La cantante cubana Haydée Milanés ha pubblicato questa sabato un incisivo video nelle sue storie di Instagram, rivolto direttamente alla sinistra mondiale, chiedendole di smettere di supportare la dittatura cubana e di distinguere tra il regime e il popolo che soffre sotto il suo potere.
Questo video è per la sinistra del mondo, inizia Milanés. "Noi cubani non abbiamo chiesto a voi alcun aiuto affinché supportiate la dittatura. In che momento vi abbiamo chiesto di sostenere la dittatura cubana?"
Il messaggio arriva appena tre settimane dopo che la flottiglia Nuestra América è arrivata a L'Avana —organizzata da almeno 23 organizzazioni marxiste e socialiste di 33 paesi— tra il 18 e il 24 marzo con oltre venti tonnellate di aiuti umanitari del valore di 433.000 dollari.
Tra i partecipanti più controversi c'era Pablo Iglesias, ex leader di Podemos, che si è incontrato con Díaz-Canel nel Palazzo delle Convenzioni, ha lanciato un free tour rivoluzionario, ha soggiornato al Gran Hotel Bristol Havana Vieja a cinque stelle e ha pubblicato su X: "Que bello è il sentire la rivoluzione".
Milanés smonta quel tipo di gesti con precisione: "Quell'aiuto che stanno dando alla dittatura serve a farla mantenere in piedi, mentre continuano a schiacciare il popolo cubano, uccidendolo di fame, di necessità e di repressione".
La cantante traccia una linea chiara tra il regime e la popolazione: "Il popolo cubano è molto distante dalla dittatura cubana e sta soffrendo per mano della dittatura cubana".
Y descrive senza mezzi termini la situazione umanitaria nell'isola: "Bambini in prigione, bambini senza cibo, anziani per strada che frugano tra i rifiuti alla ricerca di cibo. E tutto questo è colpa di quel governo."
Milanés smonta anche l'argomento dell'embargo, che la sinistra internazionale solitamente usa per giustificare il suo sostegno al regime: "Questa è una grande menzogna. La grande menzogna è questa, ed è stata la grande giustificazione della dittatura cubana per tutta la sua inefficacia".
Su critica è rivolta direttamente a coloro che, da una posizione ideologica, sostengono il governo dell'Avana: "In nome di un'ideologia, difendere che cosa: una dittatura al potere da 67 anni che distrugge un intero popolo. Mi sembra che sia crudele ed egoista nei confronti del popolo cubano."
Il video ha generato una rapida risposta sui social. Il giornalista Mag Jorge Castro lo ha condiviso su Instagram con il commento: Grazie per non rimanere in silenzio.
Non è la prima volta che Milanés alza la voce. A febbraio del 2026 ha denunciato la detenzione di giovani del collettivo El4tico a Holguín, definendola "l'ennesima prova dell'orrore". Nel 2025 ha presentato insieme a El B la canzone Duele, dedicata a oltre sessant'anni di dittatura, e a giugno di quello stesso anno si è unita al sostegno allo sciopero universitario a Cuba.
La cantante, che risiede in esilio, ha chiuso il suo messaggio con una richiesta diretta alla sinistra mondiale e uno slogan senza ambiguità: "Non lasciatevi più ingannare da una dittatura che non sta aiutando il popolo, lo sta sterminando. Abbasso la dittatura".
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