Azienda privata denuncia che le restrizioni del Minag ostacolano l'accesso degli agricoltori cubani a macchinari agricoli



La burocrazia del Minag costringe l'azienda a limitare l'importazione di attrezzature agricole in piena crisi produttivaFoto © Havana Times/Raquel Pérez e ACN

Video correlati:

L'azienda privata Havana Agro SURL ha annunciato questo giovedì che limiterà temporaneamente le sue operazioni a Cuba, dopo aver denunciato ripetuti ostacoli da parte dell'Istituto di Ingegneria Agraria, ente appartenente al Ministero dell'Agricoltura (Minag), accusato di impedire l'accesso dei produttori a attrezzature agricole.

In un comunicato diffuso sui social, la compagnia ha affermato che la direzione dell'istituto ha creato “ostacoli ripetuti e intenzionali”, interpretando le norme giuridiche “a convenienza” e rendendo difficili i processi di validazione necessari per introdurre nuova attrezzatura nel paese.

Secondo l'azienda, questi ostacoli impediscono agli agricoltori cubani di accedere più facilmente a attrezzature di prima qualità con prezzi in valuta nazionale e, in alcuni casi, con modalità di pagamento tramite istituzioni bancarie.

Captura di Facebook/Havana Agro SURL

Come conseguenza di quella situazione, Havana Agro SURL ha annunciato che si limiterà a importare, assemblare e commercializzare esclusivamente attrezzature agricole già validate nel paese o attualmente in fase di validazione.

La misura, qualificata come eccezionale, sarà mantenuta fino a quando non ci saranno le condizioni affinché i processi pendenti possano essere gestiti in un clima di lavoro “adeguato, trasparente e fruttuoso”, ha indicato l'azienda.

La compagnia ha inoltre assicurato di aver tentato di stabilire una cooperazione con l'istituto attraverso proposte di lavoro congiunto che includevano benefici economici per i lavoratori di quell'ente statale.

Tuttavia, afferma che tali proposte sono state sistematicamente rifiutate o ignorate dalla direzione dell'organismo, il che avrebbe deteriorato il clima di lavoro tra le due parti.

Nella sua dichiarazione, l'azienda ha sostenuto che l'atteggiamento di alcuni funzionari pubblici non solo influisce sulla relazione tra il settore statale e quello privato, ma danneggia anche l'economia nazionale, i sistemi produttivi e gli agricoltori del paese, specialmente in mezzo alla crisi economica che sta attraversando Cuba.

Nonostante il conflitto, Habana Agro SURL ha assicurato che continuerà a promuovere alleanze tra attori statali e privati, difendendo il ruolo del settore privato all'interno del sistema economico cubano.

L'azienda ha sottolineato che questo settore “costituisce un attore economico con il suo giusto posto nell'intreccio economico, giuridico e amministrativo del paese”.

L'annuncio ha provocato numerose reazioni sui social media. Tra i commenti al post, diversi utenti hanno sottolineato che le barriere burocratiche e le normative statali hanno ripetutamente ostacolato iniziative volte a migliorare la produzione agricola, mentre altri hanno denunciato quello che considerano un "blocco interno" che rende difficile l'accesso a tecnologia e finanziamenti per coloro che lavorano la terra.

Campo cubano: tra nuove norme e vecchi risultati

Propri il 2 aprile è entrato in vigore il Decreto-Legge 114, una norma presentata come un passo per ampliare la cooperazione tra le imprese statali e gli attori economici non statali.

Il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha affermato che la disposizione consentirebbe di creare nuove modalità di affari e “dinamizzare l'economia”, attraverso associazioni tra enti pubblici e mipymes o cooperative.

Il decreto, approvato dal Consiglio di Stato nel dicembre 2025 e pubblicato nel marzo 2026, stabilisce quattro forme di associazione tra imprese statali e private, tra cui la creazione di società miste, la partecipazione statale in imprese private esistenti o contratti di associazione economica senza la necessità di creare una nuova entità giuridica.

Tuttavia, tutte queste operazioni richiedono l'autorizzazione espressa del Ministero dell'Economia e Pianificazione, il che mantiene il controllo statale come asse centrale del sistema.

Varios economisti hanno accolto la misura con scetticismo. L'analista Elías Amor ha avvertito che, finché non verrà modificato il quadro normativo generale dell'attività imprenditoriale a Cuba, il settore privato continuerà a essere subordinato allo Stato.

In una linea simile, l'economista Ricardo Torres ha criticato il livello di centralizzazione e burocrazia del nuovo schema, mentre Daniel Torralbas ha suggerito che la norma potrebbe rispondere più alla necessità di sostenere le aziende statali che a una strategia di sviluppo a lungo termine.

Le discussioni sulle nuove regolamentazioni si estendono anche al settore agricolo. Deputati dell'Assemblea Nazionale hanno recentemente analizzato un progetto di legge sulla Proprietà, Possesso e Utilizzo della Terra, presentato come uno strumento per riorganizzare la proprietà e lo sfruttamento delle terre in funzione della sovranità alimentare.

Tuttavia, i rapporti ufficiali sul dibattito si sono concentrati su aggiustamenti normativi e principi giuridici senza fornire cifre concrete che permettano di valutare se queste riforme si siano tradotte in un aumento reale della produzione alimentare.

Queste iniziative legali arrivano in un periodo di profondo deterioramento del settore agropecuario. Lo stesso governo ha riconosciuto forti cali nella produzione: le radici commestibili sono diminuite del 44%, le uova del 43% e il latte del 37,6%, secondo i dati ufficiali diffusi nel 2025.

Parallelamente, il sistema statale di Acopio, storicamente responsabile della commercializzazione agricola, ha accumulato debiti milionari con i produttori, limitando così la capacità dei contadini di acquistare forniture, pagare i braccianti o mantenere i loro raccolti.

In questo contesto, il governo ha annunciato di recente la fine formale del monopolio di Acopio tramite il Decreto 143, che autorizza le mipymes, le cooperative e altri attori a partecipare alla commercializzazione agroalimentare.

Tuttavia, la norma mantiene ampî meccanismi di controllo statale su prezzi, destinazioni dei prodotti e bilanci produttivi, il che evidenzia che, nonostante gli annunci di apertura, lo Stato continua a determinare il funzionamento del settore agricolo.

Al same tempo, le autorità hanno proposto nuove formule per attrarre investimenti nel settore, inclusa la possibilità di concedere terre in usufrutto a cubani residenti all'estero e permettere loro di partecipare come soci in progetti produttivi all'interno dell'isola.

Tuttavia, queste proposte hanno anche suscitato dubbi tra potenziali investitori e membri della diaspora, a causa della storia di cambiamenti normativi improvvisi, confiscazioni e chiusure di imprese private nel paese.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.