Quando il Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM) ha divulgato le immagini della riunione tra il suo capo, il generale Francis L. Donovan, e il generale di corpo d'esercito Roberto Legrá Sotolongo, primo vice ministro e capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) di Cuba, la notizia è stata presentata ufficialmente come un incontro incentrato su questioni di sicurezza attorno al perimetro della Base Navale di Guantánamo.
La successiva conferma del MINFAR ha insistito sulla stessa idea. Entrambe le parti hanno affrontato questioni relative alla sicurezza dell'enclave e hanno concordato di mantenere la comunicazione tra i rispettivi comandi militari.
Sin embargo, per capire perché l'incontro abbia generato tanto interesse è necessario osservare chi è realmente Francis Donovan e cosa rappresenta attualmente nella politica di sicurezza degli Stati Uniti per l'America Latina.
Donovan non è un diplomatico né un funzionario civile. Non è nemmeno un comandante convenzionale la cui carriera si sia principalmente svolta in strutture amministrative.
Buona parte della sua carriera professionale è stata legata al mondo delle operazioni speciali statunitensi.
Prima di assumere il comando di SOUTHCOM a febbraio 2026, è stato vicecomandante del United States Special Operations Command (SOCOM), la struttura responsabile della coordinazione delle principali forze di operazioni speciali degli Stati Uniti.
A lo largo della sua carriera ha ricoperto incarichi di responsabilità in unità di riconoscimento, combattimento espedizionario e operazioni speciali, oltre a svolgere funzioni all'interno del Joint Special Operations Command (JSOC), una delle organizzazioni più sensibili dell'apparato militare statunitense.
Il suo profilo professionale è strettamente legato a missioni ad alta complessità, operazioni congiunte e scenari in cui la combinazione di intelligenza, mobilità e capacità di risposta rapida gioca un ruolo determinante.
Precisamente quel trascorso aiuta a spiegare perché il presidente Donald Trump lo ha scelto per dirigere il Comando Sud in un momento di crescente importanza dell'America Latina nell'agenda strategica di Washington.
Per anni, SOUTHCOM è stato considerato da alcuni analisti come uno dei comandi regionali meno prioritari per gli Stati Uniti, oscurato dai conflitti in Medio Oriente, Europa dell'Est o nell'Indo-Pacifica.
Quella situazione ha cominciato a cambiare negli ultimi anni e si è accelerata in modo notevole durante l'attuale amministrazione.
La nuova strategia statunitense ha nuovamente collocato l'emisfero occidentale tra le priorità di sicurezza nazionale. La protezione dei confini, la lotta contro le organizzazioni criminali transnazionali, la competizione con potenze rivali e la stabilità regionale hanno acquisito un'importanza crescente all'interno dei documenti strategici di Washington.
Questa nuova priorità è stata riflessa in una fotografia diffusa il 5 maggio scorso dallo stesso Comando Sud. In essa compaiono il segretario di Stato Marco Rubio e Donovan mentre posano di fronte a una grande mappa di Cuba durante la Conferenza dei Capi Missione tenutasi a Doral, Florida.
Il messaggio che accompagnava l'immagine sottolineava che l'incontro si concentrava sugli obiettivi della Strategia di Sicurezza Nazionale per l'emisfero occidentale, la lotta contro il narcoterrorismo e la necessità di impedire che attori avversari consolidassero posizioni nella regione. Il motto utilizzato da SOUTHCOM era altrettanto rivelatore: "Peace Through Strength" ("Pace attraverso la forza").
La fotografia ha suscitato ampia risonanza perché molti osservatori l'hanno interpretata come una rappresentazione visiva della crescente attenzione che Washington riserva a Cuba all'interno della sua nuova strategia emisferica.
Più delle interpretazioni politiche, l'immagine ha contribuito ad associare pubblicamente Donovan con un'agenda regionale che oggi occupa un posto centrale nella politica estera e di sicurezza degli Stati Uniti.
In questo contesto, il Comando Sud ha acquisito un ruolo di rilievo sia politico che operativo.
Il passaggio di consegne alla guida del SOUTHCOM è avvenuto in un momento particolarmente delicato per la regione.
Meses prima dell'arrivo di Donovan, gli Stati Uniti avevano significativamente aumentato la loro attività militare nei Caraibi e nel nord del Sud America attraverso schieramenti navali, operazioni di sorveglianza e azioni volte a rafforzare la sicurezza regionale.
Posteriormente, la cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi ha profondamente alterato l'equilibrio geopolitico dell'America Latina e ha nuovamente posto il SOUTHCOM al centro dell'attenzione internazionale.
Sebbene Donovan assunse formalmente il comando del Comando Sud dopo quell'operazione, proveniva dalla SOCOM, la struttura che coordina le forze speciali statunitensi, e passò a svolgere un ruolo rilevante nella gestione del nuovo scenario regionale.
Desde allora ha effettuato visite ufficiali in vari paesi latinoamericani, ha tenuto incontri con governi alleati e ha difeso pubblicamente la necessità di rafforzare la presenza americana nell'emisfero. La sua recente visita a Caracas e le manovre effettuate dal Comando Sud in Venezuela hanno inviato un messaggio chiaro a L'Avana, secondo diversi analisti.
Tutto ciò ha contribuito a farlo diventare una delle figure militari più influenti dell'America Latina.
Per questo motivo, la riunione tenutasi a Guantánamo non è stata percepita da molti osservatori come un semplice contatto di routine tra due comandi militari.
L'importanza dell'incontro risiede nel fatto che ha riunito il principale comandante militare delle FAR con uno degli ufficiali che meglio rappresenta la nuova fase strategica promossa da Washington nella regione.
Questo contesto aiuta a comprendere perché la fotografia ha avuto tanta risposta sui social media e nei mezzi di comunicazione.
Non si trattava solo di due generali che conversavano sulla sicurezza delle frontiere. Si trattava del massimo responsabile militare cubano presente all'incontro e di uno degli uomini incaricati di attuare sul campo la strategia emisarica degli Stati Uniti.
Perciò la riunione di Guantánamo non può essere analizzata unicamente come uno scambio tecnico riguardante la sicurezza perimetrale.
Il generale che si sedette di fronte a Legrá Sotolongo non era semplicemente il capo amministrativo del Comando Sud. Era l'ufficiale che oggi simboleggia una parte importante del nuovo approccio strategico di Washington verso l'emisfero e una figura associata ad alcuni degli eventi regionali che hanno suscitato maggiore preoccupazione a L'Avana negli ultimi mesi.
Precisamente per questo, al di là del contenuto tecnico dell'incontro, l'immagine è stata interpretata da molti come un riflesso dei profondi cambiamenti geopolitici che stanno attraversando attualmente la regione.
Y anche per questo la riunione di Guantánamo è finita per diventare una notizia molto più rilevante di quanto suggerisse inizialmente il lacunoso comunicato ufficiale che la descriveva.
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