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La organizzazione di monitoraggio della sicurezza alimentare a Cuba, Food Monitor Program (FMP), ha pubblicato questo giovedì un rapporto che documenta come la carenza di diesel a Cuba abbia portato i contadini a scambiare cibo per carburante, in quello che l'organismo descrive come una delle limitazioni più severe degli ultimi anni per la produzione agricola del paese.
Durante il primo trimestre del 2026, il litro di gasolio nel mercato nero è quotato tra 1.500 e 3.000 pesos a seconda della qualità, della quantità e del luogo di acquisto, prezzi che i produttori agricoli non possono sostenere in contante.
Tuttavia, nei mesi scorsi, il prezzo del diesel nel mercato informale ha raggiunto i 4.000 pesos, una cifra che illustra l'estrema volatilità del mercato nero del carburante sull'isola.
Di fronte a questa impossibilità, i contadini hanno riattivato un sistema di baratto che evoca la crisi degli anni novanta: scambiano formaggio, latte di vacca, fagioli, riso, carne di maiale, strutto, arachidi, uova e carne di pollo in cambio del idrocarburo di cui hanno bisogno per lavorare le loro terre.
Secondo dati ufficiali, la produzione di riso è calata dell'81%, le uova del 61%, cifre che riflettono il collasso sostenuto del settore agropecuario cubano.
L'impatto di questa crisi non si limita ai piccoli produttori.
Il 96,4% delle 9.236 mipymes agroalimentari registrate a Cuba affronta restrizioni severe a causa della mancanza di carburante, compromettendo la catena di approvvigionamento alimentare a livello nazionale.
Organismi internazionali hanno anche avvertito sulle conseguenze per la popolazione. Come ha avvertito la FAO, sebbene in alcuni casi si riesca a produrre cibo, la popolazione non potrà accedere a questi alimenti a causa dei problemi di distribuzione e dei prezzi proibitivi.
Il rapporto avverte che questo scambio non è una forma di baratto tollerata come quella di vestiti o elettrodomestici, ma una pratica criminalizzata dal regime, che considera il diesel una risorsa strategica per la sopravvivenza del sistema.
In questo contesto, la polizia cubana ha arrestato 16 persone a L'Avana per vendita illegale di carburante, un segnale della repressione attiva su queste reti informali.
Nel frattempo, il Brasile ha annunciato il cinque marzo l'invio di aiuti umanitari a Cuba sotto forma di alimenti, in un gesto che sottolinea la gravità della situazione alimentare nell'isola.
Il rapporto conclude che questo scambio deve avvenire nel silenzio, con sospetto e sempre vigilanti alla realtà che qualsiasi venditore o acquirente potrebbe essere un informante del apparato repressivo.
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