Il governo di Cuba ha annunciato questo lunedì nuove misure destinate ad ampliare la partecipazione dei cubani residenti all'estero nell'economia nazionale, tra cui la possibilità di accedere a terreni in usufrutto per sviluppare progetti produttivi sull'isola.
Durante un intervento nel programma televisivo Mesa Redonda, il vicepremier e ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri, Oscar Pérez-Oliva Fraga, ha spiegato che le decisioni mirano ad aprire spazi affinché la diaspora cubana possa coinvolgersi in modo più diretto in attività economiche all'interno del paese.

Uno dei punti più salienti dell'annuncio è la concessione di terreni in usufrutto a cubani che vivono fuori dall'isola, anche se non mantengono una residenza effettiva nel paese. Secondo il funzionario, questa misura permetterebbe di canalizzare investimenti, competenze ed esperienze degli emigrati verso il settore agropecuario e altri progetti legati alla produzione.
L'iniziativa fa parte di un pacchetto più ampio di disposizioni che prevede anche la possibilità per i cubani all'estero di partecipare come soci o proprietari di aziende private a Cuba. Questa partecipazione non si limiterebbe a piccoli affari, ma potrebbe includere progetti di maggiore portata legati alle infrastrutture e ad altre iniziative economiche.
Tuttavia, l'annuncio genera anche dubbi tra molti cubani dentro e fuori dell'isola a causa della recente storia di misure statali che hanno colpito la proprietà privata e gli investimenti. Alla memoria delle grandi espropriazioni degli anni '60 del secolo scorso si sommano episodi più recenti, come chiusure di attività private, sequestro di merci, cancellazione di licenze o cambiamenti normativi improvvisi che hanno colpito gli imprenditori all'interno del paese.
Questi precedenti alimentano lo scetticismo di parte della diaspora riguardo alle reali garanzie e alla stabilità giuridica che potrebbe avere un investimento o un progetto produttivo a Cuba, anche in presenza di nuove promesse di apertura economica.
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