Il regime cubano rafforza le proibizioni per l'uscita e l'ingresso nel paese con una nuova legge sulla migrazione



Passeggeri all'interno della Terminal 3 (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Aeropuerto Internacional José Martí

Il regime cubano ha inasprito ieri il controllo sui movimenti migratori con l'entrata in vigore della sua nuova Legge sulla Migrazione, un quadro giuridico che estende in modo significativo i poteri dello Stato per limitare sia l'uscita che l'ingresso nel paese, sotto pretesti di sicurezza nazionale, ordine pubblico e interesse statale.

La normativa è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Straordinaria n. 60 e fa parte del pacchetto di leggi su Immigrazione, Stranieri e Cittadinanza approvato dall'Assemblea Nazionale a luglio 2024. 

Tra gli elementi più rilevanti del nuovo corpo legislativo spicca l'ampliamento delle cause per cui le autorità possono vietare l'uscita dal paese ai cittadini cubani.

La legge stabilisce dieci motivi per negare questo diritto: essere soggetti a processo penale, avere una sanzione pendente, essere sotto il Servizio Militare Obbligatorio, ragioni di Sicurezza e Difesa Nazionale, obblighi economici verso lo Stato, e la necessità di preservare forza lavoro qualificata o informazioni ufficiali sensibili, tra gli altri.

Questo ultimo criterio è particolarmente preoccupante, poiché lascia nelle mani delle autorità la decisione di impedire l'uscita di professionisti considerati strategici senza necessità di una causa penale diretta.

In parallelo, la normativa amplia i poteri per regolare l'ingresso nel territorio nazionale, con nuove cause di inammissibilità che vanno da precedenti per terrorismo, traffico di droga o tratta di esseri umani a motivi più ampi legati all'ordine pubblico o azioni considerate ostili contro il sistema politico.

La legge prevede inoltre la possibilità di limitare l'ingresso nel paese anche ai cittadini cubani in situazioni eccezionali definite dalle stesse autorità, il che introduce un ulteriore elemento di controllo sul ritorno all'Isola.

In altre parole: il regime ha da questo martedì un quadro giuridico che giustifica il permettere o impedire l'uscita e l'entrata a Cuba, incluso ai propri cittadini.

Il nuovo quadro legale consolida anche il potere discrezionale delle autorità migratorie di autorizzare, negare o cancellare la permanenza nel territorio nazionale, nonché di applicare misure come la deportazione, l'espulsione o i divieti di reingresso in base a criteri amministrativi.

Queste restrizioni contrastano con alcuni cambiamenti presentati dal governo come segnali di apertura, come l'eliminazione del limite di 24 mesi di soggiorno all'estero —in vigore dalla riforma del 2013 sotto Raúl Castro— e l'introduzione della figura di residenza effettiva migratoria, che riconosce come residenti coloro che permanendo più di 180 giorni all'anno a Cuba o dimostrano legami familiari, lavorativi o economici.

In materia di cittadinanza, la legge incorpora il concetto di cittadinanza effettiva, che consente ai cubani di possedere un'altra nazionalità senza perdere quella cubana, sebbene mantenga l'obbligo di utilizzare il passaporto cubano all'interno del territorio nazionale, il che limita nella pratica il riconoscimento pieno della doppia cittadinanza.

La Gaceta Oficial include anche il Decreto-Ley 117/2026, che crea una condizione migratoria speciale per emigrati investitori interessati a partecipare all'economia nazionale, con un costo di elaborazione di 3.500 pesos cubani e un termine di risoluzione di 30 giorni lavorativi.

Tuttavia, quella apertura è stata accolta con marcata diffidenza dalla diaspora, date le numerose violazioni del regime.

La avvocata Laritza Diversent, di Cubalex, ha avvisato che il regime ha utilizzato il diritto penale per «confiscare proprietà preziose»: si invita a investire, poi si incarcerano gli imprenditori e si espropriano le loro aziende.

La demora di quasi due anni nella pubblicazione delle leggi nella Gaceta Oficial rafforza la percezione che il regime utilizzi la legislazione migratoria in modo discrezionale, in base alle proprie esigenze economiche e di controllo politico, in mezzo a la peggiore crisi economica che attraversa Cuba dal 1959, con una proiezione di caduta del PIL del 6,5% nel 2026 e più di 600,000 cubani che hanno lasciato l'Isola dal 2022.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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