto 30 del 2021.

Il Consiglio Provinciale ha concluso la sua nota riaffermando «il suo impegno a proteggere gli interessi della popolazione e a continuare a fronteggiare le illegalità e i prezzi abusivi e speculativi che colpiscono i consumatori». Una dichiarazione che suona particolarmente vuota quando il cartone da 30 uova veniva già segnalato a prezzi stratosferici in diverse zone di Cuba, e quando la recente storia del paese dimostra che i tetti di prezzo non controllano l'inflazione: semplicemente fanno sparire i prodotti dagli scaffali.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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