Morales Ojeda si vanta della «trasparenza» del regime cubano dopo l'incontro con il direttore della CIA

Morales Ojeda ha vantato la «trasparenza» del regime dopo l'incontro segreto tra il direttore della CIA e il MININT cubano all'Avana.



Roberto Morales Ojeda.Foto © Facebook/Partido Comunista Cuba

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Roberto Morales Ojeda, uno degli uomini più potenti del Partito Comunista di Cuba (PCC), ha vantato sui social la «trasparenza» del governo rivoluzionario dopo l'incontro tenutosi a L'Avana tra il direttore della CIA, John Ratcliffe, e rappresentanti del Ministero dell'Interno (MININT) cubano.

«Con la trasparenza che caratterizza il governo rivoluzionario, si informa oggi sullo scambio con una delegazione del governo degli Stati Uniti, un’occasione in cui sono emersi chiaramente gli argomenti solidi che ci supportano e la serietà di Cuba nel discutere temi vitali per entrambi i paesi», ha scritto Morales Ojeda sul suo profilo @DrRobertoMOjeda, chiudendo il messaggio con l’etichetta #CubaEstáFirme.

La ironia del messaggio non è passata inosservata: il regime ha definito "trasparente" un incontro che è stato segreto fino a quando lo stesso governo cubano non lo ha confermato tramite un comunicato ufficiale pubblicato sul sito del PCC.

Según quel comunicato, è stato il governo statunitense a richiedere l'incontro e «la Direzione della Rivoluzione» a approvarlo. La riunione, una delle più alte tra Washington e L'Avana negli ultimi decenni, si è concentrata sulla lista degli Stati Sponsorizzatori del Terrorismo, nella quale l'amministrazione Trump ha reinserito Cuba il 20 gennaio 2025, poche ore dopo aver assunto il suo secondo mandato.

Il comunicato del PCC ha affermato che gli scambi «hanno permesso di dimostrare in modo categorico che Cuba non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, né ci sono ragioni legittime per includerla nell'elenco dei paesi che, supuestamente, sponsorizzano il terrorismo».

Il regime ha anche negato esplicitamente la esistenza di «basi militari o di intelligence straniere» sul proprio territorio, un'affermazione che contrasta direttamente con i dati disponibili. Il Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS) ha identificato almeno 12 installazioni cinesi di intelligence di segnali a Cuba, con quattro siti principali a Bejucal, El Wajay, Calabazar e El Salao.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato di fronte al Congresso che le navi da guerra russe, incluso il sottomarino Kazán, hanno utilizzato ripetutamente i porti cubani.

Il tweet di Morales Ojeda rappresenta inoltre un notevole giro retorico nel suo stesso discorso. Il Segretario dell'Organizzazione del Comitato Centrale del PCC aveva qualificato a gennaio l'intervento armato come «rischio imminente» e dichiarato che «arrendersi non è un'opzione»; il 7 maggio ha invocato Raúl Castro per insistere sul fatto che «l'unità del popolo è la nostra principale arma» di fronte alla minaccia statunitense.

La visita di Ratcliffe si è svolta nel contesto di una settimana di intensa attività diplomatica. Il 12 maggio, Trump ha pubblicato su Truth Social: «Cuba chiede aiuto, e noi parleremo!». Il 13 maggio, Díaz-Canel ha dichiarato di essere «sempre pronti al dialogo». E nello stesso giovedì, il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla ha ribaltato la sua posizione sulla proposta di 100 milioni di dollari in aiuti umanitari avanzata da Washington, sottolineando che Cuba è «disposta ad ascoltare le caratteristiche dell'offerta», appena cinque giorni dopo averla definita «favola» e «menzogna».

Il antecedente immediato della visita è stata la riunione segreta del 10 aprile, quando una delegazione del Dipartimento di Stato ha effettuato il primo atterraggio di un aereo ufficiale statunitense a Cuba dal 2016, trattando temi come la liberazione dei prigionieri politici, l'apertura di internet tramite Starlink e la presenza di gruppi stranieri sull'isola.

Il segretario di Stato Marco Rubio aveva avvertito il 28 aprile che «non permetteremo che alcun apparato militare, di intelligence o di sicurezza straniero operi con impunità a sole 90 miglia dalle coste degli Stati Uniti», in riferimento diretto alle installazioni cinesi e russe a Cuba.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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