"Finalmente si sta facendo giustizia": Carolina Barrero sui capi d'accusa contro Raúl Castro

L'attivista cubana Carolina Barrero ha celebrato l'accusa federale contro Raúl Castro per l'abbattimento degli aerei di Hermanos al Rescate nel 1996: «Finalmente si sta facendo giustizia».



Carolina BarreroFoto © Facebook

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L'attivista e storica dell'arte cubana Carolina Barrero ha reagito con entusiasmo all'accusa federale presentata mercoledì dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Raúl Castro, definendo la data come «il 20 maggio più felice che abbiamo avuto dopo il disastro del 59».

Il Dipartimento di Giustizia ha presentato accuse penali contro Raúl Castro per la sua presunta responsabilità nell'abbattimento di due aerei civili dell'organizzazione Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, in cui morirono quattro cubanoamericani: Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales.

I reati contro l'ex presidente cubano, di 94 anni, includono cospirazione per assassinare cittadini statunitensi, distruzione di aeromobili civili e quattro accuse di omicidio.

Junto a Castro furono accusati cinque militari cubani: Lorenzo Alberto Pérez-Pérez, Emilio José Palacio Blanco, José Fidel Gual Barzaga, Raúl Simanca Cárdenas e Luis Raúl González-Pardo Rodríguez.

In dichiarazioni a Noticias Telemundo, Barrero ha sottolineato il valore simbolico dell'accusa: «C'è un messaggio chiaro che dice che non ci sarà più impunità per i tiranni, non ci sarà più impunità per la famiglia Castro».

L'attivista ha sottolineato che l'accusa si concentra specificamente sul abbattimento degli aerei: «Mi piace molto che questo caso riguardi specificatamente l'omicidio, l'abbattimento degli aerei, perché i Castro sono sempre stati degli assassini».

Barrero ha anche collocato il caso in un contesto storico più ampio, ricordando le esecuzioni dei primi anni della rivoluzione: «Negli anni '60 dobbiamo ancora contare il numero di morti che si devono a Fidel Castro. Stiamo parlando di decine di migliaia di persone che sono state fucilate senza processo a La Cabaña, all'Isola dei Pini, in tutte le carceri sparse per l'isola».

Per l'attivista, le accuse trascendono il caso concreto: «Anche se sono queste quelle per cui il pubblico ministero ha le prove, rappresentano realmente tutti i morti che la famiglia Castro ha sulle spalle. Sono tutti racchiusi in questa accusa».

La accusa arriva 30 anni dopo l'abbattimento e ha una portata principalmente simbolica, dato che non esiste un trattato di estradizione tra Cuba e Stati Uniti e Castro non si trova nel territorio statunitense.

Il presidente Donald Trump ha celebrato l'accusa come «un grande giorno» per la comunità cubanoamericana, mentre la congressista María Elvira Salazar ha dichiarato: «Oggi inizia la fine della famiglia Castro».

In contrasto, Díaz-Canel è intervenuto in difesa di Raúl Castro e ha definito l'azione come «azione politica senza fondamento giuridico», mentre Cuba ha definito «inganno» il caso Hermanos al Rescate.

Il 20 maggio ha un grande valore simbolico per l'esilio cubano: è la data in cui Cuba proclamò la sua repubblica nel 1902, considerata da molti come il vero Giorno dell'Indipendenza, in contrapposizione al 1° gennaio 1959 celebrato dal regime.

Barrero ha chiuso il suo messaggio con un avvertimento rivolto alla storia: «Non importa se ho 94 anni, come se ne avessi 100. La giustizia deve arrivare perché il messaggio chiaro che si manda alla storia è che non ci sarà impunità per crimini di questa natura, e noi cubani dobbiamo chiudere questo ciclo».

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