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Fátima Rodríguez, socia responsabile di Penale, Compliance e Commercio Internazionale e Sanzioni presso lo studio legale madrileno Lupicinio International Law Firm, ha avvertito in un'intervista pubblicata su Artículo 14 che «molte aziende stanno seriamente valutando di ritirarsi o di lasciare Cuba».
La dichiarazione riflette il clima di incertezza in cui si trovano le aziende straniere con operazioni sull'isola, in particolare quelle spagnole, di fronte all'inasprimento progressivo delle sanzioni statunitensi e alla riattivazione del Titolo III della Legge Helms-Burton, in vigore dal 31 gennaio 2025.
Questo meccanismo legale, sospeso per anni da amministrazioni precedenti, consente ai cittadini statunitensi di citare in giudizio in tribunali federali aziende che operano in proprietà confiscate dal regime cubano dal 1959, con possibili risarcimenti, sequestri di beni negli Stati Uniti e elevati costi reputazionali e legali.
Le aziende spagnole più esposte sono i grandi gruppi alberghieri Meliá Hotels International e Iberostar, insieme a istituzioni finanziarie con legami ad attivi cubani.
Gli effetti sono già visibili sul campo. Meliá avrebbe chiuso il 50% della sua capacità operativa a Cuba durante il primo trimestre del 2026, con più di 5.000 camere fuori servizio e un tasso di occupazione medio del 34,1%.
Questo mese, American Airlines e Iberostar hanno raggiunto accordi riservati per chiudere le cause legali presentate ai sensi del Titolo III, confermando che la via giudiziaria rimane pienamente attiva.
Alla pressione giudiziaria si aggiunge quella normativa. L'Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) avrebbe fissato il 5 giugno 2026 come data limite per chiudere le operazioni con GAESA, il conglomerato militare-imprenditoriale che controlla gran parte dell'economia cubana, sotto minaccia di sanzioni secondarie.
Una ordinanza esecutiva dell'amministrazione Trump firmata questo mese ha inoltre ampliato le sanzioni contro Cuba, aumentando il rischio per attori stranieri, in particolare europei e spagnoli.
Rodríguez, esperto in sanzioni internazionali e conformità normativa, ha pubblicato insieme al suo studio analisi specifiche su come le aziende affrontano questo nuovo contesto, incluso il documento «EE. UU. riapre il fascicolo cubano: sanzioni, extraterritorialità e rischio per gli operatori internazionali».
La Spagna è il principale investitore europeo a Cuba, con aziende del settore turistico che gestivano circa 30.000 camere sull'isola, secondo i dati dell'Istituto Spagnolo di Commercio Estero.
La combinazione della crisi strutturale del regime —blackout, scarsità, collasso del turismo— con il rischio legale derivante dalla Helms-Burton e dalle sanzioni dell'OFAC configura, secondo l'avvocato, uno scenario senza precedenti per le compagnie presenti nell'isola.
Con la scadenza della OFAC tra poco più di una settimana, la pressione sulle aziende straniere che ancora operano a Cuba non farà altro che intensificarsi nei prossimi giorni.
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