Il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha visitato giovedì L'Avana alla testa di una delegazione presidenziale statunitense, in uno dei contatti di più alto livello tra Washington e il regime cubano da decenni, come confermato dallo stesso governo dell'isola con un comunicato ufficiale pubblicato sul sito del Partito Comunista di Cuba.
CiberCuba ha avuto accesso all'informazione prima che il regime la confermasse pubblicamente, attraverso due fonti non citabili. La notizia è stata anticipata riportando il atterraggio di un aereo della Forza Aerea statunitense all'Aeroporto Internazionale José Martí, identificato come volo SAM554, un Boeing C-40B Clipper con targa 01-0040, proveniente dalla Joint Base Andrews di Washington.
Il prefisso SAM corrisponde a «Special Air Mission», designazione riservata per voli di alto livello del governo statunitense.
Secondo il comunicato ufficiale, «a seguito della richiesta presentata dal governo degli Stati Uniti affinché si ricevesse a L'Avana una delegazione presieduta dal direttore della CIA, John Ratcliffe, la Direzione della Rivoluzione ha approvato la realizzazione di questa visita e l'incontro con il suo omologo del Ministero dell'Interno».
Il testo del regime descrive l'incontro come celebrato «in un contesto caratterizzato dalla complessità delle relazioni bilaterali, al fine di contribuire al dialogo politico tra entrambe le nazioni».
Il tema centrale della riunione è stata la lista degli Stati Sponsor del Terrorismo (SSOT), nella quale l'amministrazione Trump ha reinserito Cuba nel febbraio del 2025. Il comunicato cubano afferma che gli scambi «hanno permesso di dimostrare categoricamente che Cuba non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, né esistono ragioni legittime per includerla nella lista dei paesi che, presumibilmente, sponsorizzano il terrorismo».
Il regime ha anche ribadito che l'isola «non ospita, non supporta, non finanzia né consente organizzazioni terroristiche o estremiste» e che non esistono basi militari o di intelligence straniere nel suo territorio.
Entrambe le parti hanno inoltre espresso "interesse a sviluppare la cooperazione bilaterale tra gli organi di applicazione e di enforcement della legge, in funzione della sicurezza di entrambe le nazioni, regionale e internazionale".
La visita di Ratcliffe si inserisce all'interno di una settimana di intensa attività diplomatica. Il 12 maggio, Donald Trump ha pubblicato su Truth Social: «Cuba chiede aiuto, e noi parleremo!». Il giorno successivo, Miguel Díaz-Canel ha dichiarato di essere «sempre pronti al dialogo».
Questo giovedì, il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla ha attenuato la posizione cubana riguardo all'offerta di 100 milioni di dollari in aiuti umanitari proposta dagli Stati Uniti, segnalando che Cuba è «disposta a ascoltare le caratteristiche dell'offerta», un notevole cambiamento rispetto alla sua posizione del 9 maggio, quando ha definito la proposta una «favola» e una «bugia da 100 milioni di dollari».
Il fatto immediatamente precedente alla visita di oggi è stata la riunione segreta del 10 aprile, quando una delegazione del Dipartimento di Stato sotto la supervisione di Marco Rubio ha effettuato il primo atterraggio di un aereo ufficiale statunitense a Cuba dal 2016, incontrando i vice ministri cubani per discutere temi come la liberazione di prigionieri politici, l'apertura di internet tramite Starlink e la presenza di gruppi stranieri nell'isola.
In parallelo al dialogo, l'amministrazione Trump ha mantenuto una politica di massima pressione: oltre 240 sanzioni imposte a Cuba dal gennaio 2026, intercettazione di almeno sette petroliere e almeno 25 voli di sorveglianza militare vicino alle coste cubane.
Ratcliffe ha un esperienza di missioni di alto livello nella regione: nel gennaio del 2026 ha viaggiato a Caracas per incontrare funzionari venezuelani nel contesto delle negoziazioni che hanno portato alla cattura di Nicolás Maduro, il che rende la sua visita a L'Avana un segnale dell'importanza strategica che Washington attribuisce a questo processo.
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