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Marco Rubio, nella sua doppia veste di Segretario di Stato e Consigliere per la Sicurezza Nazionale, ha pronunciato martedì il discorso di apertura della Conferenza dei Capi di Missione 2026, organizzata dal Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM) nella sua sede di Doral, Florida, con l'obiettivo di coordinare la strategia emiferica contro il narcoterrorismo e l'influenza di potenze avversarie.
L'evento, programmato dal 5 al 7 maggio, riunisce alti funzionari del governo statunitense, capi di missione diplomatica delle ambasciate degli Stati Uniti in tutta la regione e leader del Dipartimento della Difesa, sotto lo slogan «Pace attraverso la Forza», storicamente associato a Ronald Reagan e adottato dall'amministrazione Trump.
Il SOUTHCOM ha descritto lo scopo della conferenza come «avanzare gli obiettivi della Strategia di Sicurezza Nazionale nell'emisfero, compresi gli sforzi collaborativi per combattere il narcoterrorismo e impedire che gli avversari guadagnino presenza nella regione».
Alla Conferenza dei Capi di Missione 2026 ha partecipato anche Mike Hammer, capo di missione degli Stati Uniti a Cuba, che rappresenta gli interessi diplomatici di Washington nell'isola e segue da vicino la situazione politica e bilaterale.
Rubio arriva a questa conferenza con un profilo di potere inusuale nella politica estera americana.
Da aprile ricopre le cariche di Segretario di Stato e Consigliere per la Sicurezza Nazionale, una concentrazione che, secondo la rivista TIME, era stata detenuta in precedenza solo da Henry Kissinger.
Questa accumulazione di potere gli ha permesso di diventare il principale architetto della politica emisperica di Trump.
L'arresto di Nicolás Maduro a gennaio, trasferito a una corte federale di New York con accuse di narcoterrorismo, è stato considerato la sua maggiore vittoria strategica fino ad oggi.
Tras quell'operazione, Rubio ha articolato un piano in tre fasi per la transizione venezuelana: stabilizzazione con la vendita di fino a 50 milioni di barili di petrolio, recupero economico con aziende occidentali e, infine, elezioni libere.
In parallelo, il SOUTHCOM ha intensificato le sue operazioni regionali. L'Operazione Southern Spear e l'Operazione Absolute Resolve hanno ottenuto una riduzione del 30% nei movimenti dei cartelli, secondo i dati forniti dal comando stesso.
La Americas Counter Cartel Coalition, formata all'inizio di maggio, raggruppa già 18 nazioni dopo l'incorporazione del Cile, ed l'Ecuador ha effettuato questo mese i primi attacchi terrestri congiunti in America Latina contro l'infrastruttura dei cartelli.
Riguardo a Cuba, Rubio ha mantenuto una postura altrettanto ferma.
In dichiarazioni recenti ha affermato di aspettarsi che «Cuba cada presto» e che il sistema di governo dell'isola «deve cambiare», in linea con la dottrina che equipara il regime cubano a un'organizzazione di narcoterrorismo.
La conferenza di Doral rappresenta la consolidazione istituzionale di quella strategia: capi di missione diplomatica di tutta la regione si siedono accanto a leader militari del SOUTHCOM per coordinare una risposta unificata sotto la direzione diretta di Rubio, che è stato incluso quest'anno nella lista TIME100 delle persone più influenti del mondo.
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