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Un alto funzionario del Dipartimento di Stato ha confermato martedì a EFE che la delegazione statunitense che si è recata a Cuba lo scorso 10 aprile ha proposto al regime di consentire l'installazione di Starlink, il servizio di internet satellitare di SpaceX, di proprietà di Elon Musk, con l'obiettivo di offrire connettività "gratuita, veloce e affidabile in tutta l'isola".
La iniziativa ha fatto parte dei temi trattati durante la riunione tenutasi all'Avana, che ha segnato il primo atterraggio di un aereo del governo statunitense nel territorio cubano dal 2016.
L'offerta rappresenta una sfida diretta al monopolio esercitato da ETECSA sulle telecomunicazioni a Cuba, un sistema ampiamente contestato per la sua lentezza, i suoi alti costi e le restrizioni all'accesso alle informazioni.
El stesso Elon Musk aveva segnalato il 17 marzo sul suo profilo di X che Starlink funziona già a Cuba, anche se non può essere commercializzato a causa delle limitazioni imposte dal regime.
Oltre alla proposta tecnologica, rappresentanti dell'amministrazione di Donald Trump hanno insistito sulla necessità che L'Avana promuova riforme economiche e di governance per migliorare la competitività e attrarre investimenti stranieri.
Washington ha ribadito anche la sua richiesta di liberare i prigionieri politici e di ampliare le libertà civili, esprimendo nel contempo preoccupazione per la presunta presenza nell'isola di servizi di intelligence stranieri e gruppi considerati terroristici a breve distanza dal territorio statunitense.
Tra i nomi menzionati ci sono gli artisti Luis Manuel Otero Alcántara e Maykel Osorbo, membri del Movimento San Isidro, la cui liberazione è stata una richiesta costante da parte dell'amministrazione statunitense.
La delegazione ha inoltre esaminato possibili meccanismi di compensazione per cittadini e aziende statunitensi relativi a proprietà confiscate dopo la rivoluzione del 1959, una questione che rimane in analisi nel sistema giudiziario statunitense.
Durante il suo soggiorno, un alto funzionario statunitense ha tenuto un incontro separato con Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro, considerato da Washington un interlocutore chiave all'interno del potere reale sull'isola, al di là del ruolo formale del presidente Miguel Díaz-Canel.
Secondo fonti statunitensi, Cuba ha una finestra limitata per implementare riforme sostenute da Washington prima che la situazione economica e sociale si deteriori in modo irreversibile. In questo senso, l'amministrazione Trump mantiene la sua scommessa su una soluzione diplomatica, sebbene avverta che non permetterà che l'isola diventi un focolaio di instabilità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Il regime cubano ha confermato l'incontro lunedì tramite Alejandro García del Toro, vicedirettore generale responsabile degli Stati Uniti presso il Ministero degli Esteri, il quale ha assicurato al quotidiano ufficiale Granma che l'incontro si è svolto senza scadenze né pressioni.
Questa versione contrasta con i rapporti dei media statunitensi come USA Today, Fox News e Miami Herald, che parlano di un ultimatum di due settimane per la liberazione di prigionieri politici di alto profilo.
Il dialogo si svolge in mezzo a una profonda crisi economica nell'isola, con una contrazione accumulata del 23% dal 2019 e una previsione di calo del PIL del 7,2% per il 2026, aggravata dal taglio dell'approvvigionamento di petrolio venezuelano a partire da gennaio.
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