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L'economista Pedro Monreal è uscito martedì per chiarire la confusione generata dall'annuncio del progetto Cuba Transformazione, precisando nella sua copia di X tre punti chiave riguardo l'effettivo ambito dell'iniziativa.
Monreal ha indicato che la proposta sarà pubblicata a breve e ha sottolineato che non è rivolta specificamente all'attuale governo cubano e, soprattutto, che «il suo quadro generale è un modello di economia sociale di mercato e di uno Stato di diritto democratico».
La chiarificazione è diventata necessaria perché l'annuncio di lunedì ha generato confusione. Omar Everleny Pérez Villanueva, uno dei membri di Cuba Transformación, fa anche parte del gruppo consultivo convocato da Díaz-Canel il 17 giugno per cercare risposte alla crisi economica, una coincidenza che ha portato alcuni ad associare entrambi i progetti.
Tuttavia, la differenza tra l'uno e l'altro è sostanziale. Mentre il gruppo consultivo del governo opera all'interno del quadro socialista del regime, Cuba Transformación propone un cambiamento strutturale che implica un avanzamento verso un sistema politico ed economico radicalmente diverso da quello attuale.
Il progetto riunisce cinque economisti cubani —Mauricio De Miranda Parrondo, Pedro Monreal González, Ricardo Torres Pérez, Pavel Vidal Alejandro e Pérez Villanueva— che lavorano dal marzo del 2026 con il supporto del Cuba Study Group e dell'Osservatorio sull'Economia Cubana.
Nel testo pubblicato lunedì su Substack, Monreal è stato esplicito: «Anche se abbiamo conosciuto —come tutti— le misure economiche annunciate di recente dal governo cubano, la proposta che stiamo elaborando non costituisce una valutazione specifica di tali decisioni né deriva direttamente da esse».
Il gruppo concepisce la trasformazione in tre fasi: stabilizzazione e misure di emergenza; recupero produttivo e istituzionale; e costruzione di una strategia di sviluppo a medio e lungo termine.
In questa fase iniziale, il lavoro si concentra sulla prima fase, data l'urgenza di correggere gli squilibri macroeconomici e affrontare i problemi più urgenti della popolazione.
Il contesto in cui nasce l'iniziativa è quello della peggiore crisi economica di Cuba da decenni. Il PIL ha registrato una contrazione superiore al 23% dal 2019, con proiezioni di ulteriori cali compresi tra il 7,2% e il 15% per il 2026, mentre il paese affronta prolungati blackout, carenze estreme e un massiccio esodo migratorio.
Il regime ha risposto a questa crisi con l'approvazione di 176 misure nell'Assemblea Nazionale, che comprendono l'autorizzazione della banca privata, la trasformazione delle imprese statali e l'apertura agli investimenti esteri. Monreal aveva definito queste riforme «pragmatismo tardivo» e «stratagemma obsoleto», avvertendo che «i conti non tornano».
Fu proprio la convocazione di Díaz-Canel a economisti critici —inedita nella storia recente della dittatura e articolata direttamente dal suo ufficio, senza coinvolgere il primo ministro né il ministro dell'Economia— a seminare confusione sulla natura indipendente di Cuba Transformación.
Monreal ha sottolineato che l'obiettivo del gruppo è fornire «argomenti tecnici che facilitino spazi di dialogo, comprensione e negoziazione sul futuro economico di Cuba», senza pretedere di offrire «una risposta chiusa e definitiva». La proposta completa sarà pubblicata a breve.
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